Gentile Direttore,
le scrivo per condividere una riflessione
nata da un breve testo che mi è stato inviato e che, pur nella sua forma
satirica, coglie un aspetto ricorrente del nostro tempo.
“Vento da destra: e Kleophanes fu subito
di destra. Vento da sinistra: immediatamente di sinistra. Nessun marinaio volta
le vele con tale maestria come costui volta le idee quando fa comodo. O porto,
eterno testimone”.
In poche righe si delinea una figura simbolica, quella di chi sembra adattare opinioni e posizioni con estrema rapidità, seguendo più la direzione delle circostanze che quella dei propri principi. Non è tanto una critica rivolta a qualcuno in particolare, quanto la rappresentazione di un atteggiamento che, a ben guardare, non è così raro nella vita pubblica e non solo. La metafora del mare e del vento è efficace: da una parte l’instabilità, dall’altra la possibilità di mantenere una rotta. E in mezzo, chi sceglie di cambiare direzione con grande abilità, ma talvolta senza lasciare intravedere un punto fermo. Il “porto”, evocato come testimone silenzioso, sembra osservare questo continuo mutare di orientamento. Ed è proprio da quello sguardo immobile che nasce la riflessione: quanto vale oggi la coerenza? E quanto pesa, invece, la capacità di adattarsi sempre e comunque? Non si tratta di giudicare la flessibilità in sé, che in molti casi è una qualità. Il dubbio riguarda piuttosto il confine tra adattamento e opportunismo, tra evoluzione del pensiero e semplice convenienza. Mi permetto di condividere questo spunto perché credo possa riguardare, in forme diverse, tutti noi.
La ringrazio per l’attenzione e porgo
cordiali saluti.
P.P.
Gentile lettore,
pubblichiamo volentieri la sua riflessione
che, con toni ironici e immagini efficaci, invita a meditare sul tema sempre
attuale della coerenza.
Cordiali saluti
Mi.Ro.
