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sabato 18 aprile 2015

“Il Caso Siani non è chiuso”




Grande successo di pubblico alla presentazione del libro “Il Caso Siani non è chiuso” che si è svolta sabato 18 aprile, alle ore 10.30, sotto i porticati del Municipio di Marano. La sala Cavallo era strapiena di gente interessata ed emozionata. Il libro inchiesta del caporedattore del Roma, Roberto Paolo, getta una nuova luce sull’omicidio del giovane cronista del Mattino, avvenuto la sera del 23 settembre del 1985. L’evento, organizzato dall’Associazione Nazionale Finanzieri (sede di Marano), è stato brillantemente presentato e moderato dal giornalista Angelo Covino. Alla manifestazione, oltre alla gente comune e tantissimi professionisti dell’area nord-ovest di Napoli, hanno preso parte il tenente Francesco Tessitore delle Tenenza dei carabinieri di Marano, in rappresentanza del comandante provinciale di Napoli, generale Antimo De Vita; il generale di brigata dei carabinieri, Lorenzo Berardengo; per la Guardia di Finanza, c’era il maggiore Paolo Atzori, comandante della stazione aereonavale di Napoli, in rappresentanza del colonnello Stefano Bastoni; il capitano Michelangelo Tolino, in rappresentanza del colonnello Angelo Andreozzi , comandante del gruppo operativo della Guardia di Finanza di Giugliano.       

Personaggi: Gaetano De Rosa, contadino-imprenditore e ultimo esponente della vecchia destra




Gaetano De Rosa, 60 anni, sposato, 5 figli di cui 4 disoccupati, imprenditore agricolo e politico per pura passione. E’ sempre stato un uomo di destra: i suoi due punti di riferimento sono stati Giorgio Almirante in campo nazionale e il Cavaliere Agliata (deceduto nel 2009) a Calvizzano: “uomini di altri tempi – dice – quando contavano gli ideali e i valori.  Personaggi amanti della coerenza, una merce sempre più rara in Italia e soprattutto dalle nostre parti”.  Il “sanguigno” De Rosa  è stato più volte candidato alle amministrative di Calvizzano, prima nell’Msi (Movimento sociale italiano) e poi in An (Alleanza nazionale), in rappresentanza dell’estrema zona di San Pietro, quella ai confini con Qualiano per intenderci, conosciuta dai politici calvizzanesi solo in tempi di elezioni. Una vasta area abbandonata a se stessa e avvolta nel totale degrado che risente ancora dei postumi del devastante abusivismo edilizio degli anni 80-90, mai compensato con adeguati servizi e infrastrutture. De Rosa è uno che le cose non le manda a dire ma le fa: da presidente del circolo locale Fratelli d’Italia, nel giro di pochi mesi ha confezionato quattro manifesti contro l’amministrazione. Si ritiene inattaccabile, perché non ha mai chiesto favori a qualcuno: tutto quello che ha se l’è conquistato con le proprie mani e il sudore della fronte, cominciando a zappare la terra fin da quando indossava i calzoni corti.
“Calvizzano – continua – ha bisogno di una svolta, poiché è l’unico paese del comprensorio rimasto al Medioevo. La disoccupazione dilaga e nulla si fa per creare occasioni di lavoro. L’assistenzialismo sembra diventato lo sport preferito dai nostri amministratori, vedi Servizio civico comunale. Qui lavorano quasi sempre le stesse ditte: forse perché avrebbero qualche “santo” al “Paradiso” Comune che li proteggerebbe?”.
De Rosa non è un letterato: ha conseguito la licenza media, ma va apprezzato per la sua continua voglia di scrivere e il suo impegno che profonde in ogni cosa che affronta.  Usa il computer e naviga su internet con grande dimestichezza: interagisce su facebook con le diverse centinaia di amici che si è conquistato nel tempo. I suoi post appassionano tantissime persone che lo seguono, non tanto per qualche sgrammaticatura (anche noi giornalisti ne commettiamo tanti di errori), ma per l’originalità dei messaggi, la profondità e l’attualità dei concetti espressi.
 Eccone alcuni, così come sono stati lanciati in rete: non li abbiamo ritoccati per evitare di stravolgerne il concetto .

Gaetano de Rosa MI FA PIACERE APPRENDERE QUESTA NOTIZIA (corso di tele giornalismo alla Polo, ndr) AUGURI DI BUON LAVORO A QUESTI RAGAZZI SPERO CHE SONO DI CALVIZZANO E SAREI ONORATO SE CE NE FOSSE QUALCUNO DELLA ZONA SAN PIETRO ZONA ABBANDONATA E ESCLUSA DALLE ZONE DI INTERESSO AMMINISTRATIVO BASTA GIRARE PER QUELLE STRADE PER RENDERSI CONTO DEL DEGRADO E DELLABBANDONO CHE VIVONO QUESTI NOSTRI CONCITTADINI ANCORA AUGURI E BUON LAVORO

Gaetano de Rosa CARISSIMO DIRETTORE HAI FATTO INNERVOSIRE DON PEPPINO CERCANO DI PRENDERE IN GIRO QUELLI DEL'OPPOSIZIONE MA NON SI GUARDANO INTORNO E DI QUANDO SONO POCA COSA GENTE CHE SI ALZA DALLA SEDIA PER FARE UNA SCENEGIATA SENZA ACCORGERSI DI QUANDO E ANALFABBETO E IGNORAANTE MA E MAI POSSIBILE CHE QUESTA GENTE DEVE GOVERNARE ANCORA LA NOSTRA CITTA PER IL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE DOBBIAMO CERCARE DI COINVOLGERE PIU GENTE E NON I SOLITI LECHINI LA GENTE DEVE SAPEREIO SONO SOLIDARE CON TE TI DIFENDERO SE E NECESSARIO AI TUTTA LA MIA STIMA

Gaetano de Rosa DOMENICO DON PEPPINO NON HA OPPOSITORI PERCIO A CALVIZZANO E TUTTO TRANQUILLO MANGIANO QUASI TUTTI

Gaetano de Rosa certo che fisicamente sono messi bene questi comunisti stanno allattando bene e il vostro momento

Gaetano de Rosa QLI ABITANTI DELLA CONTRATA SAN PIETRO E DI VIA CALAMANDREI VIVONO IN UNO STATO DI ABBANDONO TOTALE CUMULI DI IMMONDIZIE OVUNQUE LA STRADA E RIDOTTA PEGIO DI UNA STRADA DI CAMPAGNA DOVE POSSONO TRANSITARE SOLO TRATTORI O CINCOLATI FINO A QUALCHE TEMPO FA SI VEDEVA QUALCHE MACHINA DEI CARABBINIERI ADESSO NEANCHE LORO SI VEDONO PIU PE R NON PARLARE DEI VIGILI URBANI MA A CALVIZZANO ESISTONO QUI SIAMO FUORI DAL MONDO LASCIATI MARCIRE NEL DEGRADO PIU TOTALE PERO PAGIAMO LE TASSE CHEDO AGLI AMICI DELLA ZONA A RESTITUIRE AL MITTENTE TUTTI I BOLLETTINI DELLE TASSE COMUNALI PERCHE NON HANNO DIRITTO DI FARCI PAGARE I LORO DISSERVIZI

