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domenica 29 marzo 2015

Il dermatologo ambulatoriale incontra il medico di famiglia






Sabato 11 aprile, presso il Montespina Park Hotel di Napoli in via Provinciale San Gennaro si terrà un corso di aggiornamento ECM (Educazione continua in medicina) in dermatologia e venereologia, rivolto ai medici di Medicina generale. Un seminario che si prefigge lo scopo di illustrare ai medici di famiglia tutte le attività cliniche, diagnostiche e terapeutiche svolte dagli specialisti in Dermatologia nei Distretti dell’Asl, onde migliorare il rapporto medico-paziente nell’ottica della moderna visione di un Servizio Sanitario Pubblico tendente sempre più all’assistenza sul territorio e alla deospedalizzazione.
Sono previsti gli interventi di autorevoli esponenti della dermatologia campana e italiana, tra cui il dottor Riccardo Acri dell’Asl Napoli 2 Nord; la dottoressa Flora De Natale (Asl Napoli 1 Centro e Napoli 2 Nord); la dottoressa Elena Sammarco (Asl Napoli 1 Centro); la dottoressa Angela Schettino (Asl Napoli 2 Nord e Asl Napoli 3 Sud); il dottor Antonino Trischitta che, tra l’altro, è anche l’organizzatore del convegno. Trischitta è dermatologo presso il Distretto sanitario 38 di Marano, nonché coordinatore della branca dermatologica di tutta l’Asl Napoli 2 Nord. La struttura maranese è dotata di un’apparecchiatura di ultima generazione per la videodermatoscopia, voluta fortemente dal dottor Trischitta.
Al seminario si parlerà anche di psoriasi e di melanomi, patologie vissute come un vero incubo da coloro che ne sono affetti. 


Un disastro finanziario costruito negli anni

La recente sentenza della Corte dei Conti ha aperto un squarcio sui mali endemici del nostro Comune

Il fantasma del dissesto finanziario sta divorando la vita amministrativa e sociale del nostro Comune. La cura è difficile: solo un miracolo potrebbe evitare il default. Tanti e gravi gli errori commessi in tutti questi anni. La colpa maggiore va sicuramente ascritta, principalmente, alla classe politica degli ultimi vent’anni che ha gestito in modo sciatto e disordinato il bilancio comunale. Ma grosse responsabilità, nell’ottica della separazione di legge tra indirizzo politico e gestione, va anche ascritta ai funzionari del Comune, che, invece di gestire con correttezza la finanza locale, si sono preoccupati di mantenere la poltrona  e,  tante volte, anche di fare politica; una classe dirigente quasi sempre impreparata che è stata complice degli sperperi: a tutto ciò va aggiunta anche la mancanza di risultati tangibili sul fronte dell’evasione. A Calvizzano, in particolar modo in determinati periodi della vita politico-amministrativa, si è speso a briglie sciolte, senza preoccuparsi di andare a recuperare le risorse occorrenti per onorare i debiti. Da qui nascono tutti i mali dei bilanci di previsione e dei conti consuntivi degli ultimi anni, in particolar modo di quelli del 2010 e del 2012, finiti sotto la lente della magistratura contabile, che ha rilevato però vizi storici e procedure consolidate nel tempo negli ultimi venti anni.

La Corte dei conti fa presente che già dall’analisi del consuntivo 2010 emerge una situazione di difficoltà, con ben sette fattori di criticità, tra cui il mancato rispetto di 4 parametri di deficitarietà strutturale, condizione che spesso rappresenta l’anticamera del dissesto. Inoltre, nella recente pronuncia, evidenzia che, nonostante siano stati stralciati il 19,45% di crediti di dubbia esigibilità ante 2011, continua a esserci una ingente massa di residui attivi (somme accertate e non riscosse) inerenti annualità remote, segno di una bassa capacità di riscossione dell’ente. Una carenza nell’esazione delle tasse (Ici, spazzatura, acqua, eccetera) che, secondo la Corte dei conti, comunque permane.  Inoltre, nonostante l’attuale amministrazione, in seguito ai rilievi mossi dai magistrati contabili, abbia adottato provvedimenti e misure programmatiche per migliorare la situazione economico-finanziaria, persistono irregolarità amministrativo-contabili che possono pregiudicare gli equilibri dell’ente. In parole povere se non cambia la musica è probabile che, prima o poi, il Comune possa incappare nelle maglie del dissesto finanziario.               

sabato 28 marzo 2015

Via Alveo Camaldoli, ripulita l’area dove erano stati sversati i rifiuti

Grazie all’impegno dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Villaricca, Raffaele Cacciapuoti, è stata pulita in breve tempo l’area di sosta della strada intercomunale, recentemente inaugurata, presa di mira dai delinquenti degli sversamenti abusivi. Nonostante la zona interessata allo sversamento sia al confine tra il Comune di Villaricca e quello di Calvizzano (una parte dei calcinacci invadeva la sponda di calvizzanese), l’assessore Cacciapuoti non ha creato alcun problema. I rifiuti, infatti, sono stati prelevati nel giro di 24 ore e le spese se l’è accollate tutte il Comune di Villaricca. A Calvizzano avrebbero agito allo stesso modo?
Intanto,  sono già sorti problemi sul tratto di strada ricadente nel Comune di Calvizzano: diversi tombini sono stati transennati (forse per il dislivello rispetto alla strada), poiché potrebbero costituire un pericolo per gli automobilisti.       

Com'era

com'è

uno dei tombini transennati

Bollette dell’acqua, l’amministrazione decide di abolire il “minimo consumo garantito”

