Erano le dieci del mattino di lunedì 29 maggio, quando
dalla Chiesa SS. Alfonso e Luigi mosse lo squadrone dei carabinieri a cavallo
percorrendo tutta Via Napoli fin giù piazza Municipio, nella quale era pronta
la fanfara che intonava il canto degli italiani, ovvero l'inno d'Italia,
accolto dagli applausi di un folla copiosa intorno al palchetto su cui le
autorità presenti esternarono parole di apprezzamento e di commiato per
l'inaugurazione della Associazione Nazionale carabinieri intitolata al giovane
carabiniere Salvatore Nuvoletta, sorta in Via Chiesa. Presente il Generale
Cagnazzo, il sindaco Onofaro di Qualiano, l'allora sindaco Daniele Palumbo, il
papà della povera vittima e i fratelli tutti. La fanfara si esibì anche con
altri brani, mentre la Piazza si riempiva sempre più. Si spesero parole e
promesse, ma, purtroppo, l'associazione non visse più di un
decennio.
Testo
e foto di Carmine Cecere