Gaetano de Rosa UNA VOLTA CERA L'UOMO D'ONORE CHE SERVIVA DA PACIERE POI IL CAMORRISTA PER MEGLIO DIRE IL DELINGUENTE E ESTORSORE OGGI LA CORRUZIONE PRATICATA DAI POLITICI NON SE NE ESCE PIU ITALIANI SIAMO FATTUTI
Gaetano de Rosa AUGURO A TUTTI GLI AMICI UNA BUONA PASQUA DIMENDICHIAMO ALMENO PER UN GIORNO I PROBLEMI DONIAMOCI UN GIORNO DIVERSO PIENO DI AMORE E DI GIOIA ANCORA TANTI AUGURONI

Gaetano de Rosa
TUTTI I GIORNI ASCOLTIAMO DAI NOTIZIARI CHE AL NORD VENGONO PRATICATI FURTI E MALTRATAMENTI AD OPERA DI BANDE CRIMINALIDA NOI AL SUD IL DATO IMPRESSIONANTE E CHE NON VENGONO NEANCHE PIU DENUNCIATI SI VERIFICANO FURTI DI TUTTI I TIPI NELLE CAMPAGNE DEL CASERTANO ATRZI AGRICOLI MACHINE AGRICOLE QUALCHE GIORNO FA PARLAVO CON UN PRODUTTORE DELLA ZONA MI RACCONTAVA CHE AVEVANO RUBBATO ADDIRITTURA IL LUCCHETTO DEL CANCELLO DI ENTRATA PERCHE ERA DI OTTONE ALLORA IO MI DOMANDO DOVE SI VA A FINIRE NON SIAMO PROTETTI E NON CI POSSIAMO DIFENDERE SIAMO IN BALIA DELLE ONDE CHE FINE FAREMO CHE FINE FARANNO I NOSTRI FIGLI



venerdì 17 aprile 2015

Notiziario calvizzanese

Per i rifiuti abbandonati in via Petrarca, interpellata la Perna Ecologia
Affidato alla Perna Ecologia  il prelievo, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti di varia natura (tra cui anche circa 150 chili di imballaggi pericolosi) ubicati in via Petrarca sud, la strada che da via Martiri di Kindu (a fianco villa Holiday) sbocca su via Dante Alighieri, confinante  con Mugnano e Villaricca. La spesa sostenuta dal Comune è di 2mila euro oltre iva. Questo è il nono lavoro (in due anni) che viene affidato alla ditta di Marigliano, nonostante non sia l’unica abilitata allo smaltimento di rifiuti vari e alla bonifica ambientale che figura nell’elenco dei fornitori e delle imprese di fiducia dell’amministrazione.  Quest’ultimo affidamento non è stato menzionato nel recente articolo apparso sul blog, dove è stata affrontata la tematica degli smaltimenti, poiché la determina 22 dell’ufficio tecnico di impegno spesa e assegnamento lavori, datata 13 febbraio 2015, è stata pubblicata sul sito istituzionale il 16 aprile.

E alle chiavi e ai lucchetti ci pensa la SAFI FER
Ignoti hanno divelto i catenacci delle sbarre metalliche di via Eduardo De Filippo, posizionate a dicembre 2013, per evitare che i soliti vandali  vi si recassero a smaltire materiale di ogni genere. Per la sostituzione dei due lucchetti e la riproduzione di 150 chiavi (da distribuire ai proprietari degli appezzamenti di terreno adiacenti al tratto di strada) è stata interpellata la SAFI-FER di Qualiano, molto conosciuta a Calvizzano per aver svolto in questi ultimi anni diversi lavori. La spesa sostenuta dal Comune è stata di 488 euro comprensiva di iva.

Inaugurazione campi da tennis, impegnati circa 6mila euro
Solo i gadgets e le magliette distribuite agli alunni delle scuole di Calvizzano che hanno partecipato alla manifestazione inaugurale dei campi da tennis, sono costate 3mila euro più iva. Le ha fornite la ditta RIPASPORT di Raffaele Rispo con sede a Giugliano, alla via Oasi Sacro Cuore. La stampa di manifesti e volantini, commissionati alla tipografia Russo di Calvizzano, ha comportato una spesa di 960 euro più iva. Dolci, panini e bevande, sono stati forniti dalla “Pasticceria Clelia”, di Luigi Rega, ubicata nei pressi dell’ area tennis, al prezzo di 1.284 euro più iva.

Potatura alberi alla ditta Floridiana
Per la riduzione della chioma e la potatura di alberi ad alto fusto in via Martiri di Kindu, via Mazzini, via Petrarca, via Dante Alighieri e via Nenni, è stata interpellata la ditta Floridiana, con sede a Giugliano e regolarmente iscritta nell’elenco delle ditte e dei fornitori di fiducia del Comune. Il lavoro è costato 5mila313,34 euro iva compresa. Alla Floridiana, a giugno 2014, fu commissionato un altro lavoro di potatura e sistemazione delle aree verdi, costato 3mila25 euro, iva compresa.

Un supporto per il Rup  
Per mancanza di personale al settore Attività Produttive e la notevole mole di lavoro, il responsabile unico del procedimento (Rup)  delle SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), Francesco Paolone, si è affidato al supporto esterno, fornito dal dottor Vincenzo Cristiano. La consulenza è costata 1.100 euro oltre iva e CPA (contributo previdenziale) .
Un altro supporto, sempre dallo stesso Rup, fu chiesto nel 2014 per lo svolgimento delle pratiche relative alla richiesta degli stand del mercato settimanale. La consulenza fu affidata al dottore commercialista Giovanni Cirillo e comportò una spesa di 2mila euro oltre iva e Cpa.

Liquidate le indennità di risultato ai funzionari
Recentemente è stata pagata ai responsabili dei sette settori il premio di risultato 2014, variabile fino a un massimo del 25 per cento della posizione organizzativa. Dalla nota del Nucleo di valutazione, risulta che ai sette funzionari spetta la misura massima del 25%, poiché hanno raggiunto gli obiettivi stabiliti dall’amministrazione.  Pertanto, l’ing. Lorenzo Tammaro (responsabile dell’Ufficio tecnico), Salvatore Sabatino (responsabile Ufficio economico-finanziario), Aniello Abate (responsabile Ufficio demografico), Angela Cacciapuoti (responsabile Ufficio Servizi sociali), Margherita Mauriello (responsabile Ufficio Organi istituzionali), Francesco Paolone (responsabile Ufficio Attività produttive) hanno percepito 3mila227, 85 euro cadauno. Solo il comandante della Polizia municipale, Vitantonio Marchesano, ha percepito 1.678,47, perché il nucleo di valutazione, a giugno scorso, gli assegnò una posizione organizzativa nella misura di 6mila713,92 euro per i restanti sei mesi del 2014, mentre quella degli altri funzionari rimase di 12mila911,41 euro annui.    

