Giovedì 19 aprile 2018, ore 12.30: arrivò lo Stato a Calvizzano

 

da sinistra: viceprefetto Gerardo Quaranta, viceprefetto Luca Rotondi, dirigente Prefettura Francesco Prencipe

La triade commissariale, composta dal viceprefetto Luca Rotondi (presidente commissione straordinaria, all'epoca vice prefetto); Gerardo Quaranta, viceprefetto; Francesco Prencipe, dirigente Prefettura (Area 1), insediatasi in seguito allo scioglimento del Consiglio comunale, ha amministrato il Comune fino alle amministrative di settembre 2020, vinte da Giacomo Pirozzi

Quando lasciarono il Comune, Calvizzanoweb li salutò così: “Grazie Commissari straordinari”

Il 22 settembre 2020, nel giorno conclusivo della gestione commissariale al Comune di Calvizzano, pubblicammo un articolo dal titolo semplice ma significativo: “Bye bye Commissari straordinari: grazie per quello che avete fatto per Calvizzano”.

A distanza di tempo, resta il ricordo di un’esperienza amministrativa intensa, caratterizzata da interventi concreti, riorganizzazione degli uffici, opere pubbliche e decisioni importanti per il futuro dell’ente.

Cosa fecero

Per quanto concerne il personale comunale, furono assunti a tempo determinato e part time due istruttori direttivi collocati presso il Settore Finanziario-Tributario: Rosario Cimino e Vincenza Greco, con contratto prorogato e prospettiva di stabilizzazione compatibilmente con la normativa vigente. Attraverso procedura selettiva vennero inoltre conferiti due incarichi a tempo determinato, ai sensi dell’allora art. 110 comma 1 del TUEL, per la durata della gestione commissariale. La responsabilità del Settore Urbanistica-Edilizia/SUAP fu affidata inizialmente all’architetto Mucerino e successivamente all’ingegnere Cavallaro; quella del maxi-settore Affari Generali e Servizi alla Persona, comprendente Demografico-Elettorale e Servizi Sociali, al dottor Antonio Damiano. Fu inoltre rinnovato per due anni consecutivi il contratto a tempo determinato e parziale del geometra Claudio Grasso, impegnato presso l’Ufficio Tributi nel contrasto all’evasione ICI-IMU a supporto del responsabile Salvatore Sabatino. Accanto ai 26 dipendenti comunali operarono dunque Commissari, funzionari sovraordinati e nuovi assunti, formando una vera task force composta da circa 12 professionisti.

Opere pubbliche e interventi sul territorio

Sul fronte dei lavori pubblici venne avviato il restyling di 25 strade cittadine e, grazie ai ribassi di gara, fu possibile programmare ulteriori asfaltature.

Furono appaltati: i lavori per il cambio degli infissi della scuola media Polo; gli interventi di risanamento idrogeologico del Vallone Fossa del Carmine; il restyling dell’edificio delle suore di via Ritiro.

Vennero inoltre effettuati: lavori al tetto del Palaraffaella per eliminare le infiltrazioni; interventi di sistemazione degli spazi esterni della scuola dell’Infanzia; adeguamenti antincendio alla Media Polo; il collegamento tra via Galiero e via Mirabelli. Furono assegnati gli appalti per la manutenzione del verde pubblico, delle strade cittadine e della pubblica illuminazione. Vennero stanziati 90mila euro per l’adeguamento funzionale e la manutenzione della Tensostruttura, con l’obiettivo di mettere fine a una situazione di degrado che durava da anni.

Tra le procedure avviate: la gara per la gestione del Palaraffaella; la gara per il servizio di raccolta rifiuti; la gara per la gestione del servizio idrico.

Dopo anni di assenza tornarono anche le luminarie natalizie lungo il corso cittadino.

Importante fu inoltre la scoperta di 11 strade private, una delle quali ricadente nel territorio di Mugnano, allacciate abusivamente alla pubblica illuminazione.

Dopo dieci anni venne riaperta via Ritiro, rimasta a lungo chiusa al traffico.

Legalità, ambiente e urbanistica

I Commissari decisero inoltre di costituire il Comune parte civile in diversi procedimenti giudiziari ritenuti lesivi dell’immagine e degli interessi dell’ente.

Fu avviata la gara per l’abbattimento del capannone abusivo di via Eduardo De Filippo, citato anche nella relazione della Commissione d’indagine che portò allo scioglimento del Consiglio comunale.

Vennero promossi: il censimento delle attività commerciali per contrastare l’evasione tributaria; una task force contro i reati ambientali con cabina di regia a Calvizzano; interventi finanziati dalla Città Metropolitana per l’acquisto di una spazzatrice, il potenziamento del Centro di raccolta e opere di ripiantumazione del verde pubblico.

La struttura comunale fu riorganizzata con la riduzione dei settori da sette a cinque.

Ma soprattutto, dopo quattro tentativi falliti dalle precedenti amministrazioni, i Commissari riuscirono ad approvare definitivamente il Piano Urbanistico Comunale, scelta che divise l’opinione pubblica ma che rappresentò comunque un passaggio storico per il paese.

Le criticità rimaste

Naturalmente non mancarono le criticità. Restava irrisolta la questione dei marciapiedi, soprattutto nelle periferie, spesso impraticabili. L’IMU raggiunse l’aliquota massima e la Tari aumentò mediamente del 30%. Nonostante gli sforzi, la città continuava troppo spesso a fare i conti con l’abbandono indiscriminato dei rifiuti e con una raccolta differenziata ancora insufficiente.

Persistette anche la carenza di organico nella Polizia Municipale: erano previste due assunzioni entro il 2021, ma nello stesso periodo tre agenti sarebbero andati in pensione.

Il giudizio di allora

Al netto delle criticità, il giudizio che esprimemmo allora resta immutato: ai Commissari straordinari va riconosciuto il merito di aver lavorato in una fase complicata per il Comune di Calvizzano, lasciando in eredità opere, procedure avviate e una macchina amministrativa più strutturata rispetto al passato.


 



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