Calvizzano. Piano urbanistico, un “aborto” ripetuto: verrà completato l’iter di quello riadottato dalla Commissione straordinaria?
Quattro proposte di Piano urbanistico
nel giro di 20 anni: nessuna andata a buon fine. Intanto, lo sviluppo della città
resta bloccato. Ma non solo: infranti i sogni e le aspirazioni di coloro che
hanno comprato 1000-1500 metri quadrati di terreno per costruirsi una casa.
Ecco i vari excursus iniziati e mai terminati. Con delibera di consiglio
comunale numero 3 dell’8 gennaio 1996, seguita da delibera di
giunta numero 232 del 28 luglio 1997, l’amministrazione dell’epoca affidò al
prof. Ing. Renato Cristiano, al prof. architetto Lucio Morrica e al prof. ing.
Umberto De Martinis, l’incarico professionale per la redazione di tutti gli
elaborati grafico-progettuali, necessari all’approvazione del nuovo Piano
Regolatore Generale e del Regolamento di Edilizia comunale. Per effetto della
sopravvenienza della legge regionale 16/2004 (“Norme sul Governo del
territorio”) che introdusse nuove prescrizioni per la redazione della
strumentazione urbanistica comunale generale e attuativa, l’originario incarico
di progettazione fu rinnovato con delibera di giunta 47 del 24 luglio
2007, in pratica durante l’ultimo anno di amministrazione dell’ex sindaco
Pirozzi. Fra le tante novità, la sopravvenuta disciplina regionale introdusse
il Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.), in sostituzione del Piano Regolatore
Generale, con diverso procedimento di formazione e diversi contenuti
pianificatori. Il 26 novembre del 2007 i
progettisti trasmisero al Comune gli elaborati formanti il PUC e gli strumenti
a esso integrativi. Con delibera di giunta numero 11 del 28 febbraio 2008, a
pochi mesi dalle amministrative, l’esecutivo Pirozzi approvò la nuova proposta
di Piano urbanistico, nonostante il parere tecnico non favorevole del capo
dell’ufficio tecnico, ing. Lorenzo Tammaro. Pochi mesi dopo il suo
insediamento, l’ex amministrazione Granata annullò la proposta di Puc
dell’esecutivo Pirozzi. Il puc targato Granata, invece, arrivato quasi a
conclusione, venne bocciato nel 2013, pochi mesi dopo l’insediamento
dell’ultima amministrazione, mandata poi casa, in seguito allo scioglimento del
Consiglio comunale per infiltrazioni malavitose. L’ultimo puc, adottato con
delibera di giunta comunale 50 del 31-05-2017 , pubblicato sul
Burc il 5 giugno 2017 e sul sito istituzionale fino al 3-08-2017 (termine
ultimo per la presentazione delle osservazioni) è giaciuto nei cassetti del
Comune (non è stato mai trasmesso agli organismi sovraordinati), per le note
vicissitudini amministrative che hanno coinvolto l’Ente. I Commissari, che
potevano benissimo annullare la vecchia proposta di adozione dello strumento
urbanistico, poiché finita sotto la lente della Commissione d’indagine, l’hanno
riadottata con gli opportuni accorgimenti. Riusciranno i funzionari dello Stato
a completare l’iter, quindi a evitare il fallimento del quinto tentativo? In
tanti, quelli che si sono visti tramutare i loro terreni da fabbricabili ad
agricoli, spererebbero in qualche intoppo, in modo che la patata bollente
passerebbe alla prossima amministrazione; per altri, invece, sarebbe stato un
ottimo strumento urbanistico, se fosse stata data l’occasione ai piccoli proprietari terrieri di
costruirsi una casa, perlomeno nelle cosiddette aree di completamento. Ma ci
riserviamo di dare un giudizio definitivo dopo il completamento dell’iter delle osservazioni,
dove potrebbe mutare qualcosa.
