Il poliedrico artista Paolo Ferrillo ha vinto, nel 2020, la terza edizione del “Premio Otello Di Maro”. Il riconoscimento, istituito nel 2018, è assegnato agli artisti capaci di valorizzare la musica e il canto, rappresentando un esempio per molti giovani del territorio. Inoltre, insieme alla sorella Gianna, interprete delle sue poesie, ha vinto il Premio culturale “Città di Calvizzano” nel 2023
“Un viaggio appassionante”, autobiografia dell’artista
calvizzanese Paolo Ferrillo
Sono nato a Calvizzano, in via Roma 39 (“ncopp a
chiazz” a pochi metri in linea d’aria dalla casa paterna della
scrittrice Lella Di Marino) nel 1959; lì ho trascorso la mia infanzia, giocando
nei cortili delle famiglie Filogamo. Michele (deceduto circa un anno fa) era un
vulcano di idee; al mattino, per i nostri soldatini, costruivamo scenografie
che puntualmente demolivamo la sera. Nel mio archivio dei ricordi, quei luoghi
di gioco sono molto presenti; in un brano musicale che si intitola “cortili di
ieri”, ne ho riportato le immagini che la mia memoria ha conservato. Ogni tanto
i nostri genitori ci permettevano di giocare “in trasferta” e ci recavamo “ncopp
e muntagnell”, un lotto di terreno che si trovava
alle spalle della succursale della scuola media, dove cumuli di macerie su cui
cresceva vegetazione spontanea, davano al luogo una morfologia adatta ai giochi
di “pistoleri ed indiani”. Ho frequentato sia le scuole elementari che le
scuole medie a Calvizzano. Nel 1973 mio fratello Antonio mi regalò una chitarra
su cui iniziai subito a strimpellare canzoni, utilizzando il giro di DO. Poi,
approfittando del fatto che Otello (Di Maro, morto suicida in una gelida vigilia
di Natale del ’98, Ndr), in quel periodo, imbiancava la casa dei miei genitori,
gli chiesi se poteva darmi lezioni e cosi durante quei giorni di lavoro mi
insegnò a suonare alcune canzoni di Battisti e dei Beatles. Nel giro di poche
settimane, grazie ai suoi consigli, riuscii a suonare tutte le canzoni che
volevo. Da allora Otello diventò il mio punto di riferimento musicale
ed ogni volta che componevo un nuovo brano, la prima cosa che pensavo era:
”piacerà ad Otello?”. Lo faccio ancora oggi ma purtroppo la domanda è: “sarebbe
piaciuto ad Otello?”.
Durante gli anni della mia adolescenza a Calvizzano erano presenti numerosi
gruppi musicali (“I Senza Nome”, “I Nautilus”,
per citarne qualcuno) e i ragazzi potevano assistere alle loro prove che
venivano effettuate in vecchie cantine (anche Pasquale Di Maria aveva
il suo gruppo con il quale provava nel garage della casa paterna).
Condividere la mia passione con Santolo Sarracino (sempre
disponibile a dare suggerimenti tecnici), Ernesto Torinelli (batterista), i
cugini Alfè (chitarristi) mi ha aiutato a crescere musicalmente.
Con Elio Salatiello, che aveva a disposizione un locale al
piano terra della casa dei genitori, ci divertivamo a suonare in gruppo. Un suo
amico di Sant’Antimo, diplomato al conservatorio di Napoli, nel 1978
mi aiutò a scegliere la chitarra classica che ancora oggi utilizzo.
Altri due “incontri musicali” importanti sono stati: quello con
il maestro Pasquale Di Maio che conobbi ad Udine
(1993/98) il quale mi insegnò ad utilizzare un software musicale che permetteva
di registrare su più piste file audio di buona qualità. Alla prima edizione del
“San Daniele canta” (manifestazione canora friulana da lui
organizzata), fece suonare dalla sua orchestra il mio brano “di notte”
che fu cantato (fuori concorso) da una sua corista. Quello con il maestro Emmanuele
La Rosa di Marano (1998/2013) ottimo musicista
(chitarrista) che si è dedicato amichevolmente all’arrangiamento di tanti miei
brani. Alcuni di questi li abbiamo registrati con la bellissima voce di Lisa
Marè, cantante di Marano.
