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lunedì 22 dicembre 2014

Intitoliamo via Peep a Federico Del Prete, vittima della camorra

 
Federico Del Prete


strada Peep
                                                

L’idea non è buttata a caso, ma nasce da alcune considerazioni. La prima. La strada, che unisce via Aldo Moro  con via Pietro Nenni (zona cooperative), non ha ancora un nome. L’appellativo  Peep  gli fu affibbiato ai tempi dell’amministrazione Pirozzi, quando fu costruita, perché prevista su un suolo rientrante nel piano di edilizia economica popolare.
La seconda.  A gennaio prossimo dovrebbe partire il mercatino rionale che si svolgerà lungo questa strada. Federico Del Prete, nativo di Frattamaggiore, era un “mercataro” che, oltre a vendere capi di abbigliamento nel suo stand,  rappresentava sindacalmente i venditori ambulanti. Fu ammazzato dalla camorra il 18 febbraio 2002 a Casal di Principe, in quanto ebbe il coraggio di denunciare gli abusi e le irregolarità amministrative riscontrate nel corso dei mercati settimanali fino a spingersi a far luce sulle estorsioni di cui erano vittime i venditori ambulanti. Intitolare questa strada a Del Prete, dunque, significa dire no a tutti i tipi di strapotere, ma anche lottare per i propri diritti a costo di farsi ammazzare.
Questa nostra proposta la presenteremo alla nuova Commissione Toponomastica che dovrebbe insediarsi a breve, così come facemmo anni fa come associazione “Impegno morale” per Via Luigi Galiero e Via Morra (all’epoca la Commissione toponomastica era presieduta dal compianto avvocato Carandente Giarrusso che non esitò ad accogliere le nostre idee) e come abbiamo fatto nel 2009 come blog per via Raffaele Granata e per via Otello Di Maro.


E’ la chiesa di San Pietro la più antica della città

Fu il compianto sacerdote don Giacomo Di Maria, negli anni ’80, ad annunciare la sua importante scoperta archeologica che, oggi, potrebbe essere avvalorata dal recente ritrovamento, in zona San Pietro, di un antico tracciato romano. La chiesetta, qualche anno fa,  è stata pure restaurata in buona parte con il contributo dei fedeli

