Dal supplemento al numero 5 di “Osservatorio” il periodico edito da Altritalia club e curato da alcuni militanti di Rifondazione comunista (periodo 1993-1996, durante la prima amministrazione Bertini): Roberto Braicovick, Geppino De Vivo, Enzo Di Maro, Franco Scarano, Antonio Menna (direttore responsabile)
Parla come mangi
Frasi sconnesse, senza senso, parole in libertà, aggettivi che diventano sostantivi, verbi che si perdono, articoli che migrano per chissà dove. Eccole, in fila, una dietro l’altra. Sono le perle della politica maranese, tutte originali, nessuna manomissione. Da non credere. Questo è il linguaggio della vita pubblica di questa città. Ci sono naturalmente semplici e minuscoli svarioni, piccoli infortuni, papere varie dovute al panico da microfono. Ma ci sono anche superbe manifestazioni di totale ignoranza della lingua italiana. Consiglieri comunali, segretari di sezione, assessori. Per tutti la lingua italiana è un’opinione, la più opinabile delle opinioni.
“Abbiamo messo insieme – scrivono gli attivisti – in questo volumetto le più vistose “sbandate” linguistiche raccolte qua e là, nelle riunioni di sezione, nei congressi, nei comizi, nelle sedute di Consiglio comunale. Un vecchio detto recita: parla come mangi”. A giudicare da questo libretto, i politici maranesi si nutrono di schifezze. . Vale la pena di ricordarlo, magari col volto corrucciato di Dante, il padre della lingua italiana, autore addirittura, secondo un memorabile intervento in Consiglio comunale, delle Sacre Scritture”.
Abbiamo estrapolato alcune frasi
Mauro Bertini (ex sindaco di Marano): “Fossi così colà come si pote, come scrisse Dante nella Bibbia”
Biagio Sgariglia (all’epoca capogruppo consiliare di Rifondazione comunista): “E’ stato io so un parto fatto dal gruppo dei cattolici”
Dino Vuolo (vice sindaco): “E qui mi rifaccio anche un momento al punto che faceva prima che sollevava il dottore”
Biagio Iacolare (all’epoca consigliere comunale): “Ci vuole un minimo intorno al milione e qualche volta più e qualche volta meno”
Mauro Bertini: “Stasera siamo cominciati tardi”
Corrado Gabriele (ricopriva il ruolo di assessore): “Abbiamo intenzione di sfettare la strada”
Antonio Di Guida (all’epoca consigliere comunale): “Perché questi amandamenti potessero essere discussi all’ordine del giorno”
Salvatore Perrotta (all’epoca consigliere comunale): “Qualche netturbino penso si può racimolare da qualche parte”
Giuseppe Pedemonte (all’epoca assessore) : “Utilizzare l’unisex al posto del posix”
Dino Vuolo: “Io ce l’ho qui”
Corrado Gabriele: “Una strada che non ha nessuna nominazione”
Salvatore Perrotta: “Probabilmente è il caso che lo dica chiaramente così noi vediamo senza problemi la delibera e automaticamente non c’è problema perché questi chiarimenti altrimenti non servono a niente perché automaticamente la situazione già praticamente conclusa e automaticamente decisa”
Ma ca ritt’?