La passione per la scrittura la devo ad Anna Chianese, mia
amica di classe e di studio pomeridiano alle scuole superiori (ITIS Galvani di
Giugliano, 1973/78). Ricordo i pomeriggi passati in “compagnia”
di Foscolo e Leopardi. Io preferivo studiare le materie
tecnico-scientifiche ma lei “pretendeva” che studiassimo con la stessa cura
anche letteratura ed in questo modo mi fece avvicinare alla poesia. Le figure
retoriche (metafore, sineddoche, anastrofe, assonanze, anafore….) mi
conquistarono ed iniziai a scrivere testi ai quali legavo un motivo musicale.
Acquistai “Lo zibaldone dei pensieri” di Leopardi e ne leggevamo pagine
tra capitoli di Fisica e problemi di Elettrotecnica.
L’amore per la pittura mi è stato indotto dal mio amico fraterno Ludovico
Napolano, vero artista, che fin dalle scuole superiori ospitava nel suo
studio, situato a Calvizzano, alcuni suoi amici del Liceo Artistico e lì
trascorrevano i pomeriggi realizzando le opere che venivano loro assegnate dai
docenti di arte. Io li osservavo e ne carpivo la tecnica. Seguivo con
particolare attenzione i lavori eseguiti con i colori ad olio e ciò mi ha
consentito di dipingere i paesaggi che più amo.
Ho partecipato a varie mostre collettive e realizzato una personale (1995)
con il patrocinio morale del Comune di Marano. In quell’occasione il giornale
“L’attesa”, per mano della giornalista Angela Mallardo, mi dedicò un articolo.
Tutte le mie passioni le ho potute esercitare solo grazie alla
disponibilità della mia famiglia ed in particolare di mia moglie che mi ha
supportato nel corso degli anni (ci siamo sposati nel 1986).
Mi sono laureato con lode in scienze geologiche nel febbraio del 1984,
presso la Federico II di Napoli, e sono iscritto all’ordine dei geologi dal
1985.
Ho esercitato la libera professione, realizzando studi geologici per:
- il raddoppio della linea ferroviaria Caserta-Foggia,
- l’integrazione al Piano Regolatore di Calvizzano
svolto insieme al Prof. Ennio Cocco,
- la frana di Sant’Andrea sul Garigliano,
- la realizzazione di numerosi fabbricati per civili
abitazioni nell’hinterland napoletano.
Mi sono specializzato nell’insegnamento agli alunni in difficoltà presso
l’Istituto Tommaso Pendola di Siena e successivamente (1993) mi sono
trasferito, con la famiglia, ad Udine dove ho insegnato presso la scuola media
di San Daniele del Friuli [“… l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è
privilegio di pochi) costituisce la maggiore approssimazione concreta alla
felicità sulla terra …..” P.Levi, La chiave a stella Einaudi, 1978].
Nel 1998 sono tornato a Napoli dove ho vinto il concorso a cattedra (classi
di concorso A059 e A060) ed ho insegnato presso l’istituto Marconi di Giugliano
in Campania fino al 2014.
Nel giugno 2014, per avvicinarci a nostro figlio Vincenzo che vive e lavora
a Milano, ci siamo trasferiti a Neive (70 minuti di auto da Milano) dove
insegniamo presso l’Istituto professionale “Arte Bianca”.
Sono sposato con Cerciello Speranza (’64) di Marano di Napoli, insegnante
di scienze motorie (di ruolo dal 1986) ed abbiamo tre figli: Vincenzo (’88),
Francesco (’94) e Alessandro (’02).
Sono iscritto alla SIAE come autore di testi e musiche dal ’98.