                                                                Chiesa di San Pietro

Una importantissima scoperta archeologica rivoluzionò verso la fine degli anni ’80 la storia religiosa e sociale di Calvizzano. La prima parrocchia calvizzanese è quella di San Pietro e non come hanno sempre affermato gli storici,  quella di San Giacomo Apostolo, risalente al 911, i cui resti (si possono osservare percorrendo il tratto calvizzanese di via Raffaele Granata) versano in uno stato pietoso, tra l’altro sepolti da arbusti ed erbacce. L’analisi ai raggi infrarossi dell’affresco absidale (recentemente riparato) che spicca all’interno della chiesetta permise di risalire al significativo risultato. Le spese se le accollò lo studio di archeologia di Nicola Severino. Dall’attento esame delle fotografie  emersero particolari importanti che fecero rilasciare alla dottoressa Maria Laura Raimondi, la seguente dichiarazione: “già da un primo esame del dipinto ci si è resi conto delle modifiche varie che hanno interessato la superficie affrescata; è facile immaginare, infatti, come attraverso i secoli quasi mai si sia pensato di rispettare le opere più antiche. Così, oltre ai mutati gusti, che esigevano forme nuove, contemporaneamente si imponevano opere di restauro e ristrutturazione che hanno inevitabilmente e ulteriormente intaccato la superficie pittorica. Numerose, quindi, le immagini che traspaiono dal fondo del dipinto, ma comunque difficili da decifrare e soprattutto da ricollegare nel giusto ambito cronologico. Si è cercato, dunque, di porre l’attenzione sugli unici elementi che sembrano riferirsi alla fase più antica della decorazione. Sono stati particolarmente analizzati i piedi della figura centrale, rappresentante appunto la Vergine Maria, e in particolare il piede sinistro. Tali elementi appaiono riutilizzati come risulta evidente dalla resa pittorica tesa a una decorazione estremamente lineare con disegno semplice tracciato in ocra su fondo bianco. Da qui la quasi certezza che anche l’immagine rappresentata fin dalle origini fosse quella della Madonna con Bambino; tema iconografico presente nelle decorazioni paleocristiane già dal terzo secolo d.C. Ma per avere la certezza bisognerebbe esaminare la struttura edilizia dell’abside e la preparazione parietale, cosa al momento tecnicamente impossibile”      
La lettura attenta della relazione della dottoressa Raimondidichiarò a gennaio del ’93 lo storico nonché canonico Giacomo Di Maria (si spense il 24 giugno del 1997 all’età di 85 anni) al giornalista de il Giornale di Napoli che lo intervistò – porta a una riflessione quasi sillogistica: se il primo nucleo abitato , villaggio, casale (che poi diventerà Calvizzano) sorse sul territorio vicinissimo alla superba via Consolare Campana (o Campana) ne consegue che i calvizzanesi ben presto aprirono un luogo di culto, cioè la prima chiesetta. Quindi la vera o prima Chiesa degli Avi è proprio la Chiesa di San Pietro (nei cui pressi sorse l’ormai distrutto casale Patrusciano) e non quella di San Giacomo”.
In quell’occasione, Di Maria spiegò anche perché, secondo lui, sull’affresco compare l’immagine di San Pietro e San Paolo. Essi, come dicono gli atti degli apostoli, sostarono sicuramente a Pozzuoli e per far ritorno a Roma passarono per la via Consolare Campana. I primi calvizzanesi potettero appurarlo attraverso gli insegnamenti degli altri, da qui la raffigurazione.

Il sacerdote fu molto lungimirante, tant’ è che la sua tesi oggi potrebbe essere suffragata dalla recente scoperta di un vecchio tracciato di epoca Romana, venuto alla luce sull’attuale via Calamandrei, durante gli scavi dei lavori fognari. Non è da escludere che quest’antica strada avrebbe potuto essere una diramazione della via Consolare Campana che conduceva proprio dalle parti della chiesa di San Pietro.  

                     
          Reperti dell'antica chiesa di San Giacomo: nella foto soprastante come appaiono attualmente coperti da una folta vegetazione

domenica 21 dicembre 2014

350 poveri a cena da don Ciro

Grande evento di solidarietà alla chiesa Santa Maria delle Grazie di Calvizzano. Alla rituale cena dei poveri, quest’anno svoltasi nella serata di sabato 20 dicembre, hanno partecipato più di 350 persone indigenti di Calvizzano, una cinquantina in più dell’anno scorso, segno che i poveri, da queste parti, sono sempre di più. Alla buona riuscita dell’evento hanno dato una mano i ragazzi dell’azione cattolica e tantissimi altri volontari.  
“Dio stasera mi ha commosso – ha scritto don Ciro sul suo profilo facebook - abbracciandomi con i fratelli più disagiati e sostenendomi con i fratelli della mia amata comunità di Calvizzano. .grazie Gesù per questo NATALE VERO”.
Grazie don Ciro anche da parte del blog per quello che fai per la nostra collettività.
Non vogliamo rovinare l’evento, che rimane di grande aiuto morale e conforto spirituale, con le solite note polemiche, ma, per completezza dell’informazione, abbiamo il dovere di rispondere agli interrogativi di tantissime persone che ci leggono.

L’iniziativa si è potuta svolgere grazie al contributo dei fedeli (sono stati raccolti circa 3mila euro) e al Comune che, oltre alla concessione del patrocinio morale, ha impegnato 2mila euro, a prova che quando don Ciro chiama Salatiello subito risponde, anche se, da indiscrezioni trapelate, si vocifera che ultimamente il parroco sarebbe rimasto un po’ scontento,  per il fatto che quest’anno, i soldi per l’incendio del campanile  sarebbero dovuti uscire dalle povere casse della chiesa. 