Con circa due anni di ritardo dalla promessa elettorale, l’amministrazione Salatiello si appresta ad abolire il cosiddetto “minimo garantito” dalle bollette dell’acqua. Nel Consiglio comunale di lunedì 30 marzo, infatti,  si discuterà (ultimo punto all’ordine del giorno) anche delle modifiche e integrazioni da apportare al regolamento idrico comunale, approvato nel 2000 e modificato, nel corso degli anni, prima 2004 e poi nel 2007. Dal 2005, però, le bollette relative ai consumi idrici sarebbero tutte illegittime, poiché in contrasto con l’art. 1 della delibera CIPE n. 52 del 4 aprile 2001 che aveva previsto l’abolizione progressiva del minimo garantito, attraverso un percorso di riduzione e graduale eliminazione entro quattro anni, fissando il termine ultimo al 30 giugno 2005. Il Comune di Calvizzano non si sarebbe mai adeguato alla nuova normativa. L’illegittimità viene anche sottolineata nella relazione stilata  dagli avvocati dello studio associato CGA, incaricati dal Comune per gli adempimenti presso l’Autorita dell’Energia (AEEG) ai fini del calcolo della nuova tariffa. Ma l’illiceità sarebbe ancora più evidente, se si considera che in bolletta continuano a coesistere sia il minimo impegnato che la quota fissa (i famosi 15,40 annui che, a Calvizzano, non si è mai capito a cosa servano davvero). Fu lo stesso sindaco, infatti, a sottolineare questa anomalia, durante il dibattito in Consiglio comunale sulla mozione presentata da Sequino sulle tariffe acqua. Il Primo cittadino, probabilmente, non si rese conto dell’autogol che fece, perché con la sua dichiarazione avrebbe potuto innescare il meccanismo dei ricorsi. In ogni caso, l’amministrazione Salatiello, seppur con notevole ritardo, ha deciso di adeguarsi alla delibera CIPE.  Ma contestualmente alla modifica del regolamento idrico, sarà anche valutata l’ipotesi di restituire all’utenza gli importi ingiustamente versati dal 2005 per consumi e quantitativi addebitati forfettariamente e non effettivamente erogati, attraverso una compensazione da effettuarsi nelle bollettazioni successive?  
Queste cose, comunque, le stiamo scrivendo e riscrivendo da anni. Il Consigliere di minoranza, Biagio Sequino, aveva anche preparato una mozione d’indirizzo (sotto pubblicata) per l’abolizione del minimo garantito: era intenzionato a presentarla come integrazione all’ordine del giorno del Consiglio comunale di lunedì prossimo o, al massimo, nel successivo consiglio comunale, ma è stato anticipato dall’amministrazione che, nel frattempo, ha predisposto le modifiche al regolamento idrico da approvare nell’assise cittadina del 30 marzo.
Ecco il testo della mozione di indirizzo che aveva preparato il Consigliere di minoranza Biagio Sequino



                                                                                              Al Presidente del Consiglio Comunale
                                                                                              Comune di Calvizzano
                                                                                              _______________________________
                                                                                  p.c.      al Segretario Generale



Oggetto: mozione di indirizzo per l’adeguamento della fatturazione delle forniture idriche  alla disposizione CIPE n° 52 del 4 aprile 2001

Con la presente chiedo che venga posta all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio Comunale la seguente

MOZIONE DI INDIRIZZO

Il Consiglio Comunale di Calvizzano

Visto che l’art. 1 comma 3 della delibera CIPE N° 52 del 4 aprile 2001 prevede l’annullamento graduale del cosiddetto “consumo minimo garantito” nella fatturazione da parte dell’ente delle forniture di acqua potabile e fissa  al 30 giugno 2005 il termine ultimo per l’azzeramento totale della modalità e passare alla imputazione dei consumi effettivi sulla base di quanto rilevato dalle periodiche misurazioni

Constatato che decorso il termine indicato il Comune di Calvizzano non ha provveduto ad adeguarsi ma ha continuato a emettere le fatture a carico degli utenti sulla base del “consumo minimo” addebitandone il relativo importo anche in presenza di consumi inferiori risultanti dalle misurazioni riportate sui prospetti delle bollette

Considerato che tale modalità di fatturazione è da considerarsi illecita e illegittima anche sulla base di una consolidata giurisprudenza che con tali termini definisce il perdurante utilizzo del criterio del “consumo minimo”

Visto che anche le fatture emesse in riferimento all’annualità 2014 e attualmente in riscossione viene mantenuto il criterio del “consumo minimo” e che pertanto le stesse sono illecite e illegittime

IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE

A provvedere con immediatezza alla emanazione di tutti gli atti urgenti e indifferibili per ricondurre la situazione nell’alveo della legalità e adeguare il sistema di fatturazione dei consumi idrici alle disposizioni della delibera CIPE n° 52 del 4 aprile 2001 eliminando il ricorso al “minimo consumo garantito” e prendendo a unico riferimento per la fatturazione dei consumi solo quelli effettivamente risultanti dalle misurazioni valutando altresì l’eventuale efficacia retroattiva della delibera CIPE per adottare le misure occorrenti per evitare possibili ricorsi collettivi.

                                                                                                                               In Fede
                                                                                                                         Biagio Sequino

                                               




venerdì 27 marzo 2015

                                          Scommettiamo che…
Lunedì sera, durante lo svolgimento del Consiglio comunale, qualcuno della maggioranza proporrà lo spostamento della discussione su alcuni punti all’ordine del giorno? Quali? Presumibilmente , a nostro avviso, la mozione d’indirizzo della minoranza sui vigili urbani (secondo punto) e la presa d’atto della pronuncia della Sezione regionale della Corte dei conti (terzo punto). Staremo a vedere.  

Al Consiglio comunale del 30 marzo pioggia di ordini del giorno

Sono 15 i punti in discussione al prossimo Consiglio comunale, convocato per lunedì 30 marzo alle ore 19.00. Stando alla scaletta, il primo argomento in trattazione dovrebbe essere quello relativo alla mozione d’indirizzo sui vigili urbani, presentata dai quattro consiglieri di minoranza il 25 febbraio scorso.
Giacomo Pirozzi, Angela De Vito, Biagio Sequino e Michele D’Ambra chiedono il ripristino della piena operatività dei vigili urbani, che, da alcuni mesi, su direttiva  del sindaco, stanno lavorando solo di mattina dal venerdì al sabato. Gli ultimi indirizzi amministrativi prevedono che i poliziotti municipali debbano prestare servizio su due turni: dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 21.00, sempre dal venerdì al sabato. Con questo escamotage i vigili urbani non percepirebbero più la cosiddetta indennità di turno, in virtù dell’orario spezzato (non continuativo).
Il terzo punto all’ordine del giorno prevede la presa d’atto della sentenza della Corte dei Conti arrivata al protocollo del Comune il 19 febbraio 2015 e ancora non pubblicata sul sito istituzionale: neanche i consiglieri di minoranza, nel momento in cui scriviamo, avrebbero ancora ricevuto la copia della pronuncia della Magistratura contabile. Cose che solo in questo Comune si verificano e nessuno si oppone, tranne il consigliere di minoranza Sequino che, sulla questione documentazione, ha scritto più volte al Prefetto, ma, nonostante tutto, al Comune continuerebbero a nicchiare. Praticamente la ritardata consegna dei documenti pare sia diventata una peculiarità di questo Comune. Perfino per gli atti relativi agli argomenti iscritti all’ordine del giorno dell’assise cittadina, secondo una modifica che s’intende apportare all’art. 17 del regolamento interno del Consiglio comunale, i consiglieri potranno prenderne visione 48 ore prima del giorno fissato per il Consiglio. Allo stato attuale, invece, la visione degli atti  è consentita fin dallo stesso giorno in cui viene convocato il Consiglio comunale. Insomma, invece di andare avanti nel segno della trasparenza, si va sempre più indietro.    
Al quarto punto, c’è la presa d’atto dell’accordo transattivo con  Acqua Campania, l’ente che fa capo alla Regione, con il quale il nostro Comune avrebbe un debito di circa 10milioni di euro. Acqua Campania, a giugno 94,  notificò al nostro Ente un decreto ingiuntivo al quale il Comune si oppose, affidando la difesa all’avvocato Domenico Balsamo.
Quinto punto, la presa d’atto dell’accordo transattivo tra il Comune di Calvizzano e il Consorzio cimiteriale Mugnano-Calvizzano.  Somma transatta: 1milione250mila851,10 euro. Sarà pagata nel seguente modo: 922mila euro alla sottoscrizione dell’accordo; la quota residua in 8 rate annuali di 41mila106,387 euro cadauna, da corrispondere entro il 31 dicembre di ogni anno a partire dal 2015.
Gli altri punti in discussione sono l’intitolazione della sala consiliare al compianto assessore Cristofaro Agliata; alcune modifiche e integrazioni al regolamento generale delle entrate comunali, approvato con delibera di Consiglio comunale del 27 marzo del 2000, quando era ancora sindaco Salatiello; l’approvazione sia de regolamento della Tosap (tassa occupazione spazi e aree pubbliche) che del regolamento dell’imposta sulla pubblicità e sui diritti per le pubbliche affissioni.

