Voglio ricordare questa suora della mia infanzia, di
sicuro non solo la mia: Suor Silvestra, del convento di Gesù Eucaristico di Via
Ritiro del Carmine. Erano gli anni sessanta quando per esigenze scolastiche,
diciamo così, la ebbi a conoscere. Era la responsabile della classe materna,
con lei si giocava ma non solo. Ebbi la fortuna di frequentare il Ritiro: primo
perché abitavo a ridosso del convento e secondo perché mia madre ci lavorava.
Era una suora con una certa grazia, gentile ma quando c'era da essere dura lo
era davvero, anche se aveva un volto angelico, così sembrava. Le lezioni
cominciavano con le immancabili preghiere, ripetute con una certa continuità.
Dopo iniziavano le impartizioni didattiche, cose leggere, poi ci si alternava
con i giochi fino all'ora di mensa, quando la suora ci faceva schierare in fila
per due e ci conduceva in refettorio, locale alquanto angusto, il cibo però era
buono. Poi si ritornava in classe a fare un riposino, si doveva dormire
appoggiando la testa sul banco, ma questo è un ricordo confuso è probabile che
sia da collocare al periodo che frequentai il collegio di san Mauro abbate a
Casoria. Tuttavia, crescendo poi l'ho intravista altre volte, fin quando la
vita mi ha portato verso altri lidi perdendola del tutto di vista. Non ebbi più
notizie, né quando il Signore la chiamò a se.
Testo di Carmine Cecere