Con “Anima e Cuore” donato un defibrillatore alla Chiesa di don Ciro

La cerimonia di consegna dell’importante apparecchiatura elettromedicale si è svolta sabato 20 dicembre nell’aula consiliare
       Da sinistra verso destra: Edoardo Ferrillo, Angelo Di Gioia, Sergio Petti, Francesco Ferrillo

Se il Comune di Calvizzano ci mette” Anima e cuore”  per la salvaguardia della salute dei propri cittadini, il resto lo fanno EMD 118, la divisione medicale di Echoes srl specializzata in primo soccorso e cardio-protezione e la  MediFer, azienda calvizzanese venditrice di prodotti elettromedicali (tra cui il defibrillatore Heartsine) che collabora con EMD 118.
Al convegno, patrocinato dal Comune di Calvizzano, che si è svolto sabato 20 dicembre nell’aula consiliare, hanno preso parte il sindaco, alcuni rappresentanti dell’amministrazione, il parroco di Calvizzano, don Ciro Tufo, Edoardo e Francesco Ferrillo, proprietari della MediFer di via Eduardo De Filippo 11, Sergio Petti, responsabile di EMD 118, l’azienda fiorentina (Borgo San Lorenzo) che ha donato alla chiesa il defibrillatore Heartsine samaritan PAD 350P .
La ciliegina sulla torta è stata la presenza del provetto cardiologo Angelo di Gioia dell’ospedale di Giugliano, che ha delucidato in maniera semplice, ai numerosi presenti, i meccanismi fisiopatologici della fibrillazione e l’importanza di un’apparecchiatura salvavita come il defibrillatore. Di Gioia, probabilmente, curerà anche la formazione del personale abilitato all’uso del defibrillatore in custodia alla Chiesa. I fratelli Ferrillo si sono soffermati sul funzionamento e sulla facilità di impiego dei defibrillatori Heartsine. Petti, invece, ha dimostrato praticamente l’utilizzo del defibrillatore quale strumento salvavita.
Ricordiamo che secondo le statistiche riguardanti i casi di arresto cardiaco, circa il 75% delle persone colpite potrebbe avere salva la vita se si intervenisse con un defibrillatore. A fronte di tale statistica e nell’ottica di abbattere il numero di decessi, il governo si è mosso per regolamentare la dotazione di dispositivi DAE (defibrillatore automatico esterno). Il decreto Balduzzi stabilisce l’obbligo per i centri sportivi, anche non agonistici (quest’ultimi avranno tempo fino a tutto il 2015 per adeguarsi alla normativa) di munirsi di defibrillatori e di formare il personale al loro utilizzo.



sabato 20 dicembre 2014

Dopo 10 anni di ritardi e intoppi, inaugurata la strada “Alveo Camaldoli”

Stamattina il taglio del fatidico nastro effettuato da Giuseppe Salatiello e Francesco Gaudieri, rispettivamente sindaco di Calvizzano e sindaco di Villaricca, i due Comuni nel cui ambito territoriale ricade la strada
 

Da sinistra verso destra: don Ciro Tufo, i sindaci di Villaricca e Calvizzano, don Giovanni Tammaro



Raffaele Cacciapuoti, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Villaricca: “nel 2011, prima che si  insediasse l’amministrazione Gaudieri, furono stralciati dal progetto originario la pista ciclabile e il ponte sul Lavinaio. Restano, comunque, ancora circa 500mila euro che saranno spesi per realizzare via Corigliano”

Lello Topo, ex sindaco di Villaricca e attuale capogruppo regionale del Partito democratico: “hanno avuto poco coraggio. Se fossi rimasto sindaco, la pista ciclabile l’avrei sicuramente realizzata”

Giuseppe Salatiello, sindaco di Calvizzano: “la pista ciclabile la realizzeremo noi, sul tratto di nostra competenza. Siamo già in possesso di una sorta di progetto preliminare     