 


giovedì 16 aprile 2015

Due avvocati per il condono edilizio

A recuperare i crediti vantati dall’Ente in materia di oneri concessori derivanti dai tre condoni edilizi, saranno gli avvocati dello studio legale Rossi-Di Guida e l’avvocato Marco Capuano. L’amministrazione si era decisa a incamerare i soldi dei costi di costruzione relativi alle circa 900 pratiche di condono edilizio che ancora giacciono all’ufficio tecnico, per cui aveva indetto una manifestazione d’interesse (avviso pubblico approvato l’11 marzo 2015) per la ricerca di un consulente esterno. Al Comune sono arrivate solo due istanze: una protocollata il 19 marzo e l’altra il 20 marzo, ultimo giorno utile previsto dal bando.  Il sindaco, stando agli atti, ha ritenuto opportuno conferire l’incarico ad entrambi gli studi legali, perché, evidentemente, i curriculum presentati rispondono alle caratteristiche richieste. Gli avvocati Rossi-Di Guida, legali di fiducia di quest’amministrazione, hanno lo studio a Calvizzano alla via Calamandrei, 27 e negli ultimi due anni hanno già difeso l’ente in diverse vertenze: quella relativa allo scioglimento della convenzione con il Consorzio Intercomunale per i servizi socio-sanitari (CISS); ricorso De Rosa dinanzi alla Commissione tributaria di Napoli; ricorso contro decreto ingiuntivo Grafiche Gaspari; risoluzione extragiudiziale riguardante il rilascio degli immobili concessi in comodato d’uso all’Asl; insidie stradali, causa intentata dalla LRS Trasporti, la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani e dello spazzamento; controversia Istituto Polo per recupero somme indebitamente trattenute, a copertura degli importi anticipati dall’amministrazione comunale per i pasti consumati nella mensa scolastica dal personale amministrativo e docente. Per quanto concerne l’avvocato Marco Capuano, con studio a Napoli in viale delle Mimose 1, dai documenti in nostro possesso ci risulta che, negli ultimi due anni, non abbia mai lavorato per il Comune di Calvizzano.
Le competenze professionali dei legali incaricati sono pari al 6% dell’importo riscosso da ogni  singolo contribuente.
       
Raccolte circa duemila quattrocento domande relative ai tre condoni
Le domande raccolte in questi anni sono state circa duemila e quattrocento; 2087 riguardano i due condoni del 1985 (1004 domande) e del 1994 (1083); 245, invece, le domande dell’ultimo condono, quello del 2003. Stando ai dati in nostro possesso (risalenti al 2008), per quanto riguarda il condono ’85 furono evase circa 700 pratiche, mentre per quello del ’94 intorno alle 750 pratiche. Nessuna fascicolo del 2003 risultò evaso. Siccome in questi anni, da quello che ci risulta, sarebbero stati in pochi ad aver regolarizzato la loro posizione, rimarrebbero ancora più di 900 fascicoli  pendenti per i quali si stimerebbe un introito nelle casse del Comune  intorno ai  5milioni di euro. Alcuni cittadini che hanno costruito abusivamente interi palazzi, oltre agli oneri concessori, dovrebbero versare interessi (maturati in base al ritardato pagamento) che si aggirerebbero intorno ai 50-60mila euro, come ci hanno riferito al Comune.

Il condono del condono varato dall’amministrazione Pirozzi fu un flop

Nel 2007, ai tempi di Pirozzi sindaco, fu varato il condono del condono edilizio. Una sorta di sanatoria per coloro che dovevano ancora versare nelle casse del Comune gli oneri concessori dei condoni edilizi 47/85 e 724/94. La sanatoria fu lanciata dal Governo dell’epoca e non riguardava il condono del 2003. A Calvizzano, coloro che aderivano ottenevano risparmi del 40% sulla somma da versare. Nonostante la fitta pubblicità televisiva e una proroga, quello che fu definito “il condono del condono” si rivelò un autentico flop, poiché all’ufficio tecnico arrivarono poco più di sessanta domande.

Per fortuna l’abusivismo edilizio si è quasi azzerato  

Stando alle domande di condono pervenute al Comune, i non abusivi a Calvizzano rappresentano un’eccezione. Sui numeri, infatti, non si può non fare qualche riflessione: 2.400 domande corrispondono ad altrettanti abusi edilizi, il che significa che tutte le amministrazioni che si sono succedute dal 1985 alla metà degli anni duemila, hanno fatto ben poco per fronteggiare il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Fenomeno che, grazie all’occhio vigile dei carabinieri e dei Poliziotti municipali (recentemente hanno scoperto un capannone abusivo lungo la sponda dell’Alveo Camaldoli) oggi si è quasi azzerato. 

  


mercoledì 15 aprile 2015

Il documento enigmatico





L’abbiamo letto ripetute volte e l’abbiamo posto in visione pure ad altre persone, ma l’unica cosa chiara è che il Comune si è costituito in appello avverso la sentenza 1135/2004, che ha conferito il mandato per la difesa all’avvocato Dario Cuomo e che le competenze professionali dovranno essere contenute in 1300 euro comprensive di iva e cpa.  Cosa c’entra l’Idro-Tech? Se potete darci un aiutino ve ne saremo grati, poiché all’ufficio contenzioso, da diverso tempo, non parlano con i redattori di calvizzanoweb.

Tante sorprese nell’uovo di Pasqua… ma non uguali per tutti





                                             Progetti obiettivo, distribuiti 20mila308 euro

Hanno potuto sicuramente trascorrere una buona Pasqua i partecipanti ai “Progetti obiettivo” varati  dal Comune a novembre scorso. Uno riguardava il Settore tributario –finanziario e l’altro il Settore tecnico manutentivo: entrambi dovevano concludersi entro il 31 dicembre 2014. Al progetto per l’accertamento dell’evasione dei tributi locali, in particolar modo per i passi carrabili e l’imposta sulla pubblicità hanno partecipato i seguenti dipendenti (in parentesi le cifre percepite): Vittorio Marino, l’istruttore direttivo, nonché responsabile dell’ufficio tributi, che, a novembre scorso, è stato assunto a tempo determinato per un anno (1.768,37euro). Se non è una sorpresa questa? Amedeo Di Luna, referente progetto (2.334,00 euro); Costantino Loira, secondo referente del progetto (1.556,40 euro). Esecutori accertamenti, verifiche e consegne: Agostino Di Leva (1.475,00 euro); Vincenzo Passero (1.475,00 euro); Giuseppe Caiazzo (1.475,00 euro); Giacinto Trinchillo (1.475,00 euro).
Il progetto del Settore tecnico manutentivo era finalizzato alla costituzione di un database (banca dati) degli immobili da dismettere (case su cui esiste il diritto di superficie) e l’avvio della fase di stima del loro valore commerciale. L’obiettivo, come attestato dal responsabile dell’Ufficio tecnico, Lorenzo Tammaro, è stato raggiunto solo parzialmente, per cui ai partecipanti è stata liquidata metà della somma impegnata. Ecco i nomi e le cifre percepite. Raffaele Ordichelli, coordinatore (2mila euro); Giuseppe D’Angelo, altro coordinatore (2mila euro); Anna Fioretti, referente progetto (1.750 euro). Esecutori del progetto: Maria Grazia Cimmino, Salvatore Renella, Rossana Conte, Gaetano Trinchillo, i quali hanno percepito 750 euro cadauno.        
I cinque vigili urbani, ai quali fu assegnato il gravoso compito delle notifiche, decisero di non parteciparvi, unicamente perché il tempo a loro assegnato era molto limitato. Tra l’altro il non raggiungimento degli obiettivi avrebbe comportato delle penalità economiche.