Proprio ieri, il presidente del Consiglio comunale, Antonio Mauriello, ha provveduto a integrare l’ordine del giorno con altri cinque punti. Si discuterà, dunque, anche degli oneri di urbanizzazione, del piano finanziario 2015 del servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti e di alcune modifiche da apportare al regolamento sul Servizio civico comunale, a quello sui lavori, forniture e servizi in economia, e a quello idrico.

giovedì 26 marzo 2015

Arriva la sentenza della Corte dei Conti

Delle irregolarità amministrativo-contabili sarebbero responsabili tutte le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi venti anni. Non ci risulta che la sentenza  sia stata pubblicata sul sito istituzionale come disposto dalla Corte stessa

I giudici contabili nella deliberazione-pronuncia (così viene denominata in gergo tecnico) del 18 febbraio 2015 sono stati molto chiari: “la complessità della situazione riscontrata evidenzia, allo stato degli atti e nonostante le misure adottate e/o programmate, il permanere di irregolarità amministrativo-contabili che possono pregiudicare gli equilibri dell’ente locale, quali l’esistenza di residui attivi (somme accertate e ancora non riscosse, ndr) ante 2011 pari a 6milioni858mila900,86 (distribuiti temporalmente in modo crescente da 563,78 euro del 1995 a 1milione305mila915,2 del 2010) e un fondo svalutazione crediti (una posta che serve a fronteggiare eventuali perdite, conseguenti alla cancellazione di crediti ritenuti inesigibili, ndr) non conforme a legge; carenze nella riscossione delle entrate, pur affrontate attraverso l’adozione di misure organizzative…”
La sezione regionale della Corte dei Conti aveva già bacchettato il Comune a ottobre 2014, dopo aver esaminato il bilancio consuntivo 2012, approvato nel 2013 dal Commissario straordinario. I magistrati contabili  avevano riscontrato diverse criticità e irregolarità contabili e amministrative, per cui avevano sollecitato l’attuale amministrazione ad adottare (nel termine di 60 giorni dalla comunicazione della pronuncia), idonei provvedimenti per la rimozione delle anomalie individuate. Nonostante l’amministrazione abbia assunto misure programmatiche, i cui effetti, anche alla luce  del periodo di transizione contabile che gli enti locali stanno attraversando (entrata in vigore del d.l. 118/2011 sull’armonizzazione dei bilanci pubblici) andranno valutati nei successivi esercizi finanziari, permangono le irregolarità sia amministrative che contabili che possono pregiudicare gli equilibri dell’Ente locale.
Ma quali sono le criticità rilevate?
Residui attivi da riaccertare circa la loro esigibilità   
Sussistenza di una rilevante mole di residui attivi, con conseguente necessità di condurre un’efficace azione di riaccertamento, per capire quali e quanti di queste somme sono ancora esigibili. Azione che è stata operata, come risulta dalla determinazione dirigenziale numero 1 del 9 gennaio 2015, a firma del responsabile del Servizio finanziario, Salvatore Sabatino, per cui i residui (sia quelli di vecchia che di nuova formazione) sono stati oggetto di “riaccertamento straordinario, sula scorta delle ulteriori verifiche, per ogni singolo settore”.
L’operazione di riaccertamento ha condotto l’amministrazione dell’Ente alla cancellazione di residui attivi (crediti) vecchi pari a 876mila227,16 euro e residui passivi (debiti) vetusti  pari a 845mila228,31 euro.
La quasi coincidenza degli importi di residui attivi e passivi eliminati – scrivono i giudici contabili – ingenera il sospetto che i residui attivi siano stati eliminati in funzione della quantità di residui passivi cancellabili, anziché a seguito di una autonoma analisi specifica degli stessi”.
La Sezione che ha redatto la pronuncia, dunque, ricorda al Comune che una corretta attività di riaccertamento dei residui avrebbe richiesto un’analisi più minuziosa per ciascun residuo, al fine di individuare gli elementi giuridici (di diritto civile e/o tributario) in relazione ai quali poter attestare i presupposti per il mantenimento, per la cancellazione definitiva o la reimputazione di ciascun residuo. Pertanto, il Comune sarà oggetto di monitoraggio da parte della Corte stessa, per verificare la corretta attività di riaccertamento. In ogni caso, il responsabile del Servizio finanziario e i responsabili degli altri settori sono richiamati, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, all’osservanza dei principi contabili. Nel contempo si invita anche il Revisore dei conti a prestare la massima attenzione alla verifica del corretto rispetto dei principi contabili in materia e a porre in essere le necessarie misure di monitoraggio e verifica della sussistenza dei presupposti relativi al mantenimento dei residui attivi e passivi.

Difficoltà di riscossione delle entrate
Tante persone non pagano tasse e tributi, nonostante tutto si è fatto ben poco per combattere il fronte dell’evasione. Per questo motivo molti residui attivi diventano, poi, crediti inesigibili, perché per la maggior parte potrebbero essere andati in prescrizione.
A tal proposito la Corte fa presente che il Comune dovrà adoperarsi per mettere in campo i provvedimenti necessari per il miglioramento delle procedure di riscossione. Bisogna dunque migliorare sostanzialmente la gestione della critica fase dell’entrata, “evitando di adottare provvedimenti di facciata”.