La ditta Corvino di Caserta, vincitrice dell’appalto dei lavori di completamento del tratto calvizzanese della strada che costeggia l’alveo, ha rispettato ampiamente i tempi previsti. In due mesi (l’assegnazione della gara è avvenuta agli inizi di ottobre), per un importo di circa 40mila euro, ha realizzato la staccionata di legno ambo i lati, l’impianto semaforico all’incrocio con via Martiri di Kindu, via Garibaldi e via Mazzini, la segnaletica verticale e orizzontale, ha ripristinato i cavi dell’illuminazione pubblica che erano stati rubati e ha effettuato i lavori di pulizia, visto che i laterali della strada erano invasi da arbusti ed erbacce. Insomma, è stato fatto alla lettera tutto quello che aveva prescritto il collaudatore, ing. Francesco Marino di Parete. Villaricca, invece, ha fatto pulire il tratto di sua competenza dalla Garden OF Flower di Varcaturo, per un importo di 4.400 euro (nel prezzo è compreso anche la potatura dei pini nel tratto di strada di Corso Italia che va dalla chiesa San Pasquale Bylon all’incrocio con la strada Alveo Camaldoli). Con l’apertura, dunque, della strada, migliorerà sicuramente la  viabilità delle due città e si ridurranno anche gli endemici intasamenti del tratto di circumvallazione esterna che va dalla rotonda di Villaricca a quella del cimitero.

      


Dei fondi stanziati (2milioni240mila euro) per l’arteria stradale resterebbero circa 500mila euro che potrebbero ritornare alla Regione qualora non dovessero essere spesi

La strada appena inaugurata è il classico esempio di cattiva amministrazione e spreco  di denaro pubblico. Per questo motivo, qualcuno ha più volte invocato le telecamere di Striscia la Notizia, mentre, a nostro avviso, occorrerebbe l’intromissione della Corte dei Conti e, forse, anche della Procura della Repubblica. Ricordiamo che la strada si compone di due tratti più o meno della stessa lunghezza di circa un chilometro: il primo, ricadente nel territorio di Calvizzano,  realizzato con fondi comunali e un finanziamento regionale, previsto dalla legge 51; il secondo, ricadente nel territorio di Villaricca, che è stato realizzato con i fondi europei PIT (Piano integrato territoriale) elargiti dalla Regione.  

