| Una delle numerose assemblee tenutesi a Torre Caracciolo |
Delusi e amareggiati gli abitanti della frazione maranese di Torre Caracciolo: nonostante le promesse fatte negli anni da politici e amministratori che si sono succeduti alla guida del governo cittadino, non sono ancora iniziati i lavori per il completamento dell’anello fognario atteso da anni. Intanto, i cittadini del posto continuano a pagare fior di quattrini per l’espurgo dei pozzi a tenuta. Eppure ci sono i soldi (3 milioni e mezzo di fondi di Città Metropolitana, prima persi e poi recuperati, durante l’ex amministrazione Visconti) e il progetto: bisogna solo espletare la gara d’appalto.
Da ciò che siamo riusciti ad appurare, il progettista starebbe rimodulando il capitolato sulla base dei nuovi parametri previsti dal nuovo codice degli appalti, operativo dal primo luglio 2023. A settembre gli atti dovrebbero essere inviati alla Stazione appaltante per l’espletamento della gara.
Ad aprile 2021, stando alle parole dell’allora assessore ai Lavori Pubblici Francesco Rea, i lavori sembravano imminenti: in Consiglio fu approvata la delibera di apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, uno dei requisiti indispensabili per l’emanazione del decreto espropriativo per la realizzazione delle fogne in via Torre Caracciolo e via Eduardo De Filippo. Nel corso dell’assise cittadina, Rea, che rivestiva anche la carica di vice-sindaco, disse pubblicamente che l’amministrazione si stava attivando per reperire ulteriori risorse economiche per realizzare le fogne anche nelle vie rimaste fuori dal progetto, come via Romano, via Ruocco e parte di via Marano Pianura (versante Pianura). Poi è arrivato lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni malavitose e si è bloccato di nuovo l’iter.
“Quello delle fogne – afferma Ciro Accardo, giornalista, abitante della frazione di Torre Caracciolo - è un problema atavico. Mai affrontato seriamente. Ci hanno preso in giro, deriso per anni. Nel 2008, quando mancava circa 1/3 del lavoro, il Governo decise di sospendere l'opera e destinare quei fondi per contrastare l'emergenza rifiuti. Le compensazioni ambientali post discarica di Chiaiano, pervenute successivamente in quel di Marano, furono dirottate altrove. Perché Torre Caracciolo è stata sempre considerata zona da Serie D. Le fogne dovrebbero costituire un servizio essenziale in un Paese normale e civile. Ma a Marano, evidentemente, non la pensano cosí... Il mancato completamento dell'anello fognario – aggiunge - rischia di aggravare ulteriormente il rischio idrogeologico, rendendo la Collina sempre più esposta a fenomeni di smottamenti e frane, come quella che alcuni anni fa ha isolato la Collina in Via Marano Pianura. È un territorio infatti, che, stando a quanto affermato dalla Commissione Grandi Rischi, è secondo soltanto a Sarno in termini di pericolosità e fragilità. La nostra è una battaglia che dura da oltre 50 anni, con i nostri predecessori che si sono battuti strenuamente per la causa. È triste vedere ancora una volta un nulla di fatto. Speriamo – conclude Accardo - che la nuova amministrazione faccia in modo da accorciare i tempi di una vicenda pietosa e infausta”.