Calvizzano-Marano. Dopo Francesca Nastro, la storia di Lina De Sica: il sorriso gentile di una nuova generazione per Calvizzano
Figlia dell’ex assessore Franca Nastro (entrambe abitano a Marano), Lina è tra
quei “talenti invisibili” cresciuti nel volontariato e nel servizio alla
comunità che la politica locale non dovrebbe più ignorare
Dopo aver raccontato il percorso umano e politico di Francesca Nastro, emerge oggi anche la figura della figlia Lina De Sica, giovane impegnata nel sociale e presenza ormai conosciuta e apprezzata all’interno della comunità calvizzanese. Sempre sorridente, educata e disponibile, Lina rappresenta quel tipo di giovani che riescono a farsi voler bene senza clamore, con semplicità e autenticità. Ogni volta che incontra il direttore di Calvizzanoweb Rosiello è lei, per prima, a fermarsi per salutare con rispetto e cordialità. Un gesto semplice, ma che racconta molto del suo carattere. Figlia dell’ex assessore Franca Nastro (ne abbiamo parlato in un precedente articolo), Lina è cresciuta nel mondo dell’impegno sociale e del volontariato, maturando esperienze concrete nella parrocchia guidata da don Ciro e soprattutto nel “Villaggio di Dio”, manifestazione che ogni anno coinvolge oltre mille persone e che richiede organizzazione, capacità di coordinamento, spirito di squadra e senso di responsabilità. Dietro la sua discrezione ci sono competenze vere: capacità di ascolto, leadership silenziosa, linguaggio chiaro e una naturale attenzione verso gli altri. Qualità che oggi sembrano sempre più rare e che invece dovrebbero rappresentare la base di una nuova classe dirigente. Non a caso, nell’articolo pubblicato nel dicembre 2025 sui “talenti invisibili”, nell’ambito di un convegno sulla ludopatia, Lina De Sica veniva indicata insieme a Tonia De Fenza, Maria Cristina Napolano (prima eletta alle ultime amministrative: finalmente qualcuno si è accorto del suo talento) e Giulia Sciarra come una delle giovani donne che potrebbero incarnare il futuro di Calvizzano. Ragazze cresciute nel servizio, nell’impegno gratuito e nella vita comunitaria, lontane dalle logiche del protagonismo ma vicine ai bisogni reali delle persone. Eppure proprio queste figure continuano troppo spesso a restare invisibili alla politica locale, ancora legata a dinamiche chiuse e autoreferenziali. Forse perché chi serve davvero non sente il bisogno di apparire. E così rischia di essere ignorato. Eppure Lina rappresenta esattamente ciò che manca oggi a tanti contesti politici: autenticità, educazione, spirito di comunità e preparazione maturata sul campo. Durante la serata conclusiva del Villaggio di Dio 2025, uno dei momenti più emozionanti è stato proprio l’annuncio della sua promessa di matrimonio con un giovane attivo nella vita parrocchiale. Una notizia accolta da applausi, sorrisi e commozione, che ha trasformato quella serata in un momento di gioia collettiva e sincera partecipazione. Un episodio che ha mostrato ancora una volta il forte legame umano costruito da Lina all’interno della comunità.
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