La storia
Più di 10 anni fa la Regione, per spendere proficuamente i fondi europei Fesr per lo sviluppo delle infrastrutture, s’inventò i Piani integrati territoriali, meglio conosciuti con l’acronimo Pit. I Comuni decisero così di realizzare alcune strade a scorrimento veloce, con lo scopo di collegare le future aree industriali Pip dell’area giuglianese sia tra di loro, sia alla grande viabilità. Il progetto integrato della strada in oggetto fu approvato nel 2004 con delibera regionale n.549, secondo la quale a Villaricca, da Comune capofila, toccava progettare e realizzare sia il tratto di strada ricadente nel suo territorio sia la parte integrata del progetto riguardante i due Comuni. Del resto del progetto, però, non c’è traccia. Erano previsti infatti: una pista ciclabile (costo stimato 200mila euro) che doveva affiancare la via che costeggia l’Alveo per l’intera tratta di circa  due chilometri e la realizzazione di una parte di via Corigliano (avrebbe dovuto collegare viale della Resistenza, nei pressi del calzaturificio Melluso, per intenderci, con Corso Italia) con una carreggiata a doppia corsia di marcia, marciapiedi, illuminazione pubblica, che avrebbe dovuto raccordarsi con via Alveo Camaldoli, attraverso un ponte carrabile e una rotonda per lo smistamento ordinato del nuovo incrocio. Villaricca, inoltre, aveva promesso a Calvizzano che, a sue spese, avrebbe realizzato un altro ponte carrabile all’altezza di via Lavinaio (arteria di via Eduardo De Filippo, ex via Commone) per collegarla con via Alveo Camaldoli. Ponte che non è stato più costruito perché sarebbe di difficile realizzazione tecnica, come avrebbero scritto in una loro relazione i progettisti (ing. Lucio Flaminio e l’architetto Dario Bracci) del tratto di strada di competenza del Comune di Villaricca e della parte integrata (pista ciclabile, via Corigliano con relativa rotatoria al Corso Italia, eccetera).  Ricordiamo ancora che a Villaricca, per realizzare tutte queste opere, furono assegnati un milione792mila euro di risorse pubbliche ai quali si aggiunsero 448mila euro di fondi comunali (cofinanziamento), per un totale di 2milioni 240mila euro. Di questi soldi, Villaricca, finora, avrebbe speso, poco più di 1milione 900mila euro tra lavori (da 1milione68mila euro iniziali si è arrivati a poco meno di 1milione400mila euro, poiché si sono aggiunti lavori di variante per circa 200mila euro e maggiori lavori per circa 150mila euro, in quanto la strada è stata più volte vandalizzata) e spese per espropri (150.604,52 euro), di progettazione e di direzione lavori (per un totale di 150mila euro), eccetera, eccetera. Resterebbero, dunque, ancora disponibili circa 300mila euro (frutto del consistente ribasso d’asta del 34,464%), ai quali vanno sommati i circa 200mila euro che dovevano servire, come risulta dal contratto firmato tra il Comune di Villaricca e la ditta Capretto, aggiudicataria dell’appalto,  per realizzare la pista ciclabile che non è stata costruita e mai lo sarà, per quello che ci è stato riferito. Che fine faranno, dunque, questi circa 500mila euro rimasti? Ritorneranno alla Regione o saranno utilizzati per completare, una volta per sempre, le altre opere previste?


 Con i fondi Pit furono finanziate altre strade del comprensorio giuglianese che avrebbero dovuto collegare tra loro le future aree industriali: una è stata definitivamente cancellata, l’altra, a distanza di circa 11 anni dalla richiesta di finanziamento, è ancora sbarrata al traffico   


                            Strada di collegamento area Pip di Marano con il ponte Surriente

Oltre alla strada Alveo Camaldoli (aperta al traffico solo il 20 dicembre 2014), con i fondi Pit vennero finanziati alcuni tratti stradali nelle aree produttive a ridosso della circumvallazione esterna in territorio Mugnano, una nuova strada di collegamento tra l’area industriale Pip di zona San Rocco a Marano e il cosiddetto ponte di Surriente in località Qualiano, e un altro collegamento tra via Ripuaria e la zona industriale ASI di Giugliano (località Ponte Riccio). Quest’ultima, nonostante il finanziamento regionale di alcuni milioni di euro (la gara doveva essere bandita entro il 31 dicembre 2005 per non perdere il finanziamento), non è stata più realizzata: pare che l’opera fu bloccata dal genio Civile. Per la strada di collegamento tra l’area Pip del Comune di Marano e via Ripuaria, i fondi Pit elargiti dalla Regione ammontano a 1.064mila euro  ai quali va aggiunto il cofinanziameto del Comune di Marano di 234.742,68 euro e quello di Villaricca di 31.300 euro. Il contratto d’appalto con la General Costruzioni S.r.L. di Quarto (vincitrice della gara con un ribasso del 34,59% per un importo 663mila 658 euro) fu stipulato il 28 giugno 2006, ma i lavori iniziarono il 21 maggio del 2008 e il 5 giugno furono già sospesi. Ripresero il 16 febbraio 2009 e furono sospesi di nuovo il 17 luglio 2009. Il 30 luglio la strada venne posta a sequestro giudiziario poiché si ipotizzava un cattivo funzionamento della fogna sottostante. La magistratura emise diversi avvisi di garanzia: al dirigente dell’area tecnica dell’epoca del Comune di Marano, al Rup e al direttore dei lavori. Tutti e tre furono indagati per disastro ambientale. Il 21 aprile 2010 si svolse l’incidente probatorio, durante il quale, però, venne appurato che il guasto non riguardava il derivatore che separa le acque miste provenienti dalla fogna sottostante la strada Pit, ma riguardava un altro derivatore poco più distante (circa 100 metri), ubicato sul tratto di via Consolare Campana, nel Comune di Villaricca. Fu sbloccato, dunque, il cantiere ma non ripresero i lavori perché, nel frattempo, la ditta vincitrice dell’appalto fece causa al Comune, chiedendo un risarcimento danni di circa 600mila euro, ritenendosi enormemente danneggiata dal blocco dei lavori. Alla ditta, finora, sono stati pagati tre stati di avanzamenti: il primo di 241mila 564 euro euro a giugno 2009; il secondo di 166mila 353 euro il 23 settembre 2009 e il terzo di 135mila270euor il 23 febbraio 2010. La direzione dei lavori fu affidata ai tempi dell’amministrazione Perrotta all’ing. Luigi Pianese, mentre il coordinamento della sicurezza fu assegnato all’architetto Ibrahim Khader (di origine palestinese e cittadino di Calvizzano). Insomma, a distanza di 8 anni e mezzo dalla stipula del contratto, la strada è ancora chiusa al traffico, versa in condizioni disastrose ed è diventata uno sversatoio di rifiuti di ogni genere.    

