Parliamo di programmazione. Parliamo di scuola.
Parliamo di futuro.
L’esame del Piano Triennale delle Opere Pubbliche non
è una novità per noi.
Non iniziamo oggi a leggere le carte.
Lo abbiamo sempre fatto in Consiglio Comunale, con
interrogazioni, richieste di chiarimento, atti formali.
E lo stiamo facendo anche adesso.
Lo facciamo a partire dalle fogne, dalla manutenzione
delle strade, dalla realizzazione degli impianti fognari, dagli interventi
sulla rete idrica, fino agli edifici scolastici.
Perché la programmazione non è un elenco tecnico.
È una scelta politica.
E noi abbiamo sempre esercitato il nostro ruolo di
controllo e proposta.
I numeri sul plesso San Rocco sono chiari.
Nell’annualità 2024, per la costruzione del plesso,
erano stati stanziati circa 1.300.000 euro derivanti dai fondi SIEI.
Nel 2025 lo stanziamento sale a 2.300.000 euro,
comprendendo risorse già previste nel 2024 più nuovi fondi. Di questi, circa
1.500.000 euro risultano essere fondi SIEI.
Ma nel 2026 la realizzazione della scuola di San Rocco
scompare dal Piano Triennale.
E allora la domanda è inevitabile: qual è la
programmazione reale?
C’è però un punto che va chiarito con precisione.
A seguito di una mia interlocuzione con gli uffici
competenti, è stato precisato che quei fondi non possono essere utilizzati per
la costruzione di un istituto comprensivo in senso ampio, ma ,come previsto
dalla normativa , esclusivamente per interventi relativi ad asili e scuola
dell’infanzia.
Tuttavia, in risposta a una mia interrogazione in
Consiglio Comunale, mi era stato riferito che, trattandosi di un istituto
comprensivo che include anche la scuola dell’infanzia, l’intervento avrebbe
potuto rientrare nella previsione normativa.
Ed è proprio qui che si apre il nodo tecnico e
politico: qual è l’interpretazione corretta?
Se i fondi sono effettivamente vincolati solo alla
scuola dell’infanzia, allora occorre una programmazione chiara e immediata su
quell’intervento specifico.
Se invece possono essere ricompresi in un progetto più
ampio che includa anche l’infanzia, allora servono atti formali e tempi certi.
Perché le risorse pubbliche non possono restare
sospese tra interpretazioni diverse.
Inoltre, sembrerebbe che l’orientamento dei commissari
non sia più quello dell’area PIP, ma quello di utilizzare l’area individuata
inizialmente dall’amministrazione Morra, alle spalle del plesso elementare di
San Rocco.
È evidente però che ogni scelta definitiva è legata
anche all' approvazione definitiva del Piano Urbanistico Comunale, che dovrà
indicare in modo chiaro l’area destinata a istruzione nel quartiere.
La domanda resta semplice e diretta:
Che destino avranno questi 1.500.000 euro di fondi
SIEI?
Esiste una programmazione chiara per la scuola
dell’infanzia?
Quali sono i tempi?
Non si può passare da uno stanziamento nel 2024, a un
incremento nel 2025, fino alla scomparsa dell’intervento nel 2026 senza fornire
una spiegazione alla città.
La scuola non può essere una voce che compare e
scompare nei documenti.
La scuola è una priorità strategica.
E qui non si tratta di polemica.
Si tratta di responsabilità.
Noi continueremo a leggere le carte, a fare domande, a
pretendere risposte chiare e atti concreti.
Perché la programmazione non è un esercizio
burocratico: è una scelta che incide sulla vita delle famiglie, dei bambini,
del quartiere.
E sulla scuola non si arretra.
Si decide, si programma, si realizza.
Stefania Fanelli, Coordinatrice Sinistra
Italiana Marano