Residui passivi e pagamenti
Anche su questo fronte le cose non andavano (con le vecchie amministrazioni) e sono continuate (con la nuova) a non andare bene. Nella pronuncia si fa riferimento a “gravi patologie nel sistema dei pagamenti”. Inoltre, è assolutamente insufficiente l’attività informativa dell’Amministrazione dell’Ente “nell’adottare adeguati meccanismi di controllo interno e di verificare l’idoneità dei presidi procedurali in materia di tempestività dei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni”.
Per i giudici contabili non sarebbero stati gestiti correttamente i soldi (anticipazione di liquidità) chiesti alla Cassa Depositi e prestiti, destinata al pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili al 31-12-2012, “ ovvero di debiti fuori bilancio che alla stesa data erano già riconoscibili, anche se il riconoscimento sia intervenuto successivamente. Permane, allo stato degli atti, preoccupante l’andamento della criticità in esame”.
Il Comune, dunque, è tenuto a trasmettere alla sezione della Corte dei conti, entro 30 giorni dalla comunicazione della pronuncia, adeguata informativa sull’entità dei debiti pagati dall’Ente con la liquidità erogata dalla Cassa Depositi e Prestiti, ai sensi del d.l 35/2013 (cosiddetto decreto spalma debiti).

Persistenti squilibri nella gestione di cassa con utilizzo continuativo e reiterato di anticipazioni di tesoreria
La mancanza di soldi liquidi in cassa, per lo svolgimento di determinate prestazioni o per il pagamento degli stipendi, ha fatto sì che si ricorresse, specialmente negli anni antecedenti al 2013, continuamente alle anticipazioni di tesoreria (una sorta di scoperto bancario), con relativa mancata copertura entro l’anno, il che ha fatto lievitare  in maniera esponenziale gli interessi passivi da pagare al tesoriere comunale (Geset). L’attuale amministrazione ha riferito alla Corte che da settembre 2013 non ha fatto più ricorso all’istituto delle anticipazioni di tesoreria, con abbattimento dei relativi interessi. La Sezione dal canto suo osserva che pur a fronte di un dichiarato intrapreso processo di risanamento, manca una precisa analisi dello squilibrio nella gestione di cassa.
E’ auspicabile – è scritto nella deliberazione/pronuncia – che l’Amministrazione dell’Ente compia un’analisi in tal senso. L’individuazione dei fenomeni gestionali che causano gli squilibri di cassa costituisce infatti il presupposto necessario per assicurare la regolarità nella gestione finanziaria. La Sezione invita, pertanto, l’Ente a monitorare la situazione di cassa, già in passato oggetto di plurimi rilievi di questa Sezione (pronuncia n.26/2013) fino all’adozione di provvedimenti idonei a ripristinare una corretta gestione finanziaria”.

Debiti fuori bilancio
Si tratta di somme non previste in bilancio, formatisi nel corso dell’esercizio finanziario (sentenze passate in giudicato, acquisizioni di beni e servizi senza impegno spese). In merito alla segnalazione della Corte dei Conti di ottobre 2014,  sul notevole ammontare di debiti fuori bilancio non tempestivamente riconosciuti dal Consiglio comunale, il nostro Ente, nell’assise dell’8-10-2014, ha riconosciuto debiti fuori bilancio per la complessiva somma di 153mila191,85 euro.
La Sezione su questo argomento osserva che, nel caso di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive, il significato del tempestivo provvedimento in Consiglio non è quello di riconoscere una legittimità del debito che già esiste, ma di ricondurre al sistema di bilancio un fenomeno di rilevanza finanziaria che è maturato all’esterna di esso. Nonostante l’avvenuto riconoscimento del debito di 153mila191,85 euro, si evince il perdurante mancato controllo di tale fenomeno da parte dell’Ente, reso evidente dall’assenza di un apposito stanziamento per affrontare l’onere connesso a possibili situazioni debitorie fuori bilancio. Stanziamento che, pur non obbligatorio, è opportuno al fine di assicurare la copertura ai debiti fuori bilancio insorti, per l’adozione delle misure di riequilibrio necessarie a effettuare i pagamenti nei termini di legge.
La Corte dei conti ha inoltre disposto che la pronuncia (arrivata al protocollo del Comune il 19 febbraio 2015) venga pubblicata sul sito internet dell’amministrazione comunale. Noi, finora, non l’abbiamo ancora vista.    
             
           
  
  




mercoledì 25 marzo 2015

Calvizzano “pulita”

Per la serie al Comune lavorano quasi sempre le stesse ditte? Perché  per gli affidamenti diretti dei lavori non viene adottato il criterio del sorteggio o quello della rotazione? 



I fatti

24 maggio 2013. Con determina 37 della responsabile del Settore Affari Generali, Margherita Mauriello, viene impegnata la somma di 4mila300 euro (5.203 euro comprensivo di iva), per allestimento nuova biblioteca comunale (trasporto libri e suppellettili, pulizia, eccetera). I lavori vengono affidati alla ditta “La Duemila” con sede in via Vittorio Emanuele, 7 a Calvizzano.

6 giugno 2013. Con determina 46 della Responsabile del Settore Affari Generali, Margherita Mauriello, viene impegnata la somma di 2mila667,13 euro per l’allestimento e pulizia della sala consiliare (seduta di insediamento amministrazione Salatiello). Lavori affidati alla ditta “La Duemila”.

16 settembre 2013. Con determina 96 del Capo settore dell’Ufficio tecnico, Lorenzo Tammaro, viene liquidata la di 4mila479euro oltre iva, per i lavori di allestimento seggi elettorali e tabelloni propaganda elettorale, affidati alla ditta “La Duemila”.

13 gennaio 2014. Con determina 4 della responsabile del primo settore, Margherita Mauriello, viene liquidata la somma di 4mila853,65 euro comprensiva di iva, alla ditta “La Duemila”, alla quale era stata affidata la pulizia straordinaria dei locali sottostanti la Casa comunale, adibiti ad archivio di deposito atti.    

20 giugno 2014. Con determina 78 dell’Ufficio tecnico viene liquidata la spesa per i lavori di allestimento dei seggi elettorali e tabelloni propaganda elettorale elezioni europee, affidati alla ditta Davide Giuseppina con sede a Calvizzano in via Cilea. Somma liquidata: 3.590 euro oltre iva.

4 settembre 2014. Con determina 87 della responsabile del Settore Affari Generali, Margherita Mauriello, viene liquidata la fattura di 3mila500 euro alla ditta Davide Giuseppina, per le spese di pulizia straordinaria effettuata nei locali del Centro sociale Anziani “Don Crescenzo Grasso” sito nel Palazzo Ducale in largo Caracciolo.

