La chiusura
del teatro Alfieri, annesso all’omonima scuola, per il mancato adeguamento alle
norme antincendio riporta al centro dell’attenzione un tema che affonda le
radici nel passato: la regolarità catastale degli immobili scolastici comunali.
Non si tratta
di un aspetto meramente burocratico. L’accatastamento rappresenta infatti un
passaggio essenziale per ottenere certificazioni, autorizzazioni e interventi
di adeguamento strutturale. Quando si parla di edifici scolastici e di
strutture frequentate quotidianamente da studenti, personale e cittadini, il
rispetto delle procedure diventa una garanzia di sicurezza e di correttezza
amministrativa.
La questione
era già stata sollevata nel 2020 da calvizzanoweb, in un articolo dal titolo:
“Marano, nel 2010 furono impegnati circa 19mila euro per l’accatastamento delle
scuole: sfumò tutto”, pubblicato il 30 luglio di quell’anno e mai contestato.
In quell’approfondimento veniva ricostruita una vicenda che parte dal 2010,
quando l’allora dirigente dell’Area Ambiente, Bruno Gagliardi, con determina n.
312 del 28 dicembre, conferì incarico al geometra Fiorenzo Langella per
accatastare le palazzine di via Piave e 18 scuole comunali. L’impegno di spesa
previsto era di 18.720 euro.
Di
quell’incarico, però, non si è mai compreso l’esito. Una parte della somma, 2mila500
euro più Iva e oneri di legge, venne utilizzata durante il commissariamento
guidato dal Prefetto Gabriella Tramonti per l’accatastamento di Palazzo
Merolla, sempre affidato al medesimo tecnico. In quel caso fu l’Enel a far
emergere il problema, chiedendo al Comune il certificato di avvenuto
accatastamento prima di procedere con l’allacciamento di una rete potenziata.
Certificato che non esisteva.
Resta
l’interrogativo su perché Palazzo Merolla non fosse stato inserito
nell’incarico originario e, soprattutto, perché l’accatastamento delle scuole
non sia stato completato nonostante lo stanziamento previsto.
Negli anni
successivi, grazie all’ex amministrazione Morra, sono stati reperiti i fondi
necessari per procedere con gli accatastamenti degli immobili comunali ancora
privi di regolarità catastale. Gli uffici si sono attivati e diversi immobili
sono stati regolarizzati. Tuttavia, il quadro non è ancora completo.
Ad oggi mancano all’appello cinque scuole comunali su quindici. Secondo quanto riferito dagli uffici, risultano ancora da accatastare la Socrate, la Ranucci e i plessi Borsellino, Torre Caracciolo e Castello Scilla. Si tratta di edifici di proprietà comunale, sui quali l’ente ha piena competenza.
Diverso il
discorso per gli istituti Carlo Levi e Segrè, che non risulterebbero ancora
accatastati ma rientrano nella competenza della Città Metropolitana.
La vicenda
dell’Alfieri dimostra quanto la regolarità amministrativa sia strettamente
collegata alla funzionalità e alla sicurezza delle strutture pubbliche.
L’accatastamento non è un atto formale fine a sé stesso, ma un presupposto
indispensabile per certificazioni antincendio, adeguamenti strutturali e
investimenti.
Finché anche
le ultime cinque scuole comunali non saranno regolarmente accatastate, la
questione resterà aperta. E con essa le domande su tempi, responsabilità e
priorità amministrative.