Calvizzano, Salvatore Passaro: il collante di una comunità tra memoria, amicizia e politica

 

Passaro al centro con la maglietta nera dietro la torta
A Calvizzano il suo nome è conosciuto da tutti. Salvatore Passaro, per molti semplicemente “‘O Sciarmat”, negli anni è diventato molto più di un protagonista della scena politica locale: è un uomo capace di creare legami, organizzare momenti di aggregazione e mantenere viva la memoria di tanti giovani calvizzanesi scomparsi troppo presto. Considerato da molti un vero “artista del voto”, Passaro proviene dalla scuola politica di Peppe Salatiello, l’ex sindaco di Calvizzano scomparso nel luglio del 2017 a soli 50 anni. Da lui avrebbe imparato dinamiche, strategie e soprattutto il rapporto diretto con il territorio e con le persone. I numeri elettorali, del resto, parlano chiaro. In tre diverse tornate amministrative sua moglie, Marialuisa Ferrigno, si è sempre posizionata tra i primi eletti della maggioranza. Nel 2013, durante la candidatura a sindaco di Salatiello, Ferrigno ottenne ben 804 voti, diventando il vero fenomeno elettorale di quella competizione. Nel 2020, con Giacomo Pirozzi sindaco, conquistò 627 preferenze, risultando terza tra gli eletti della maggioranza. Alle ultime amministrative, invece, candidata nella lista a sostegno di Borrelli, ha nuovamente centrato il terzo posto con 823 consensi. Nel corso dell’attuale consiliatura, Passaro ha attraversato diverse fasi politiche. Mai pienamente “borrelliano”, vicino a un possibile appoggio a Pirozzi  (pochi mesi dopo che sua moglie confluì nel gruppo di opposizione Insieme), alla fine ha scelto di sostenere Borrelli, ritenendo evidentemente quella la strada più competitiva per vincere. Importante anche il suo rapporto con il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo, così come il contributo dato alla rifondazione del Partito Democratico a Calvizzano. Un percorso culminato con l’elezione del fratello Pierpaolo Passaro a segretario pro tempore del circolo cittadino. Ma ridurre Salvatore Passaro soltanto alla politica sarebbe limitante. Da anni, infatti, rappresenta un punto di riferimento umano e sociale per tanti cittadini. È lui a organizzare memorial, raduni tra amici e partite di calcetto che diventano occasioni per stare insieme, rinsaldare amicizie e ricordare chi non c’è più. Eventi semplici, spesso lontani dai riflettori, ma capaci di coinvolgere intere generazioni e di restituire alla comunità un senso autentico di appartenenza.

In un post pubblicato diversi mesi fa, Passaro aveva sintetizzato perfettamente il suo modo di vivere i rapporti umani: “ci vuole un po’ di tempo, però alla fine riesco a mettere tutti insieme… grazie della bellissima serata, amici miei vi voglio bene”.

Una frase che racconta forse meglio di ogni analisi il suo carattere: pazienza, presenza costante e desiderio di unire. E poi c’è quella battuta diventata ormai celebre a Calvizzano: “Chi ciò dic a cas?”. Un’espressione entrata nel linguaggio quotidiano di tanti amici e sostenitori, simbolo di un modo spontaneo e genuino di stare in mezzo alla gente. Nel breve video la pizza tra lui e Francesco Ferrillo che sancì l'accordo con gli ex Reset e la nascita del gruppo Insieme.



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