2 febbraio 2015. Con determina 11 dell’Ufficio tecnico a firma del capo settore Lorenzo Tammaro, viene liquidata alla ditta Davide Giuseppina la somma di 955 euro oltre iva, per lavori di manutenzione e messa in sicurezza degli alberi di via Ritiro e viale della Repubblica.

25 febbraio 2015. Con determina 30 della responsabile del Settore Affari Generali, Margherita Mauriello, viene liquidata alla ditta Davide Giuseppina, la fattura di 3mila660 euro comprensiva di iva per le spese di pulizia ordinaria del Centro Sociale Anziani “Don Crescenzo Grasso”   (periodo fine giugno fine dicembre 2014).
Non sarebbe da escludere che dietro certe ditte, nonostante si siano accreditate con nome diverso, potrebbero esserci le stesse persone.

La nostra opinione   

La ditta Davide Giuseppina (lo stesso ragionamento si potrebbe fare per tutte le altre imprese che hanno lavorato finora a Calvizzano) è stata ammessa nell’elenco dei fornitori e delle ditte di fiducia dell’amministrazione ad aprile 2014 con le seguenti categorie: ES3, EL20, EL40.   
ES3 significa che l’impresa è abilitata a effettuare servizi di pulizia, derattizzazione, disinquinamento, disinfestazione, servizi di igiene urbana, raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti urbani, pericolosi, eccetera. Con la sigla ES3, nell’elenco 2014 (senza tener conto degli elenchi 2012 e 2013 che sono ancora validi perché durano tre anni) sono iscritte altre 7 ditte: RGI di Mugnano, Interflora di Melito, Global Service di Napoli, Ecosistem di Nusco, Fly Services di Pozzuoli, Barbato Services di Napoli, Angeva Servizi di Marano. Tutte imprese, tranne Interflora (alla quale fu affidata la cura del punteruolo rosso della palma di piazza san Pietro), che non avrebbero mai lavorato per il nostro Comune, mentre Davide Giuseppina, in meno di un anno, ha avuto commissionato 4 lavori. Identico discorso varrebbe per le ditte accreditate con le sigle EL20 ed EL40.
Se esiste, dunque, un albo al quale possono iscriversi anche ditte forestiere, perché per gli affidamenti diretti dei lavori non si adotta il criterio del sorteggio o quello della rotazione?


martedì 24 marzo 2015

Ricorsi contro Wind, finora spesi  circa 6mila700 euro

Per i due ricorsi contro la Wind Telecomunicazioni, sulla questione del ripetitore di telefonia mobile di via Scarlatti, finora sono stati impegnati 9mila697,60 euro e spesi circa 6mila 700 euro.  Partiamo dal ricorso al Tar che ha visto soccombere il nostro Comune. Recentemente sono stati liquidati 3.187, 60 euro, come stabilito dalla sentenza, all’avvocato Giuseppe Sartorio, difensore della Wind, a titolo di spese processuali (2mila euro) oltre “accessori come per legge” (così è scritto nell’atto del caposettore Margherita Mauriello). Qualche mese fa, invece, fu liquidata la fattura di 2.500 euro, per competenze attività professionale prestata dall’avv. Rosa Lauro Di Maro (incaricata dal Comune con decreto sindacale del 25-02-2014) nella vertenza al Tar Comune-Wind Telecomunicazioni.
Dopo aver perso al Tar, il Comune ha prodotto ricorso al Consiglio di Stato contro Wind,  conferendo l’incarico, all’avvocato Dario Cuomo, al quale è stato liquidato un acconto di mille euro (prelevati dai 4mila impegnati) per le spese di giudizio.


In ricordo dell’imprenditore solidale e dell’artista di talento Pasquale Di Maria, a un anno dalla sua morte



Il 24 marzo 2014 moriva, a soli 57 anni, nel pieno della maturità, Pasquale Di Maria, imprenditore gentiluomo ed elegante: “napoletano di nascita e sentimenti, ma anche di ironia e disincanto”, come scrive Ettore Gentile D’Avargàn, nella prefazione al libro di raccolta dei quadri più significativi di Di Maria, dipinti nella sua breve ma intensa attività artistica. In quindici anni ha disegnato 140 pitture: tutti autentici capolavori, a detta dei critici. Al suo capezzale si recarono diverse centinaia di persone provenienti da tutta Napoli e provincia per rendergli l’ultimo omaggio. Perché chiunque ha conosciuto Pasquale Di Maria, sia nel ruolo di imprenditore che in quello di artista, difficilmente lo dimenticherà. Pasquale era un Geniale.  Lo dicono i fatti.
“Pasquale – scrive D’Avargàn – è giunto tardi alla pittura, in un’età, 42 anni, in cui la consapevolezza delle scelte spinge all’assunzione di responsabilità, soprattutto nei confronti di una disciplina che (per il suo pieno dispiegarsi) richiede esperienza e pratica di metodo, di tecnica, di temi. Vi è giunto sollecitato da emozioni e sentimenti incontrati e vissuti discretamente….Significative, tra le tele di Pasquale, quelle in cui la semplificazione delle forme e della composizione riduce la gamma cromatica, ed i colori usati parlano (non gridano) un linguaggio che invita alla riflessione”. 
Il modo migliore per ricordarlo potrebbe essere quello di allestire una mostra dei suoi quadri nella sala consiliare del Comune di Calvizzano.
 



lunedì 23 marzo 2015

Tariffe acqua, affidati a una società esterna gli adempimenti presso l’Autorità dell’Energia

Era proprio necessario spendere circa 12mila500 euro? Tale compito non poteva essere assolto dai funzionari del Comune?