                                              E ai vigili urbani niente più buoni pasto   

Da marzo scorso i vigili urbani non percepiscono più i ticket restaurant. Per averne diritto, bisogna lavorare perlomeno 6 ore e un minuto al giorno, mentre il loro impegno si svolge nell’arco 8.00-14.00. Per non creare ulteriori attriti tra il Comando dei Vigili urbani e l’amministrazione, ci siamo rivolti all’esterno per chiedere a un esperto della materia se questa decisione  contrasta con norme e regolamenti.
“Sicuramente no – ci è stato chiarito – poiché si ha diritto al buono pasto quando l’orario di lavoro va oltre le 6 ore giornaliere. Il problema, però, - ha continuato l’esperto - è sempre lo stesso: perché improvvisamente si decide di  far lavorare i vigili urbani solo di mattina, senza aver interpellato i rappresentanti sindacali? Inoltre, bisognerebbe domandarsi: a Calvizzano, tutti coloro che percepiscono il ticket (dipendenti e lavoratori socialmente utili) ne hanno realmente diritto? Ancor di più: al Comune sono dotati di un regolamento per la disciplina del servizio mensa a favore del personale?

                            500 euro di pasticcini e bevande per gli auguri di Pasqua

Il buffet per lo scambio degli auguri di Pasqua è costato 500 euro. Lo ha fornito il bar pasticceria “Delice” di Castrese Simeoli, con sede a Calvizzano in via Libertà. L’impegno spesa è stato fatto il primo aprile 2015; la fattura è stata consegnata il 2 aprile e la determina di liquidazione è stata redatta dalla dottoressa Mauriello, responsabile dell’Ufficio Affari Generali, il 9 aprile.   
  

martedì 14 aprile 2015

Dedichiamo una strada al compianto cavaliere Giuseppe Agliata

E’ la nostra proposta all’istituenda commissione toponomastica. Agliata  fu un precursore della trasparenza amministrativa e autentico paladino della legalità. Nel 2004 sfiorò l’elezione a parlamentare europeo per una manciata di voti



Il cavaliere Giuseppe Vittorio Agliata morì nel 2009, all’età di 68 anni, stroncato dal male del secolo. Era un esponente di spicco della politica locale. Nel 2004, aveva anche tentato la scalata al Parlamento europeo che sfiorò per una manciata di voti.  Che fosse una persona integerrima lo sapevano tutti coloro che l’hanno conosciuto e stimato: amava il sociale e la politica, intesa come pura ricerca del benessere altrui. I suoi avversari politici lo temevano, poiché era preparato e sempre pronto a denunciare il malaffare in tutte le sue sfaccettature, ma lo rispettavano.  Era funzionario presso l’INPS di Giugliano; nell’83 fu nominato cavaliere dal presidente della Repubblica dell’epoca, Francesco Cossiga, per il suo alto impegno sociale. Fondò la prima Pro Loco a Calvizzano e ne divenne presidente. Non si offendeva quando lo chiamavano fascista, anzi si sentiva onorato e orgoglioso. Nel 2008, in occasione della sua candidatura alle amministrative nella lista Pirozzi, il cavaliere ci concesse un’intervista che riproponiamo, pensando che sia il modo migliore per onorare la sua memoria. 
Cavaliere Agliata, cosa significa, nel 2008, essere annoverati con il termine fascista?
“Significa – dice – essere contrari, sotto ogni profilo, alla bancarotta nazionale, determinata da cosche delinquenziali che hanno imperversato in tutti i governi del Paese che si sono succeduti negli ultimi trent’anni”.
Cosa risponde a chi asserisce che il famoso ventennio fascista fu il male assoluto?

“Che le basi di quel tanto di buono che ancora esiste in Italia, in particolare per quanto attiene l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, le normative a favore delle famiglie e dei figli, la stessa scuola modello Gentile che ha formato tantissime coscienze, sono state gettate a quell’epoca”.
Come giudica l’ultima mossa di Fini, di aver contribuito a far scomparire Alleanza nazionale e la sua storia, facendola confluire dentro il Popolo delle Libertà?

“Nel 1978 misi in guardia l’onorevole Giorgio Almirante, dicendogli che il Movimento sociale stava per essere occupato da demomissini, come Gianfranco Fini, proiettati verso i più beceri trasformismi, finalizzati unicamente alla conquista del potere”.
Agli inizi degli anni ottanta, quand’era sindaco Celestino Ferraro, lei è stato anche assessore al Comune di Calvizzano: da cosa scaturì questa sua scelta di stare insieme ai democristiani, vostri nemici storici?
“Infatti, a distanza di due anni, dopo aver preso atto che un certo modo di far politica non era finalizzato agli interessi del paese, determinai lo scioglimento del consiglio comunale. In quei due anni, durante i quali rivestii la carica di assessore ai Lavori Pubblici, nonostante i continui ostracismi, riuscii a far ripavimentare il corso principale, a gettare le basi per la nuova scuola media di via Aldo Moro e, grazie alle mie denunce e all’intervento della buonanima di Almirante, Calvizzano fu il primo Comune della Campania ad avere un campo containers per ospitare i terremotati dell’80; inoltre, voglio ricordare che, sempre in quegli anni, fu varato il primo piano regolatore generale ”
A distanza di venticinque anni, lei si è convinto a scendere nuovamente nell’agone elettorale: come mai questa scelta?
“Calvizzano, in tutti questi anni, ha subito uno scempio totale: è stato saccheggiato il territorio e non è stato fatto nulla per le nuove generazioni. C’è stata una parvenza di ripresa solo da quando governa Pirozzi, perciò intendo contribuire a completare questo discorso e andare oltre. Metto a disposizione la mia esperienza, con il fermo proposito di bloccare ogni tentativo di prevaricazione e per far sì che la politica possa essere nuovamente messa al servizio della collettività”.
Si è fatta un’idea della coalizione avversaria a quella di Pirozzi?
“Sugli avversari non intendo pronunciarmi, poiché ritengo che ognuno debba essere responsabile delle proprie azioni. Voglio sperare che, una volta insediatosi il nuovo consiglio comunale, ci sia un dialogo con l’altra parte politica, per costruire insieme qualcosa di buono per Calvizzano”.
Se sarà eletto, in che cosa si concretizzerà il suo impegno?
“Il mio impegno, in primis, sarà quello di portare sul territorio una sede decentrata dell’INPS, per far fronte ai disagi degli anziani, dei pensionati, dei giovani e dei disoccupati. Lavorerò sia perché la libertà e la sicurezza vengano garantite a tutti, anche a chi vive nei meandri più nascosti del paese, sia perché Calvizzano possa essere proiettato verso la ricerca di quel benessere che per troppi anni gli è stato negato”

Anche noi del blog vogliamo ricordare il cavaliere con una frase di saggezza di Marghy Ferrara: Posso anche inciampare scorticandomi le ginocchia, mi alzerò sgomitando tra la folla per riprendere i miei passi, stai pur certo che non mi ribasserò mai a strisciare ai piedi di qualcuno. La dignità è una dote che non si svende né si baratta, perché il suo prezzo, almeno per me, è e resta incommensurabile”.






lunedì 13 aprile 2015

Lavori di rimozione e smaltimento rifiuti speciali, la Perna Ecologia fa la parte del leone


       Per la serie le ditte che hanno lavorato negli ultimi due anni e mezzo a Calvizzano

Via Eduardo De Filippo: foto scattata a gennaio 2013

Da dicembre 2012  (non disponiamo di dati antecedenti a tale periodo) al 31 marzo 2013 è subentrata due volte l’esigenza di smaltire rifiuti speciali e, in un caso, di eseguire l’analisi di quelli combusti: tutti e tre servizi sono stati affidati alla Ecologica Sud s.r.l. di Bruno Cesaro con sede legale a Marano in via Toscana,7 (l’azienda è ubicata in viale della Resistenza a Calvizzano). In seguito quasi tutti i lavori di prelievo, trasporto e smaltimento di varie tipologie di rifiuti abbandonati sul territorio sono stati quasi sempre svolti dalla Perna Ecologia s.r.l. con sede in Marigliano, alla via Selve, 25.

