Il punto di vista del nostro editorialista Giuseppe Cerullo
Modena è una tragedia vera, non un meme politico da agitare sui social. Otto persone travolte in pieno centro, quattro feriti gravi, una donna mutilata, famiglie distrutte. Salim El Koudri dovrà rispondere fino in fondo davanti alla giustizia. Fine.Ma proprio perché ci sono vittime vere, bisogna avere
il coraggio di raccontare la scena intera e non soltanto il pezzo utile alla
propaganda. A fermare il responsabile non sono stati slogan identitari o
fantasie da “ronde etniche”, ma cittadini che hanno rischiato la vita. Luca
Signorelli è rimasto ferito tentando di bloccarlo. Con lui sono intervenuti
anche Osama Shalaby, il figlio Mohammed e altri commercianti della zona. Ed è
qui che il dibattito italiano mostra spesso tutta la sua incoerenza. Perché se
l’origine dell’aggressore non dovrebbe essere usata per attribuire colpe
collettive, allora non dovrebbe diventare centrale neppure quando si racconta
il coraggio di chi è intervenuto. Se l’etnia non spiega il crimine, non spiega
nemmeno il merito. La coerenza non può valere a giorni alterni. Questo però non
significa negare i problemi reali. Gli stranieri residenti in Italia sono circa
5,3 milioni, pari a poco meno del 9% della popolazione, ed esistono dati che
mostrano una maggiore incidenza in alcune categorie di reati di strada. Ma quei
numeri, da soli, non dimostrano alcuna predisposizione etnica al crimine.
Raccontano più spesso marginalità sociale, irregolarità, degrado urbano,
dispersione, contesti difficili, sfruttamento e criminalità organizzata. Ed è
proprio lì che una politica seria dovrebbe intervenire: contro bande, violenza,
spaccio, reti illegali e recidiva. Non contro milioni di persone
indistintamente. Del resto, nessuno riterrebbe giusto considerare sospetto ogni
italiano all’estero per colpa della mafia, della ’ndrangheta o della Camorra.
Gli Stati democratici colpiscono clan, mandanti, complici e organizzazioni
criminali, non interi popoli. È un principio semplice: la responsabilità è
individuale. Sempre.
Chi usa Modena per trasformare un delinquente in una
categoria etnica non sta difendendo la sicurezza. Sta trasformando una tragedia
in propaganda politica.
Giuseppe Cerullo