Dopo il gran casino delle tariffe dell’acqua e delle cifre sballate inserite in bilancio, i contribuenti possono esser certi che nelle loro case non arriveranno bollette di conguaglio per i consumi relativi agli anni 2013 e 2014? Neanche un mago, a  nostro avviso, sarebbe in grado di fornire la giusta risposta. Proviamo a far capire qualcosa, pur essendo consci che nell’affrontare questioni prevalentemente tecniche si rischia di annoiare i visitatori e di non essere letti. Tra l’altro, come organo d’informazione, non potevano trascurare un argomento come quello delle tariffe idriche che serve anche a far comprendere tanti aspetti “amari” e “bui” della vita politico-amministrativa e gestionale di questa città.  
Partiamo dalla questione tariffe. Nel 2012 viene calcolato che la tariffa dell’acqua per uso domestico debba essere di 0,50 euro a metro cubo, mentre quella per l’eccedenza o altri usi di 1,62 euro a metro cubo. Nel 2013, siccome avviene una sostanziale variazione dei costi di approvvigionamento (l’acqua da pagare al fornitore Eni Acqua Campania) la tariffa per uso domestico passa da 0,50 euro a 0,90 euro a metro cubo, eccedenza e altri usi a 1,80 euro a metro cubo. Le tariffe 2013, calcolate dal responsabile del servizio acquedotto dell’epoca Francesco Paolone, vengono approvate dal Commissario straordinario con delibera 22 del 20 maggio 2013. A giugno 2013, però, s’insedia l’amministrazione Salatiello che, per scelta politica, ritiene di inviare le bollette dell’acqua ancora con le tariffe del 2012, cioè 0,50 euro a metro cubo. Tutto ciò avviene, però, senza aver annullato in autotutela la delibera commissariale (l’atto in cui è stabilito che la tariffa è di 0,90 euro a metro cubo) e aver redatto un nuovo documento dove viene motivata la scelta politico-amministrativa. Nel frattempo, la nuova amministrazione affida la responsabilità dell’ufficio acquedotto al ragioniere capo Salvatore Sabatino (togliendola al Paolone), il quale ritiene di avvalersi di una consulenza esterna per gli adempimenti di legge presso l’Autorità dell’ Energia AEEG e l’attività di supporto per il calcolo della nuove tariffe dell’acqua (nel 2014 restano identiche a quelle del 2013). Consulenza che viene affidata allo studio legale associato CGA con sede a Qualiano, per un importo di 10mila300euro oltre iva e cassa professionale. Allo stesso studio viene chiesto anche un parere pro-veritate  sull’applicabilità della delibera 22 del 20 maggio 2013 (quella della tariffa a 0,90 euro a mc., per intenderci) del Commissario straordinario Ornella Vosa.

Prima domanda. Come mai un capo settore, che oltre all’ottimo stipendio di funzionario, la massima posizione organizzativa (12mila 900 euro annui) e la misura massima del premio di risultato (25% di 12.900 euro) e al quale il sindaco voleva addirittura assegnargli l’alta professionalità, si serve di una consulenza esterna per il calcolo della nuova tariffa? Da tener presente che all’ufficio tributi, recentemente è stato assunto un istruttore tecnico direttivo (dottor Vittorio Marino) che ha esperienze pregresse in materia di tasse e tariffe, avendo ricoperto ruoli di capo settore in diversi Comuni della Campania.

Ecco come motiva il ragioniere capo il ricorso al servizio di supporto fornito dallo studio CGA (determinazione 20 del 26 giugno 2014).

…gli Enti locali, entro il 31 marzo 2013, avrebbero dovuto trasmettere all’Autorità per l’Energia Elettrica e, contestualmente, all’Ente d’Ambito competente per il territorio, la tariffa predisposta, inviando in formato elettronico (a questo punto elenca una serie di documenti)…il Comune di Calvizzano non ha ancora provveduto a determinare la tariffa idrica sulla base della deliberazione AEEG n° 88 del 28 febbraio 2013…”  

Seconda domanda. E il responsabile dell’ufficio acquedotto dell’epoca, Francesco Paolone, di cosa si interessava? Non avendo, dunque, raggiunto l’obiettivo sarebbe interessante sapere se ha ricevuto o meno il massimo del premio di risultato.

“… atteso  - continua l’atto del responsabile dell’ufficio tributi - che la delibera del Commissario straordinario n.22 del 20 maggio 2013 è ispirata al criterio di equiparare i costi ai ricavi, ma non risulta rispettosa dei tempi e delle modalità di determinazione della tariffa idrica, secondo lo schema tracciato dall’AEEG, lasciando inalterato il criterio del minimo impegnato; rilevato che è necessario procedere all’adeguamento delle tariffe…; ravvisata la necessità di adottare una Carta dei Servizi…; considerata la particolare complessità dell’opera da realizzare, nonché per carenza di un funzionario tecnico interno, per la difficoltà di rispettare i tempi imposti dalla deliberazione dell’AEEG e per la difficoltà e la specificità dei calcoli richiesti (non potevano essere prodotti  dall’ufficio tecnico?, Ndr), si ritiene opportuno e necessario individuare un professionista esterno, aventi funzioni di supporto al Responsabile del Procedimento (rup che è Salvatore Sabatino, ndr)”.

Terza domanda. Tale compito non poteva essere assolto dai funzionari del Comune?
Nel parere pro-veritate, redatto dallo studio legale CGA e consegnato già diversi mesi fa al Comune, i legali fanno presente le diverse criticità emerse nella delibera commissariale, in base alle quali, a loro parere, potrebbe essere praticata l’opzione del provvedimento di annullamento della delibera stessa (la 22 del 20 maggio 2013).

Quarta domanda. Perché al Comune non hanno ancora provveduto ad annullarla?  

Ma con l’annullamento della delibera commissariale sarebbe scongiurato l’arrivo di bollette conguaglio relative ai consumi idrici 2013 e 2014?
            

   

domenica 22 marzo 2015

In ricordo di Cristofaro Agliata, infaticabile uomo del fare



Un anno fa lasciava prematuramente il mondo terreno, Cristofaro Agliata. Aveva cinquantacinque anni. Lo vogliamo ricordare con un articolo-intervista che pubblicammo a maggio del 2010. All’epoca, Agliata  rivestiva il ruolo di assessore nella giunta Granata.  Era  un momento di turbolenza politica, per la nascita di Calvizzano Futura, un movimento nelle fila della maggioranza che diede filo da torcere a Granata

Ha quasi cinquantuno anni, sposato, con due figli, dipendente della Banca Nazionale del Lavoro: si è iscritto in tarda età all’università, ma si è messo d’impegno e, ora, sta per laurearsi in giurisprudenza. Nel frattempo, Cristoforo Agliata, consigliere comunale nelle fila della maggioranza che appoggia il sindaco Granata, non ha trascurato sia l’impegno sociale (è sempre pronto a tendere una mano agli ultimi) che quello politico: oggi riveste anche il ruolo di assessore con deleghe ai Servizi sociali, Arredo urbano e monumenti, Anziani e Protezione civile. Ma qual è la storia politica di questo singolare personaggio tanto amato da chi l’ha conosciuto profondamente, ma anche tanto criticato da diversi suoi denigratori?
Cristoforo Agliata è stato segretario dei giovani socialisti e segretario della sezione locale dei socialisti ai tempi di Craxi e del “vicerè di Napoli” Giulio Di Donato: oggi milita, seppure con non tanta convinzione, come lui stesso ammette, nell’Udc di Casini, solo per l’amicizia che lo lega al presidente del consiglio comunale Salatiello e al consigliere regionale Iacolare. Agliata, infatti, “ama” Berlusconi (lo considera il miglior leader politico del mondo) e ritiene il Pdl il partito più affine alle sue idee politiche.  Agliata, dal 1993, è sempre stato eletto consigliere comunale, tranne la tornata elettorale del 2003, dove è risultato il primo dei non eletti della lista Salatiello. Ha sempre preso molti voti, poiché cura il suo elettorato trecentosessantacinque giorni all’anno. Si considera un “salatielliano doc”, anzi un fedelissimo, come ama definirsi, dell’ex sindaco: “non l’abbandonerò mai – dice – perché Salatiello, oltre ad avere capacità politiche di gran lunga superiori a tanti politici nostrani, ha il pregio di delegare e far crescere chi gravita nel suo entourage. Salatiello sa prendersi le sue responsabilità ed ha un coraggio amministrativo, che ha finora dimostrato, non riscontrabile in nessun amministratore del presente e del passato”.
Non ha peli sulla lingua Agliata: dice quello che pensa, senza rendersi conto, però, che, molte volte, sparare a zero su qualche personaggio della vita politica locale, potrebbe rivelarsi una sorta di boomerang e ritorcersi contro la sua persona.

