Sono trascorsi
anni dagli appelli, dagli articoli e dalle richieste avanzate in Consiglio
comunale, ma di Michele Passero, il giovane vigile del fuoco maranese morto
eroicamente nel 1977 durante l’esplosione di uno stabilimento Gpl a Cassino,
sembra essersi perso il ricordo istituzionale. Eppure il Palamarano porta il
suo nome dal 2013, quando l’amministrazione comunale decise di intitolare la
struttura di via Musella alla medaglia d’oro al Valor Civile. Un’intitolazione
importante, fortemente voluta dal compianto Salvatore Ruggiero, storico
dipendente comunale scomparso lo scorso febbraio, che per anni si batté
affinché la città rendesse omaggio al sacrificio del giovane vigile del fuoco.
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| Salvatore Ruggiero, buonanima |
Tuttavia, ancora oggi, all’esterno e all’interno del Palamarano non esiste
neppure una targa commemorativa che ricordi ai cittadini chi fosse Michele
Passero e perché il suo nome sia legato alla struttura sportiva cittadina. Nel 2019,
diversi appelli pubblici avevano sollecitato l’amministrazione comunale a
organizzare una cerimonia ufficiale presso il Palamarano, con la partecipazione
delle istituzioni, dei vigili del fuoco e delle scuole, affinché il sacrificio
di Passero non venisse dimenticato. In quella circostanza si interessarono alla
vicenda anche consiglieri comunali e assessori, ma tutto finì nel silenzio più
assoluto. Michele
Passero perse la vita tentando di chiudere manualmente una valvola da cui
fuoriusciva gas, consapevole del rischio enorme che stava correndo pur di
evitare una tragedia ancora più devastante per le abitazioni vicine. Un gesto
eroico che spinse l’allora presidente della Repubblica Giovanni Leone a
conferirgli la medaglia d’oro al Valor Civile. Oggi sarebbe auspicabile (è semplicemente una nostra proposta) che i commissari straordinari prendessero finalmente a cuore questa
vicenda, organizzando un evento commemorativo ufficiale al Palamarano e facendo
apporre una targa in memoria dell’eroe maranese. Sarebbe un atto di rispetto
verso Michele Passero, ma anche un modo per onorare la memoria di Salvatore
Ruggiero, che tanto si spese affinché la città non dimenticasse uno dei suoi
figli più coraggiosi.