| da sinistra: viceprefetto Gerardo Quaranta, viceprefetto Luca Rotondi, dirigente Prefettura Francesco Prencipe |
Il 22
settembre 2020, nel giorno conclusivo della gestione commissariale al Comune di
Calvizzano, pubblicammo un articolo dal titolo semplice ma significativo: “Bye
bye Commissari straordinari: grazie per quello che avete fatto per Calvizzano”.
A distanza di
tempo, resta il ricordo di un’esperienza amministrativa intensa, caratterizzata
da interventi concreti, riorganizzazione degli uffici, opere pubbliche e
decisioni importanti per il futuro dell’ente.
Cosa
fecero
Per quanto
concerne il personale comunale, furono assunti a tempo determinato e part time
due istruttori direttivi collocati presso il Settore Finanziario-Tributario:
Rosario Cimino e Vincenza Greco, con contratto prorogato e prospettiva di
stabilizzazione compatibilmente con la normativa vigente. Attraverso procedura
selettiva vennero inoltre conferiti due incarichi a tempo determinato, ai sensi
dell’allora art. 110 comma 1 del TUEL, per la durata della gestione
commissariale. La responsabilità del Settore Urbanistica-Edilizia/SUAP fu
affidata inizialmente all’architetto Mucerino e successivamente all’ingegnere
Cavallaro; quella del maxi-settore Affari Generali e Servizi alla Persona,
comprendente Demografico-Elettorale e Servizi Sociali, al dottor Antonio
Damiano. Fu inoltre rinnovato per due anni consecutivi il contratto a tempo
determinato e parziale del geometra Claudio Grasso, impegnato presso l’Ufficio
Tributi nel contrasto all’evasione ICI-IMU a supporto del responsabile
Salvatore Sabatino. Accanto ai 26 dipendenti comunali operarono dunque
Commissari, funzionari sovraordinati e nuovi assunti, formando una vera task
force composta da circa 12 professionisti.
Opere
pubbliche e interventi sul territorio
Sul fronte dei
lavori pubblici venne avviato il restyling di 25 strade cittadine e, grazie ai
ribassi di gara, fu possibile programmare ulteriori asfaltature.
Furono
appaltati: i lavori per il cambio degli infissi della scuola media Polo; gli
interventi di risanamento idrogeologico del Vallone Fossa del Carmine; il
restyling dell’edificio delle suore di via Ritiro.
Vennero
inoltre effettuati: lavori al tetto del Palaraffaella per eliminare le
infiltrazioni; interventi di sistemazione degli spazi esterni della scuola
dell’Infanzia; adeguamenti antincendio alla Media Polo; il collegamento tra via
Galiero e via Mirabelli. Furono assegnati gli appalti per la manutenzione del
verde pubblico, delle strade cittadine e della pubblica illuminazione. Vennero
stanziati 90mila euro per l’adeguamento funzionale e la manutenzione della
Tensostruttura, con l’obiettivo di mettere fine a una situazione di degrado che
durava da anni.
Tra le
procedure avviate: la gara per la gestione del Palaraffaella; la gara per il
servizio di raccolta rifiuti; la gara per la gestione del servizio idrico.
Dopo anni di
assenza tornarono anche le luminarie natalizie lungo il corso cittadino.
Importante fu
inoltre la scoperta di 11 strade private, una delle quali ricadente nel
territorio di Mugnano, allacciate abusivamente alla pubblica illuminazione.
Dopo dieci
anni venne riaperta via Ritiro, rimasta a lungo chiusa al traffico.
Legalità,
ambiente e urbanistica
I Commissari
decisero inoltre di costituire il Comune parte civile in diversi procedimenti
giudiziari ritenuti lesivi dell’immagine e degli interessi dell’ente.
Fu avviata la
gara per l’abbattimento del capannone abusivo di via Eduardo De Filippo, citato
anche nella relazione della Commissione d’indagine che portò allo scioglimento
del Consiglio comunale.
Vennero
promossi: il censimento delle attività commerciali per contrastare l’evasione
tributaria; una task force contro i reati ambientali con cabina di regia a
Calvizzano; interventi finanziati dalla Città Metropolitana per l’acquisto di
una spazzatrice, il potenziamento del Centro di raccolta e opere di
ripiantumazione del verde pubblico.
La
struttura comunale fu riorganizzata con la riduzione dei settori da sette a
cinque.
Ma
soprattutto, dopo quattro tentativi falliti dalle precedenti amministrazioni, i
Commissari riuscirono ad approvare definitivamente il Piano Urbanistico
Comunale, scelta che divise l’opinione pubblica ma che rappresentò comunque un
passaggio storico per il paese.
Le
criticità rimaste
Naturalmente
non mancarono le criticità. Restava irrisolta la questione dei marciapiedi,
soprattutto nelle periferie, spesso impraticabili. L’IMU raggiunse l’aliquota
massima e la Tari aumentò mediamente del 30%. Nonostante gli sforzi, la città
continuava troppo spesso a fare i conti con l’abbandono indiscriminato dei
rifiuti e con una raccolta differenziata ancora insufficiente.
Persistette
anche la carenza di organico nella Polizia Municipale: erano previste due
assunzioni entro il 2021, ma nello stesso periodo tre agenti sarebbero andati
in pensione.
Il
giudizio di allora
Al netto delle
criticità, il giudizio che esprimemmo allora resta immutato: ai Commissari
straordinari va riconosciuto il merito di aver lavorato in una fase complicata
per il Comune di Calvizzano, lasciando in eredità opere, procedure avviate e
una macchina amministrativa più strutturata rispetto al passato.