Calvizzano. Piazza Umberto I°, la domenica del “vott’ a passà”: strette di mano, sorrisi e candidati a ogni angolo

 

Banchetto raccolte firme

A Calvizzano, più che una piazza, ieri mattina piazza Umberto I° sembrava un salotto elettorale all’aperto. Da una parte i rappresentanti di Movimento Futura con Pasquale Musella e Ciro Cavallo, storico volto della CGIL pensionati, impegnati nella raccolta firme per la sanità pubblica e i diritti dei lavoratori negli appalti. Dall’altra, a pochi metri di distanza, lato fontanina per orientarsi meglio, i candidati di Noi X Calvizzano con il candidato sindaco Luciano Borrelli intenti ad ascoltare cittadini, amici, curiosi e soprattutto indecisi. Intorno alle 11.30 la scena si è arricchita di nuovi protagonisti: sono arrivati diversi candidati di Liberi e Forti, insieme all’ex sindaco Pirozzi. E così la piazza si è trasformata nel classico teatro della campagna elettorale dei piccoli paesi, dove nessuno passa inosservato e anche un semplice caffè rischia di diventare un summit politico. A colpire non erano tanto i discorsi, quelli ormai si assomigliano tutti, ma gli sguardi. Occhiate rapide, mezzi sorrisi, curiosità neanche troppo nascoste per capire chi salutava chi, chi si fermava con chi e soprattutto da quale “lato” della piazza provenisse ogni cittadino. In fondo, quando gli schieramenti sono due, anche una passeggiata diventa una dichiarazione d’intenti. E nel mezzo di questo piccolo festival del consenso, ecco spuntare la frase simbolo della mattinata. Un passante, con tono stanco ma sinceramente divertito, avrebbe sussurrato all’amico: “Vott’ a passà…”. Traduzione immediata del sentimento collettivo di molti cittadini: fate presto, finite queste elezioni. Già, perché il vero problema, più che convincere gli elettori, ormai sembra riuscire a trovarli ancora in casa. In queste settimane, tra un candidato e l’altro, ci sono famiglie che hanno ricevuto più visite di Natale. Perlomeno dieci candidati tra i due schieramenti, forse anche qualcuno in più, con sorrisi larghi, pacche sulle spalle e strette di mano distribuite con generosità bipartisan. Ed è qui che arriva il lato più curioso, o forse il più comico, della campagna elettorale: persone che per anni non si sono degnate nemmeno di un cenno, improvvisamente diventano cordialissime. Salutano tutti, chiedono della famiglia, si interessano perfino al cane o al nipote universitario. E molti cittadini, naturalmente per educazione tacciono. Ma il pensiero, quello sì, si legge in faccia: “Ma chi t’ conosce?”.

Altre foto. C’è anche qualche candidato o simpatizzante di liste opposte che è passato a salutare gli amici


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