Sarà la stessa strada che ospita una croce dedicata a
lei, via Costantino, che prenderà il nome di Giuseppina Bianco. Nacque
nel gennaio del 1927, a Piscinola, allora frazione del Quartiere San Carlo
All'Arena, nella masseria Delle Donne. La sua era una famiglia numerosa, i cui
genitori, Andrea e Teresa, e i numerosi fratelli piccoli, si dedicavano con
sacrificio al duro lavoro nei campi. "Era una fanciulla buona, semplice e
mite, modesta e bene educata come tutte le fanciulle del paese, religiosa,
senza smanie, studiosa per quel tanto che le permise di ottenere la licenza
elementare, per poi dedicarsi alle cure della famiglia e della terra come quasi
tutte le contadinelle del luogo, presto spose e prolifiche mamme". Eravamo
sul finire della seconda guerra mondiale, gli alleati sbarcati a Salerno, con
sacrifici, arrivarono a Napoli e anche a Piscinola e il paese era stato
trasformato in sede di accampamento per i marocchini del generale francese
Jouè, reduci delle bravate di Esperia e le donne avevano paura. Non osavano più
andare fuori sole, nemmeno di giorno, nemmeno per andare in chiesa, e si
raccoglievano nella minuscola cappella votiva dedicata al Sacro Cuore, in piena
campagna". L'episodio dell'eccidio di Giuseppina Bianco avvenne, il 17
maggio del 1944, quando la ragazza era dedita, insieme alla mamma e alcuni
fratellini, al lavoro di diserbo del grano nel suo piccolo podere, situato non
lontano dalla masseria Epitaffio, dove c'era una cappellina, proprio per mano
di un soldato francese sbandato che vedendo la ragazza tentò di violentarla e
preso da rabbia e raptus trafisse Giuseppina con l'arma che aveva con sé nella
masseria Epitaffio in Mugnano di Napoli.