I fatti

21-12-2012. Con determina 76 dell’Ufficio tecnico viene impegnata la somma di 2.904 euro comprensiva di iva e affidati i lavori alla ditta Ecologica Sud.

20-02-2013. Con determina 12 dell’ufficio tecnico viene impegnata la spesa di 9.075,00 euro comprensiva di iva per la rimozione di materiale contenente amianto in via De Filippo. Lavori affidati alla società Ecologica Sud .

22-03-2013. Con determina 28 dell’Ufficio tecnico viene impegnata la spesa 1.694 euro comprensiva di iva e affidata all’Ecologica sud l’esecuzione delle analisi dei rifiuti combusti situati in via Eduardo De Filippo, onde poter successivamente provvedere al loro smaltimento.

31-03-2013. Con determina 36 dell’Ufficio tecnico viene impegnata la somma di 4mila 514 euro comprensiva di iva, per il prelievo, trasporto e smaltimento di inerti ubicati in via De Filippo (altezza via Di Vittorio), via Aldo Moro e via Molino. I lavori vengono affidati alla Perna Ecologia.

9-12-2013. Con determina 138 viene impegnata la somma 8mila418 euro per il trasporto e smaltimento di varie tipologie di rifiuti, tra cui l’amianto, trovati in varie vie del territorio comunale. Lavori affidati alla ditta Perna Ecologia.

31-03-2014.  Smaltimento varie tipologie di rifiuto in via De Filippo. Importo aggiudicazione 3.700 euro. Lavori eseguiti dalla Perna Ecologia

25-06-2014. Caratterizzazione, rimozione e smaltimento rifiuti combusti piazzale Campo sportivo Italia. Somma impegnata 19mila754euro. Lavori affidati alla Perna Ecologia

18-07-2014. Bonifica rifiuti pericolosi contenenti amianto in viale della Resistenza e via Croce. Somma impegnata 2.800 euro. Lavori affidati alla Perna Ecologia

5-08-2014. Con determina 126 viene impegnata la somma di 6mila893 euro (comprensiva di iva) per il prelievo, trasporto e smaltimento di rifiuti combusti e materiali ferrosi rinvenuti presso il centro di raccolta di via San Pietro. Lavori affidati alla Perna Ecologia.

4-09-2014. Con determina 130 viene impegnata la somma di 3mila660 euro (comprensiva di iva) per il prelievo, trasporto e smaltimento rifiuti ubicati in via Di Vittorio (altezza via De Filippo). Lavori affidati alla ditta Perna Ecologia.

24-10-2014. Viene incaricata la Perna Ecologia per il prelievo, trasporto e smaltimento di terra rossa, guaina e altri inerti, ubicati in via Aldo Moro di fronte media Polo. Somma impegnata: 7mila137 euro (comprensiva di iva).  


Nel 2014 sono stati spesi circa 50mila euro (lo ha anche confermato il sindaco nell’ultimo Consiglio comunale) per la rimozione, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti speciali e nocivi abbandonati sul nostro territorio. Tale cifra è contemplata nei costi di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, il cui Piano finanziario 2015 è stato approvato recentemente in Consiglio comunale. Una somma, dunque, che graverà sui contribuenti, attraverso il pagamento della tassa rifiuti, la cosiddetta Tari. Il fenomeno dell’abbandono di rifiuti di ogni genere in varie parti del territorio dovrebbe essere scongiurato con l’installazione delle telecamere che, stando ai programmi, entro la fine di quest’anno dovrebbero essere operative in quasi tutti i punti a maggior rischio di sversamento della città. Nel frattempo bisognerebbe utilizzare tutti gli strumenti di legge per limitare questo dannoso fenomeno che, oltre a inquinare, fa impoverire le casse del Comune.              