La crisi politica - dice – con un poco di buona volontà, da parte di tutti i 13 consiglieri comunali, poteva essere evitata. Adesso, ognuno deve scendere dal suo piedistallo e compiere un atto di buona volontà. I 6 di Calvizzano futura devono rendersi conto che il solo programma legittimato ad essere attuato è quello votato da oltre 4800 elettori che si sono espressi a favore della lista Calvizzano democratica e del sindaco Granata, mentre il loro non ha legittimità né politica né amministrativa”.

Da assessore si è subito attivato per mettere in campo diverse iniziative e programmarne tante altre.

Ho rispolverato – continua – la carta dei servizi sociali che è stata distribuita nuovamente ai cittadini; ho fatto stampare e distribuire diverse migliaia di copie di un calendario dei servizi sociali e ho contribuito ad aprire un Centro ascolto adolescenti presso la scuola media. Come Comune abbiamo collaborato con la Caritas locale, per aiutare le famiglie indigenti; inoltre è partito un programma di assistenza socio-sanitaria sia per gli anziani sia per i disabili ed è decollata pure, in collaborazione con la parrocchia e l’istituto comprensivo Polo, la prima annualità del progetto di educativa territoriale che consiste nel promuovere e sostenere le attività educative, culturali, sportive e ricreative a favore dei minori di età compresa tra i 6 e i 18 anni. Stiamo approntando la gara per il soggiorno estivo degli anziani ed è in programmazione la colonia estiva per i minori disabili. Nell’ambito della legge regionale 328, conto di aprire un punto di ascolto anche presso il Centro sociale anziani, per cercare di alleviare i tanti problemi legati alla sfera della terza età, e di attivare il Pony express della solidarietà che servirà ad aiutare quei vecchietti, ad esempio, che non possono recarsi alla posta a prelevare la pensione, in farmacia a spedire le ricette o dal salumiere a fare la spesa. Per quanto concerne l’arredo urbano, ho fatto sistemare la piazza principale, corredandola di panchine e piante ed è in procinto anche la sistemazione di largo Caracciolo. A breve partirà anche la protezione civile intercomunale: Calvizzano metterà a disposizione i locali, mentre Marano fornirà gli arredi e le attrezzature. Sono previste pure lezioni di protezione civile, all’interno della scuola media”.

Ma gli impegni di Agliata non finiscono qui. L’assessore pluridelegato ama anche l’arte e la ricerca storiografica: ha raccolto una pila di documenti e di appunti ed è intenzionato a scrivere un libro sulla storia amministrativa di Calvizzano, nel quale vengono riproposti anche aneddoti curiosi del passato e annoverate tradizioni locali ormai perse.

A parte la solidarietà che era un suo chiodo fisso, Agliata fu uno degli organizzatori dei festeggiamenti in onore di Santa Giulia Salzano a cui era molto devoto. Insieme al sindaco Granata e alle autorità religiose e civili, il 27 febbraio 2011 accolse il corpo della Santa (canonizzata il 17 ottobre 2010) nella piazzetta antistante l’Istituto delle suore di via Ritiro
“Per noi – affermò Cristofaro Agliata – è un evento indimenticabile, anche perché una reliquia della Santa resterà custodita all’interno dell’ex orfanotrofio”.

Il 12 luglio 2011 organizzò il Sanitel-Day, una giornata dedicata alla prevenzione e alla cura di patologie della terza età. In quell’occasione fu allestito un ambulatorio mobile in piazza dove fu possibile misurare gratuitamente la pressione e la glicemia.

A febbraio 2013, si rese promotore dell’iniziativa pro Telethon (il Comune concesse il patrocinio morale), per raccogliere fondi da destinare alla ricerca scientifica per la cura della distrofia muscolare e altre malattie genetiche.

Nove passi per una Città  Amica di bambini e adolescenti 

Su proposta di Cristofaro Agliata, il nostro Comune, a dicembre 2013, aderì al progetto dell'Unicef  "Città  Amiche delle  bambine/ bambini e  degli adolescenti".  
“Per portare avanti il nostro progetto – affermò Cristofaro Agliata - prenderemo a riferimento i primi nove passi ideati dall'UNICEF, per la costruzione delle Città amiche delle bambine e dei bambini. Tutti i punti sono interdipendenti tra loro e puntano sull'obiettivo di migliorare la vita delle bambine e dei bambini nella città. Il primo passo, però,  -  la promozione della loro partecipazione attiva - è fondamentale per l'intero processo.
Una delle sue ultime iniziative fu quella di raddoppiare i minori a rischio in semiconvitto presso le suore dell’Istituto del Buon Consiglio di via Ritiro. 
“Abbiamo fatto questa scelta – chiarì Agliata – per avvalorare il nostro impegno verso le categorie deboli del territorio, affidando i minori a una struttura che da sempre rappresenta un punto di forza considerevole nella formazione etica ed educativa dei fanciulli”.

Recentemente gli è stato dedicato il museo parrocchiale.

“Non abbiamo avuto alcun dubbio – afferma don Ciro, parroco della Chiesa Sanata Maria delle Grazie – nel decidere a chi dedicare il museo. Cristofaro, da esperto di storia locale, nonché appassionato di restauro, ci ha sempre spinto in questa direzione: questo luogo di arte antica e di cultura storico-religiosa, lo ha voluto fortemente lui. Cristofaro, prima di morire mi ha indicato dove poter reperire gran parte del materiale che ha arricchito questa esposizione permanente”. 

