Calvizzano, beni acquisiti per abusivismo edilizio: la precedente amministrazione non ha mai affrontato il tema, ora toccherà alla prossima

Finora l’unica formazione politica ad aver sollevato pubblicamente la questione è stata Movimento Futura

A Calvizzano il tema dei manufatti acquisiti al patrimonio comunale per abusivismo edilizio non è mai stato affrontato dalla precedente amministrazione. Un dossier rimasto nei cassetti per l’intera consiliatura e che ora passerà inevitabilmente alla prossima amministrazione che uscirà dalle elezioni del maggio 2026.

Nel corso degli anni non risulta sia stata effettuata una ricognizione ufficiale dei beni acquisiti: non si conosce con certezza quanti siano gli immobili e gli appezzamenti di terreno entrati nel patrimonio comunale a seguito di abusi edilizi, né quale potesse essere la loro eventuale destinazione. Un vuoto amministrativo che ha impedito qualsiasi programmazione.

Da quanto riferito presso il Comune, non vi sarebbero beni confiscati alla criminalità organizzata, ma esclusivamente immobili acquisiti per abusivismo edilizio. Ciò nonostante, non è stato predisposto un regolamento per disciplinare la gestione e l’utilizzo di tali beni, passaggio fondamentale per poterli eventualmente valorizzare o destinarli a finalità pubbliche.

La normativa consente al Consiglio comunale di escludere la demolizione delle opere abusive qualora ravvisi prevalenti interessi pubblici al loro mantenimento, purché non vi sia contrasto con rilevanti interessi urbanistici o ambientali. Una possibilità che, se valutata per tempo, avrebbe potuto trasformare alcune strutture in risorse per la comunità.

Il Comune, infatti, dispone di pochi immobili da destinare a usi sociali e culturali. Fatta eccezione per l’edificio ex Ipab, destinato a ospitare la nuova caserma dei Carabinieri, il patrimonio disponibile appare limitato. In quest’ottica, alcune delle strutture acquisite avrebbero potuto essere prese in considerazione per progetti di interesse collettivo, come ad esempio la realizzazione di un Museo della Rivoluzione Partenopea, proposta inserita nei programmi elettorali delle liste “Calvizzano Riparte con Pirozzi Sindaco” e “Legalità Possibile”.

Si tratta di una materia complessa, sotto il profilo tecnico e politico, ma che prima o poi dovrà essere affrontata. Finora l’unica formazione ad aver sollevato pubblicamente la questione è stata Movimento Futura, che ne ha discusso anche in un incontro con il sindaco, pur non avendo rappresentanti in Consiglio comunale e quindi senza poter presentare interrogazioni o mozioni.

Ora la responsabilità passa alla prossima amministrazione: sarà quella la sede politica chiamata ad aprire finalmente un confronto su un tema rimasto troppo a lungo fuori dall’agenda istituzionale.

 

 

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