domenica 12 aprile 2015

Calvizzano, crocevia di personaggi illustri




Calvizzano è certamente un paese di origini antichissime. I documenti ritrovati nel corso di campagne di scavi effettuate dall’inizio del Novecento in poi e le ricerche archivistiche, compiute con l’amore di figli riconoscenti dai non mai abbastanza compianti professori Raffaele Galiero e Giacomo Di Maria, hanno consentito di definire con cura le caratteristiche grazie alle quali e sulle quali il borgo ha preso origine e si è sviluppato.
Ad esempio, pare ormai accettato comunemente che il suo nome possa essere derivato da quello di un’antica famiglia romana (“Calvisia”) o comunque da un aristocratico patrizio romano (“Calvisio” o “Calvizio”): dell’una, e/o dell’altro, si conserva traccia del legame col territorio, dal momento che le prime testimonianze archeologiche risalgono a un’epoca riconoscibile e attribuibile tra gli ultimi tre secoli dell’età repubblicana e il primo di quella imperiale romana.
Dovette essere costituito, all’inizio, un piccolo nucleo di case sparse, probabilmente intorno alla villa di un ricco patrizio, che si costituì un “rifugio”, come era di moda all’epoca per i maggiorenti della Capitale, così come confermano i numerosi insediamenti romani attestati in tutta la zona a Nord di Napoli.
Dai nomi Calvisio/Calvizie/Calvisia sarebbero, per progressiva deformazione e trasformazione, venuti fuori quelli più riconoscibili di Calvisiano/Calbictiano/Calvizzano/Calvizzano.
La testa calva che campeggia nello stemma comunale è, probabilmente, più un riferimento semplicistico a una rappresentazione visiva e immediata, richiamata dal nome del nostro piccolo centro, che una reale conferma del rinvenimento di “teschi calvi” accanto a quelli di “uomini sani”, da cui qualche dotto del passato, ad iniziare dal notaio Marco Antonio Sirleto, faceva discendere il termine “Calvisani”.
Un’annotazione storica precisa relativa alle origini di Calvizzano, viene da due punti contrapposti sul territorio del paese, legati indissolubilmente alla pietà religiosa popolare. Il primo riguarda la “località San Pietro”, con l’omonima cappella, ancora oggi posta in una posizione eccentrica rispetto al centro storico, che fin dal nome ricorda il probabile passaggio dell’apostolo Pietro sulla strada romana che metteva in comunicazione Pozzuoli con Capua, quasi una variante dell’antica Appia, lungo la via Campana.
Il secondo fa riferimento all’antica chiesa parrocchiale “Santo Jacolo”, ovvero San Giacomo, primo nucleo autonomo dei fedeli locali, oggi ridotta a un rudere.
I resti del sepolcro di Caio Nummio e di altre tombe e manufatti romani, monumenti millenari ritrovati nei pressi della chiesa Santo Jacolo, sono stati studiati da valenti archeologi, che hanno confermato la teoria più accettata delle primordiali origini del nostro piccolo centro, che, al di là di una limitata estensione territoriale (circa 3 kilometri quadrati), ha avuto fulgide vicende storiche, com’è reso evidente anche dalla splendida e monumentale chiesa madre, dedicata a Santa Maria delle Grazie (quindi, alla Madonna della Grazia), che sembrerebbe risultare, a ben vedere, per dimensioni e ricchezza di opere d’arte in essa contenute, di gran lunga più importante e sproporzionata rispetto al numero di abitanti che il centro doveva avere nei secoli XVI e XVII, quando essa fu costruita e poi ultimata.
La spiegazione di una tale imponenza della Chiesa va ricercata nell’epoca in cui Calvizzano, il cui nome è già riportato in una pergamena del 27 marzo 911, da “lucus” si trasformò in uno dei principali Casali della città di Napoli. Un centro la cui attività era quella agricola, come tradizionalmente accadeva in tali insediamenti e agglomerati urbani (Casale, infatti, stava a indicare un insieme organizzato di case).
Divenuto in seguito “feudo”, il paese fu dominato da potenti famiglie, sia all’epoca della dominazione francese che sotto quella aragonese/spagnola. Il barone Antonio Carnero, dopo essere stato per un breve periodo sotto il tutoraggio della madre, donna Giuseppe Zuffa, divenne Signore del borgo e lo governò fino alla morte, trasmettendolo, quindi, alla sorella Donna Margherita Carnero, che sposò, nel 1681, il cugino materno, Don Diego dei duchi di Pescara. E questa famiglia, da una generazione all’altra, dominò il paese fino al 1806, quando un regio decreto abolì i feudi.
Cominciò così, in tale anno, il periodo del decurionato che si protrasse fino alla caduta del Regno delle Due Sicilie e all’aggregazione del nostro Meridione, dopo la vittoriosa impresa garibaldina dei Mille, nell’unitario Regno d’Italia. Ci furono, pertanto, il periodo dei sindaci del Consiglio comunale (dal settembre 1861 all’aprile 1926), poi quello podestarile, in epoca fascista, fino al dicembre 1943, e, infine, quello successivo alla liberazione del nazi/fascismo (dal gennaio 1944 al novembre 1946) e quello dell’epoca repubblicana e democratica più vicina a noi.
Le famiglie e gli uomini che hanno retto le amministrazioni pubbliche del paese, sia per nomina regia o amministrativa che a seguito di libere elezioni generali, hanno, ciascuno a proprio modo e con limiti inevitabili dei vari momenti storici, dato un contributo al rinnovamento, alla conservazione e alla trasformazione del paese.
L’episodio di storia patria che supera gli angusti confini della memoria locale è quello della cattura dell’Ammiraglio Francesco Caracciolo, avvenuta alla fine del mese di giugno del 1799 nel Palazzo Ducale, dove il potente uomo di mare si era rifugiato presso il cugino Francesco Maria Pescara, a seguito del fallimento del tentativo riguardante l’effimera Repubblica Partenopea, nel periodo decennale della Rivoluzione che in Francia aveva messo fine all’antico regime.
Inoltre, Calvizzano, per molto tempo è stata famosa presso i paesi del circondario e in quelli della provincia, anche per alcune specifiche tradizioni, purtroppo ormai quasi tutte sfumate: quella di distribuire, in occasione della ricorrenza della memoria liturgica del Patrono, pane ai poveri, che accorrevano anche da Napoli e dagli altri comuni, richiamati dalla fede e dalla generosità locale; e ancora quella riguardante una produzione di biscotti artigianali che, pur non riuscendo mai a superare le dimensioni di proto/industria, rappresentava, per la sobria società di quel tempo, una vera leccornia, alla quale poteva accedere anche quella fascia della popolazione più umile che non poteva certo concedersi molti agi e grandi lussi nella scelta degli alimenti; e infine una fabbrica di liquori, preparati su antiche ricette conservate con fedeltà anche quando la produzione è passata da una fase familiare e artigianale a una di tipo industriale.
Ed ancora, un altro spicchio di storia riguarda il monumento ai caduti di tutte le guerre, datato 1934.
Esso ingloba, in un recinto, un cannone sottratto agli austriaci in ritirata, nella rotta che portò l’esercito italiano alla vittoria nel novembre 1918. Armando Diaz donò personalmente quella preda bellica, quando era ministro della Guerra, al podestà Domenico Mirabelli, in virtù anche di una parentela diretta con questi da parte della moglie, Sarah De Rosa Mirabelli, appunto. La donna lo aveva portato a visitare il nostro borgo e il Duca della Vittoria, al quale è intitolato l’edificio della scuola elementare, veniva spesso a trascorrere dei periodi di vacanza durante l’estate, con la famiglia.
E così, il cannone, dopo essere stato conservato per qualche tempo nel cortile di Palazzo Mirabelli e poi nel deposito del Comune, fu sistemato, in virtù di un progetto unanimemente auspicato dalla popolazione, nel luogo in cui si trova attualmente, e cioè piazza Umberto I.
Ed inoltre va detto che sui tetti del paese campeggia, da quasi tre secoli (la costruzione fu iniziata nel 1713) l’alta torre campanaria, visibile da ogni punto del territorio comunale e oltre. Una struttura che stende quasi un’ala protettiva su quanto c’è nei dintorni, con il suo orologio sonoro, gestito da un congegno elettronico, che gli consente di scandire, oggi come nel passato, lo scorrere del tempo.




Non conosciamo l’autore di questo bellissimo testo di storia locale che abbiamo reperito spulciando tra i nostri documenti. Se qualcuno di voi ce lo segnalerà, saremo ben lieti di evidenziarlo.

Per quanto concerne la cattura dell’Ammiraglio Caracciolo, in un altro articolo apparso recentemente sul nostro blog, abbiamo riportato la versione del canonico e scrittore don Giacomo Di Maria, cioè che l’eroe della rivoluzione partenopea fu catturato in un palazzo di via Case Sparse, oggi via Carlo levi.                          

sabato 11 aprile 2015

Che fine ha fatto la commissione ambientale?

Stando ai rumors, il giovane presidente Gabriele Granato già sarebbe intenzionato a dimettersi 

 
Foto scattata il giorno della prima convocazione della Commissione ambientale 

Gabriele Granato, presidente della Commissione

 Sono trascorsi ormai più di due mesi e mezzo dalla prima riunione della Commissione ambientale, durante la quale si decise di affidare la presidenza al giovane Gabriele Granato, esponente di spicco del comitato Stop Antenne. Poi il buio totale. Non se ne parla più, ma anche il presidente, da noi interpellato, sembra totalmente disorientato e sfiduciato. C’è qualcuno che remerebbe contro la Commissione? Eppure le tematiche da affrontare restano di grande attualità. E’ vero che, finora, la Telecom non ha  installato il ripetitore sullo stabile della Sar Frigor di via Eduardo De Filippo, ma potrebbe sempre farlo, poiché ha vinto il ricorso al Tar ed è anche in possesso del permesso a costruire. Dove sono andate a finire tutte quelle persone, tra cui gli ex paladini dell’anti-smog e i sofferenti della sindrome di Nimby (quelli che non vogliono le antenne nei loro cortili)?
Ci si vuole perlomeno accertare che l’amministrazione metta in bilancio la cifra occorrente per finanziare il Piano di distribuzione delle antenne che contempli anche l’installazione di centraline per il rilevamento automatico dello smog elettromagnetico?
Ricordiamo che la Commissione, il cui compito è quello di occuparsi di tutte le problematiche che riguardano l’ambiente in generale e di trovare soluzioni per ridurre i fattori inquinanti, è composta dall’ex sindaco Giacomo Pirozzi e Angela De Vito per la minoranza; Vincenzo Trinchillo, Giuseppe Santopaolo e Antonio Di Marino, per la maggioranza; Dorotea Vallefuoco, Gabriele Granato e Maria Sarracino, in qualità di cittadini. Quest’ultimi risposero all’avviso pubblico emanato dal Comune.