25 luglio 2014, Rossella Agliata, figlia di Cristofaro, scrive su facebook: “Ci sono dei vuoti incolmabili…nulla sarà più come prima…io non sarò più come prima…e il dolore della mancanza è lacerante”.


sabato 21 marzo 2015

Via Alveo Camaldoli, da poco aperta al traffico è già una pattumiera


Foto scattata il 21 marzo alle ore 10.00 nel tratto di confine tra il Comune di Calvizzano e quello di Villaricca

Bisogna far presto a installare le telecamere su questa strada intercomunale, perché rimane l’unico modo per scoraggiare i delinquenti degli sversamenti abusivi dei rifiuti.
Raffaele Cacciapuoti, assessore ai Lavori Pubblici a Villaricca, in un’intervista rilasciata recentemente al nostro blog, ha dichiarato che una parte dei 480mila euro dei fondi Pit rimasti, saranno utilizzati, entro il 2015, per l’installazione delle videocamere sul tratto di strada di competenza del suo Comune. L’amministrazione Salatiello, invece, il mese scorso ha formulato le direttive politico-amministrative ai 7 responsabili di settore, indicando come priorità l’istituzione della videosorveglianza sul tratto di via Alveo Camaldoli, ricadente nel territorio calvizzanese. Telecamere che, purtroppo, non sono state previste nel Progetto sicurezza del quale fanno parte i Comuni che gravitano nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”,  perché l’anno scorso, quando la Regione ha programmato i fondi e istituito il bando, via Alveo Camaldoli era ancora chiusa al traffico. Per questo motivo, Calvizzano deve reperire le risorse nelle pieghe del bilancio 2015.  

  

Fratelli d’Italia fa sul serio

E’ il terzo manifesto nel giro di pochi mesi fatto affiggere dai seguaci della Meloni. E il Pd, il partito più strutturato sul territorio? Sonnecchia?

Fratelli d’Italia  per un’ennesima volta va all’attacco dell’amministrazione Salatiello. Lo fa con un manifesto pungente, una sorta di lettera aperta al sindaco, attraverso la quale lo si invita a dare risposte su alcune problematiche emerse in questi primi 21 mesi di governo Salatiello. La prima stoccata  va proprio al sindaco e al presidente del Consiglio comunale, rei di percepire stipendi gonfiati: “non essendo arrivata alcuna smentita alla questione già posta su un precedente manifesto – scrivono – si deduce che chi tace acconsente!!!”.
Poi toccano di nuovo la questione acqua. I seguaci della Meloni chiedono al Primo cittadino di spiegare alla città come mai l’Idro-Tech, la società che gestisce il servizio idrico, per la lettura di ogni contatore, a Calvizzano percepisce 3 euro  mentre a Marano, per lo stesso servizio, riscuote 0,79 euro.
“In ossequio alla verità – proseguono - andrebbe spiegato ai cittadini che fine ha fatto la fantomatica farmacia comunale. Sarà mai arrivata la risposta del Tar che il sindaco, in un consiglio comunale di dicembre scorso, disse di aspettare?”

La frecciata finale è sule tasse: “siamo – concludono – il paese del comprensorio a Nord di Napoli con la Tasi più alta. E non è vero che l’ha aumentata il commissario straordinario, ma quest’amministrazione”.

venerdì 20 marzo 2015

Calvizzano di ferro…

Al Comune, per le opere in ferro, finora si sarebbero serviti quasi sempre delle stesse ditte

I fatti

13 maggio 2013. L’ufficio tecnico affida alla ditta Sud Fer di Salvatore Agliata, con sede in via Consolare Campana 154 in Villaricca, la realizzazione di una barriera metallica in via Martiri di Kindu, al prezzo di 910 euro oltre iva.

5 dicembre 2013. L’ufficio tecnico impegna una spesa di 3mila65 euro comprensiva di iva per i lavori di installazione di una barriera fissa (sbarra metallica) per la chiusura al traffico di via Eduardo De Filippo. I lavori vengono affidati alla ditta Sud Fer.

30  dicembre 2013. L’ufficio tecnico impegna una spesa di 2.614,30 euro oltre iva per alcune opere in ferro e altre sistemazioni sia nella casa comunale che all’Istituto Polo. Lavori affidati alla Sud Fer.

26 Giugno 2014. L’ufficio Attività produttive impegna una spesa di 3mila904 euro iva inclusa, per la fornitura e la posa in opera di pannelli zincati da sistemare in via Galiero in occasione della colonia estiva. I lavori vengono affidati alla Sud Fer. Ma vi è di più: il responsabile dell’Ufficio Attività Produttive, Francesco Paolone, il 27 giugno,  il giorno dopo la pubblicazione della determina di impegno spesa, predispone anche l’atto di liquidazione.

29 luglio 2014. L’ufficio tecnico affida  a Sud Fer la realizzazione di opere in ferro i cui lavori terminano il primo agosto. Somma liquidata: 2mila490,13 euro.

18 novembre 2014. L’ufficio tecnico liquida alla ditta SAFI FER di Immacolata Agliata con sede in via Maioni a Qualiano la fattura di 1.752,58 euro oltre iva per i lavori (affidati il 28 ottobre 2014) di ripristino e messa in opera dei paletti in ferro in via Baracca.  La ditta SAFI FER si è iscritta nel 2014 nell’elenco dei fornitori e delle ditte di fiducia dell’amministrazione. Nell’elenco risulta ubicata al seguente indirizzo: via Campana- Villaricca (non viene riportato il numero civico. Dimenticanza?).

29 dicembre 2014. Vengono aggiudicati i lavori di recinzione in ferro dei campi da tennis, poiché era stata indetta una gara d’appalto con procedura negoziata. Lavori che vengono affidati alla società cooperativa  Aurora ’78 con sede a Marano in vico Casa Giarrusso 34, per un importo di 7mila859,81 euro (oltre iva), al netto del ribasso dell’1,50 per cento. 
In nome della trasparenza, attendiamo ancora la pubblicazione del verbale di gara dal quale si evince quanti altri operatori sono stati invitati a presentare le loro offerte; il nome delle ditte invitate e i relativi ribassi presentati.
Cosa che è stata fatta in occasione dei lavori di allargamento di via San Pietro, aggiudicati alla società Appalti & Services. In quell’occasione non abbiamo esitato più di tanto a elogiare l’Ufficio tecnico.  Perché questa volta non è stato pubblicato il verbale di gara richiamato nella determina 198 del 29 dicembre 2014?    

13 febbraio 2005. L’ufficio tecnico liquida  a SAFI FER  la spesa di 2.0108,76 euro oltre iva per lavori di manutenzione all’Istituto Polo.

25 febbraio 2005. Nello stesso giorno il responsabile del Settore Patrimonio e Attività Produttive, Francesco Paolone, impegna la spesa e dispone la liquidazione per un importo di 524 euro oltre iva alla ditta SAFI FER  per la fornitura e la posa in opera di materiale per interventi presso la casa comunale.

Ci sarebbero tante cose da aggiungere. Questa volta, però, lasciamo a voi le riflessioni.