Trasporti dell’Area Nord, tra Lotto 4, Linea 10 e Gronda Ovest (in attesa del suo finanziamento)

 

Cosenza-Casillo

Come si è potuto denotare dalle risposte ottenute sullo stato dell’arte dei trasporti nell’Area Nord di Napoli, le idee per fornire l’Area nord di un TPL adatto non mancano, con un approccio leggermente differente ma non contrapposto tra l’assessore ai Trasporti del Comune di Napoli Edoardo Cosenza e l’assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo.

Il focus principale al momento è sulla Linea 10, la linea metropolitana driverless che giusto ieri ha visto finalmente firmare il contratto per la partenza dei lavori del primo lotto, da Piazza Di Vittorio (Secondigliano) al centro di Afragola.
L’appalto, di ben 3 miliardi di euro, «il più grande in Italia per questo genere da parte di un Comune», sottolinea Cosenza, è infatti ormai una realtà, sebbene finanziato solo in parte (sono 1,2 miliardi di euro sono stati stanziati); e questo comporta giocoforza un accentramento delle attenzioni. Questo lo si può denotare anche dalle parole di Mario Casillo, il quale si è posto, come ha detto più volte nell’incontro, l’obiettivo di completare quel che è già in essere e in corso; di conseguenza l’attenzione è più che mai puntata a terminare anche tutte le opere in corso da parte di EAV, dove basta un nonnulla per rischiare il fallimento aziendale per mancato rispetto dei termini e conseguente perdita di fondi.

La Linea 10 è certamente una delle opere più importanti, in senso programmatico, per il Trasporto di Massa a Napoli, poiché come la Linea 1 permette un interscambio con altre infrastrutture importanti, come la TAV Napoli-Bari; ma anche perché collega un’area densamente popolata come i comuni più a nord, quelli che una volta erano serviti da tramvie che raggiungevano Caivano, Frattamaggiore e perfino Aversa e Casal di Principe (inoltre, è in programma un possibile baffo di questa linea per Arzano, permettendo un’ulteriore adduzione).

I lavori avviati della Linea 10, fonte https://www.webuildgroup.com/it/media/note-stampa/webuild-firmato-contratto-nuova-linea-10-metropolitana-napoli/

Nonostante ciò, però, questo non deve certo ridurre l’attenzione sull’infrastruttura e il servizio attuale, men che meno sulla programmabilità per le infrastrutture necessarie per la zona dell’area giuglianese, che non è certamente servita dalla Linea 10.

Parlando del preesistente, a inizio 2026 sarebbe dovuto diventare operativo l’affidamento del Lotto 4 del Trasporto Pubblico Locale della Città Metropolitana di Napoli, riguardante proprio Napoli Nord, a BusItalia, vincitrice del lotto dopo il ritiro di EAV.
Le parole di Casillo, sul tema, sono state sincere ma non troppo rassicuranti: mentre gli altri tre lotti risultano correttamente affidati, sul Lotto 4 insistono delle problematiche burocratiche che potrebbero perfino far saltare l’affidamento del lotto.
Da voci interne parrebbe si tratterrebbe di problematiche legate ai corrispettivi utilizzati per l’affidamento della gara, risalenti al 2019, troppo vecchi per dare il giusto peso economico al servizio affidato.

A inizio di quest’anno, fu annunciato dal Sindaco di Qualiano Raffaele De Leonardiis l’estensione della linea 165 di ANM fino a Qualiano

Parlando invece della programmabilità, il pensiero va sicuramente alla Gronda Ovest: il progetto, nato dall’idea della Metropolitana per il Mare Chiaiano-Licola, inserita anche nel PUMS 2022, è infatti da quasi un anno ferma al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in attesa di finanziamento, mentre che l’Avviso n.3 emanato dal MIT per il finanziamento dei progetti di Trasporto Rapido di Massa delle Città Metropolitane e delle Province venga finalmente espletato indicandone i progetti vincitori.
Su questo tema, Cosenza e Casillo si sono espressi in maniera differente: l’assessore ai Trasporti del Comune di Napoli ha infatti dimostrato molta attenzione sul tema, affermando letteralmente «Mi sono convinto della necessità di quest’opera proprio venendo a Calvizzano e notando la difficoltà nel raggiungerla». Cosenza ha inoltre voluto spiegare perché si è passati dal progetto lungo l’Alveo dei Camaldoli alla Gronda lungo la Circumvallazione Esterna, confermando quanto definito anche nei documenti che furono presentati al MIT al tempo.

Per il suo finanziamento, inoltre, ha auspicato una concertazione della Regione; e qui si è palesata la differenza di approccio con l’assessore regionale Casillo: egli, infatti, si è mostrato più freddo sul tema, dando priorità a quanto già è in servizio al momento, pur non volendo trascurare e anzi ritenendo molto importante anche il progetto della Gronda.

                           Il progetto della Gronda Ovest, presentato a fine maggio scorso al MIT

Per quel che riguarda proprio il finanziamento, le notizie potrebbero non essere rassicuranti in senso generico: il rischio, infatti, pare potrebbe esserci un dirottamento dei fondi destinati a questo Avviso a cui la Città Metropolitana di Napoli ha partecipato con questo progetto al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, una Grande Opera che ha raggiunto priorità sempre maggiori in questa legislatura.

Dinanzi a ciò, la speranza per vedere questo progetto non diventare lettera morta e poterlo anche integrare ulteriormente (si pensi al BRT per Marano e/o a un futuro prolungamento per Ponte Riccio, dove è presente la stazione RFI) è di cercare anche altre linee di credito.
Un’idea potrebbe essere la richiesta di fondi europei, che sia da bandi UE o da finanziamenti della BEI.
Su questo, potrebbero muoversi anche gli europarlamentari esponenti del territorio.

Un’altra invece potrebbe essere un Accordo di Programma specifico per poter finanziare l’opera; e su questo ci si può auspicare l’aiuto tanto della Città Metropolitana e del Comune di Napoli, tanto anche della Regione e dei consiglieri regionali che potrebbero attenzionare l’idea.

Quel che possiamo sperare, al momento, è che le attenzioni sul Trasporto Pubblico Locale a Napoli Nord non vengano distratte e si trasformino in qualcosa di più concreto il più presto possibile: una zona di 300mila abitanti che ha visto sparire il Trasporto di Massa tra gli anni 60’ e gli anni 80’ mentre raddoppiava la sua estensione in modo spontaneo e disordinato e che oggi si ritrova a sostenere i flussi di traffico con le sole linee su gomma, dalle percorrenze e dalle cadenze ampissime e senza gli adeguati interscambi, è una zona in cui il trasporto è al limite della vivibilità.

Gianpaolo Cacciapuoti

 




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