Intanto aumentano a dismisura casi di tumori
I dati che ci sono stati forniti dal dottor Pirozzi (oltre a essere membro della Commissione, è medico di base da circa venticinque anni) devono far riflettere.
Fino a 10 anni fa i casi di tumore che diagnosticava ogni medico di base di Calvizzano erano mediamente 4-5 all’anno: recentemente siamo saliti a 10-15, vale dire circa 100 casi all’anno, considerando che sul territorio operano 7 medici di medicina generale. In maggioranza sono cancri che riguardano le vie respiratorie e l’apparato gastro-intestinale, per cui non va esclusa la stretta correlazione con l’inquinamento atmosferico e l’alimentazione errata.

In via Aldo Moro è stato pulito un appezzamento di terreno sospettato di inquinamento

Come mai è stata eliminata la vegetazione incolta di un’area di proprietà comunale, adiacente al parcheggio pubblico via Aldo Moro e ai palazzi del condominio, dove stazionano i carabinieri e i vigili urbani? Unicamente per pulirla? Oppure perché, come si vocifera, l’ampio appezzamento di terreno sarebbe sospettato di inquinamento? Se quest’ultima ipotesi dovesse essere veritiera, cosa sta facendo l’amministrazione? Ricordiamo che l’area in questione, nel vigente Piano regolatore è adibita a edilizia scolastica, mentre nella nuova proposta di Puc targata Salatiello è stata catalogata come zona fiera.     

Com'era l'appezzamento di terreno prima di essere pulito

Come si presenta attualmente

venerdì 10 aprile 2015

L’ex sindaco Granata: “ingiurie e calunnie interessate, per le quali ho dato incarico di querelare l’assassino di nome Spagnuolo”



Giuseppe Granata, figlio di Raffaele, l’imprenditore ammazzato barbaramente dai casalesi nel lido La Fiorente della sua famiglia, non ha chiuso occhio per tutta la notte. Era troppa la rabbia per le dichiarazioni rese dal pentito di camorra, Oreste Spagnuolo, alla trasmissione Servizio pubblico che va in onda il giovedì su La7. L’ex sindaco di Calvizzano è stato continuamente a telefono per rispondere  ai tanti amici che gli hanno voluto dimostrare solidarietà anche in quest’occasione, nella quale si trova nell’assurda situazione di vittima di una barbarie omicida che ha colpito la sua famiglia e deve respingere “infamanti illazioni – come ci ha riferito Granata - su fatti del tutto destituiti di verità”. Ma soprattutto per concordare i dettagli  con il collega a cui ha dato mandato di querelare il collaboratore di giustizia.  
Collaboratore - ha aggiunto Granata – che, improvvisamente, fuori da ogni contesto, in un’intervista con Sandro Ruotolo, il giornalista della trasmissione Servizio pubblico, ha ripreso una vecchia storia secondo la quale dopo l’omicidio di mio padre sarebbe stata pagata la tangente estorsiva richiesta dai casalesi. Ruotolo, a cui ho espresso tutto il mio disappunto per le dichiarazioni senza replica del pentito, relative ad una vicenda sulla quale già nel 2010 si è pronunciato il Tribunale di S. Maria, sentenziando l’assoluta insussistenza dei fatti, mi ha immediatamente dato la sua disponibilità  a poter controbattere su queste farneticazioni, attraverso un’intervista televisiva in onda alla prossima trasmissione di Santoro”.

Abbiamo sempre onorato – ha concluso Granata – e continueremo ad onorare la memoria di mio padre, gran lavoratore, persona onesta e perbene, che ci ha insegnato i veri valori della vita e soprattutto a essere uomini liberi, così come lui è sempre stato. Nonostante siano trascorsi quasi sette anni da quel tragico giorno, viviamo quotidianamente nel suo ricordo, ed ogni gesto incompatibile con quei valori è per noi impensabile, figurarsi il sottostare al ricatto mafioso, tra l’altro dopo la sua morte per mano di questo e degli altri assassini. Di punto in bianco un killer che ha diverse decine di omicidi sulla coscienza cerca di gettarmi fango addosso, con farneticazioni prive di fondamento. Per quale motivo? La risposta, a mio giudizio, sta nell’approssimarsi della causa in Cassazione relativamente all’omicidio. Qualcuno vorrebbe screditarci, usando l’arma della calunnia”.  

Omicidio Granata, la rivelazione del pentito di camorra Spagnuolo: “l’ex sindaco di Calvizzano ci fece recapitare 10mila euro”

Ieri sera, verso la fine della puntata di Servizio Pubblico, condotta da Michele Santoro, il giornalista Sergio Ruotolo ha intervistato il pentito di camorra Oreste Spagnuolo (braccio armato del boss dei casalesi Giuseppe Setola) che è entrato nel dettaglio dell’omicidio Granata (ammazzato perché si rifiutò di pagare il pizzo), padre dell’ex sindaco di Calvizzano Giuseppe Granata. Il collaboratore di giustizia ha dichiarato che l’ex sindaco il giorno dopo la morte del padre si preoccupò di inviare 10mila euro all’associazione camorristica, per avere il benestare ad aprire il lido. Al momento ci fermiamo qui, poiché si tratta di dichiarazioni da prendere con molta cautela che vanno, ovviamente, verificate e riscontrate. Immaginiamo che l’ex sindaco Granata farà valere sicuramente le sue ragioni in tutte le sedi opportune.
Ricordiamo che l’omicidio Granata, che avvenne l’11 luglio del 2008 presso il lido “La Fiorente” di Marina di Varcaturo, s’inserì nell’ambito delle diverse decine di delitti che si consumarono tra il 2008 e il 2009, nel corso della latitanza del killer Setola. Lo stesso Spagnuolo, sempre nell’intervista concessa a Ruotolo, lo ha definito “l’omicidio più inutile compiuto dal suo gruppo”.
Per l’omicidio Granata, i giudici, nel secondo grado di giudizio, confermarono l’ergastolo a Setola e Giovanni Letizia, mentre furo comminati 28 anni di carcere a Ferdinando Russo e 12 a Oreste Spagnuolo, oggi collaboratore di giustizia. Dall’ergastolo a 29 anni invece la pena per Carlo Di Raffaele. Assolto per non aver commesso il fatto Alessandro Cirillo, condannato all’ergastolo in primo grado.  Loran John Perham  dovrà scontare 18 anni e 8 mesi.   


giovedì 9 aprile 2015

Da alcuni giorni l’illuminazione pubblica è sempre accesa in via Aldo Moro, via Pio la Torre e parte di via Peep

