Dall’Archivio storico del Comune di Mugnano,
precisamente nei registri delle delibere della Giunta del 1901, sono riportate
le richieste di concessione di apertura di taverne e cantine e depositi daziari
di vini. In quell’anno furono concesse sei licenze e i beneficiari risultano i
seguenti: Riccio Aniello di Vincenzo; Chianese Lorenzo, per deposito e vendita
al minuto; Chianese Gennaro fu Vincenzo, apertura di cantina; Zingarelli Angela
Gelsomina, apertura di cantina in un pagliaio di sua proprietà sito nel fondo
denominato Bosco; De Lorenzo Arturo, apertura deposito di vini alla Via S.
Aniello n°22; Basile Giuliano di Gaetano, apertura di cantina con l’esercizio
dei giuochi leciti, nel fondo da lui coltivato denominato Pozzillo. Negli anni
venti, in Via Torre 42, vi era "La Grotta dei Briganti" o cantina
della Parrucchiana (come si vede nella foto sopra di 106 anni fa). Sempre
frequentata dal vicinato i quali tra un quarto di rosso e una briscola
trascorrevano ore alquanto liete dopo una giornata intensa di lavoro. Posta in
un luogo alquanto angusto del paese era comunque meta anche di gente che pur
essendo di Mugnano, veniva da fuori mano, come si suol dire, ovvero che non
abitava in quella zona. Un'altra taverna storica di sicuro più famosa è quella
detta del "Pisciaturo" menzionata in una fiaba del Basile, la quale
si trovava sull'antico tratturo che da Mugnano dava verso Chiaiano e da qui
verso Napoli.
Testo di Carmine Cecere
Foto da Mugnano Antica