Via Aldo Moro: foto scattata alle ore 16 di giovedì 9 aprile 

Via Pio La Torre

Salatiello fa cose di sinistra: ora pensa agli orti sociali

Il Comune è intenzionato a comprare un ampio appezzamento di terreno adiacente ai campi da tennis per adibirlo a orti sia per gli anziani che per gli  alunni della scuola Polo. A breve dovrebbe riaprire al pubblico la villetta di via Sandro Pertini: non sarà più un privato a gestirla ma il Comune     

L'appezzamento di terreno che il Comune vorrebbe adibire a Orti sociali

L’amministrazione Salatiello vorrebbe realizzare gli orti sociali. Stando alle voci, il sindaco avrebbe incaricato l’assessore allo Sport, Luciano Borrelli, per avviare l’operazione di acquisto di un ampio appezzamento di terreno di proprietà privata adiacente i campi da tennis.
Salatiello su questa faccenda di grande valenza sociale ha le idee chiare. Se l’operazione dovesse andare in porto, infatti, metà del terreno, diviso in lotti, verrebbe dato in comodato d’uso agli anziani del territorio intenzionati a coltivarli; dell’altra metà, invece, dovrebbe  beneficiarne la scuola per uso didattico.
Idea che sposiamo in toto, perché favorirebbe sia la socializzazione delle persone della cosiddetta terza età sia la conservazione di pratiche rurali.
Per la scuola potrebbe rappresentare un punto di riferimento dove incentrare progetti su tematiche connesse alla cura dell’orto. Un modo per  riscoprire il rapporto città e campagna, ma anche per recupere conoscenze e tradizioni del territorio, ma soprattutto di certi valori che vanno scemando. Ma la cosa più importante, specialmente di questi tempi, sarebbe quello di far cominciare i piccoli studenti ad adottare comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente.
Dalle nostre parti, l’antesignano degli orti sociali fu l’ex sindaco di Marano, Mauro Bertini, il quale, verso la metà degli anni ’90, diede vita al primo esperimento in tutta l’Italia meridionale di affidamento agli anziani di piccoli appezzamenti di terreno da coltivare per ricavarne prodotti esclusivamente per uso familiare e non destinati alla vendita.
Sulla scorta del successo dell’idea di Bertini, anche l’ex sindaco Granata inserì nel suo programma elettorale delle amministrative del 2003, nel capitolo dedicato alle politiche per gli anziani, la realizzazione degli orti sociali.
“Gli anziani debbono partecipare alla vita pubblica, attivamente – recitava il punto 6 del programma Granata – Un esempio da seguire, perseguito da altre amministrazioni, è quello di reperire piccoli fondi da assegnare agli anziani autosufficienti che intendano coltivarlo a orto. Tale esperimento, infatti, ha dato prova di ottimi risultati, fornendo l’opportunità a persone ancora sane ed efficienti di dedicarsi a un’attività salutare e benefica”.
  


mercoledì 8 aprile 2015

Via Aldo Moro: stamattina è spuntata una nuova buca



Via Pio La Torre: qui le buche sono endemiche



Tasi

Il gettito complessivo stimato per il 2014 ammonta a circa 450mila euro. Con tale somma, insieme ad altri fondi stanziati in bilancio, per un totale di 721.481 euro, si andrà a finanziare i seguenti servizi indivisibili: manutenzione strade (90 mila euro); servizi cimiteriali (150mila euro); Polizia locale (232mila euro); anagrafe (149.481 euro); manutenzione e consumi pubblica illuminazione (100mila euro).


Avete letto bene? I soldi per riparare le strade sono già disponibili

Lotta all’evasione: si comincia dai passi carrabili

E’ terminato il lavoro di rilevamento dei passi carrabili e delle attività commerciali presenti sul territorio. Lavoro affidato al geometra Giuseppe Di Napoli, per la somma di 3mila euro iva inclusa.
“Il professionista - come è scritto nella determinazione del responsabile dell’Ufficio tributi, Salvatore Sabatino – ha già fornito al Comune un servizio analogo, per quanto concerne gli impianti pubblicitari e la cartellonistica stradale”.
Il Comune, quindi, non essendo dotato di un censimento dei passi carrabili e delle attività commerciali, si è deciso a creare una banca dati: un provvedimento improcrastinabile, poiché il perdurare di una situazione anomala comporterebbe danni economici all’ente, per mancato introiti dei tributi dovuti per legge.
Nel contempo, è stato approvato in Consiglio comunale il nuovo regolamento che disciplina le modalità amministrative per il rilascio delle autorizzazione e il calcolo degli importi commisurati all’occupazione del suolo, la pianificazione delle procedure di autorizzazione dei nuovi accessi su strade pubbliche e private, secondo i criteri fissati dall’art. 38 del D.lgs 507/1993.
Intanto, dal Comune, come ci ha riferito il responsabile dell’Ufficio tributi, Vittorio Marino, starebbero per partire più di 300 avvisi di accertamento relativi alla regolarizzazione dei passi carrabili, sui quali non sarebbe mai stata pagata la TOSAP (tassa occupazione suoli e aree pubbliche). Gli avvisi riguarderebbero gli anni 2011-2015, poiché per gli anni precedenti la tassa è andata in prescrizione.


martedì 7 aprile 2015

Neanche la Santa Pasqua ferma Fratelli d’Italia

Nel giro di pochi mesi, i seguaci  della Meloni hanno fatto affiggere tre manifesti contro l’amministrazione Salatiello

Gaetano De Rosa, presidente della sezione locale di Fratelli d'Italia 
I militanti della nota formazione di centro destra continuano a lanciare strali contro l’amministrazione Salatiello. Non essendo rappresentati in Consiglio comunale, sfornano in continuazione  manifesti murali per denunciare quelle che, a loro avviso, sono le manchevolezze amministrative di Salatiello e dei suoi seguaci.
“Si è appreso – è scritto sul manifesto apparso in città il giorno di Pasqua, intitolato “Per onor del vero seconda parte” - che il presidente del Consiglio comunale, Antonio Mauriello, abbia restituito la parte di stipendio percepita indebitamente, ma che non lo abbia fatto ancora il sindaco”.
“Ci riferiamo – afferma Gaetano De Rosa, presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia e storico militante della destra calvizzanese –  alla parte eccedente lo stipendio che Salatiello ha percepito da presidente del Consiglio, durante i quattro anni e mezzo di amministrazione Granata. Dai nostri calcoli, la somma che dovrebbe restituire ammonterebbe a circa 40mila euro”.
Nel manifesto viene stigmatizzata l’amministrazione anche perché  continua a sperperare denaro pubblico (vedi acquisto fiat 500 a metano, 18mila euro per una farmacia che ancora non c’è), nonostante il Comune sia sull’orlo del dissesto finanziario. Inoltre, viene invitato il sindaco a mantenere la promessa del saldo  della seconda quota del contributo fitti 2007. 
“Condivisibile in pieno – aggiunge il consigliere di minoranza, Biagio Sequino – il manifesto degli amici politici di Fratelli d’Italia. Sulla questione soldi indebitamente percepiti, la legge è uguale per tutti. Se li ha restituiti Mauriello – aggiunge - è giusto che lo faccia anche il sindaco. Sto preparando una missiva da inviare al segretario comunale e al revisore dei conti, per invitarli ad avviare tutte le azioni necessarie per far rientrare questi soldi nelle casse del Comune. Spero che anche gli altri colleghi dell’opposizione condividano questa mia prossima iniziativa, altrimenti vuol dire che andrò avanti da solo”.