Da dicembre nelle migliori librerie l’ultimo lavoro dello scrittore calvizzanese Raffaele Sivolella

Il libro può essere acquistato anche sui maggiori siti di vendita online



Ad esattamente un anno di distanza da Viveremorirerinascere, Raffaele Sivolella torna con una nuova raccolta poetica, Spirito Libero, ancora una volta pubblicata da Edizioni Progetto Cultura - Roma.
E ancora una volta l’originale e potente immagine di copertina porta la firma di Domenico Peres, giovanissimo artista originario di Vico del Gargano (FG), da qualche anno a Manoppello Scalo (PE).
Ma è un libro che, rispetto ai precedenti, segna una svolta tematica, come spiega l’autore stesso nella “Nota” a principio:
(..). Avvertivo poi forte l’esigenza di prendere le distanze dalla possibilità, purtroppo per niente remota, di essere etichettato come “scrittore del disagio mentale” o, peggio ancora, “disagiato mentale che scrive”. Con questo non voglio rinnegare una parte importante del mio passato, né il mio sincero interesse verso l’argomento – di cui continuo e continuerò comunque ad occuparmi –, semplicemente far venire il lettore a conoscenza del fatto che io sono stato, sono e sarò tante altre cose. (...)
Altro segno del cambiamento, la presentazione: non più affidata al Prof. de Notaris, ma a cura del Prof. Gaetano Coppola – Direttore e Docente del Corso di Pratica Poetica, Letteraria ed Esistenziale frequentato a Napoli dall’autore –, che così scrive:
(...) Coi suoi versi sciolti, liberi e senza orpelli ci parla con grande efficacia, ci confida il suo io e si dona con una tale forza da imporci quelle innumerevoli pause. Versi forti, a volte graffianti, a volte schiaffeggianti, capaci di scuoterci dentro e risvegliarci, versi che costringono a porsi davanti allo specchio. (...)
Versi che sono, prima di tutto, un inno alla libertà di esprimere pienamente se stessi, le proprie idee, le proprie emozioni.
Spirito Libero, che ci permettiamo di consigliare come regalo sotto l’albero, può essere ordinato/acquistato (prezzo di copertina, 10 euro) sia nelle migliori librerie che sui maggiori siti di vendita online.




venerdì 19 dicembre 2014

4 mesi di Servizio civico comunale costati alla collettività più di 100 mila euro

Se fosse andato in porto per tutto l’anno, come era stato programmato, i costi sarebbero lievitati a circa 300mila euro. Si possono spendere tutti questi soldi con strade dissestate e marciapiedi inesistenti?


Adesso abbiamo i dati certi e possiamo sviscerarli. Nel primo periodo (5 maggio- 4 giugno) sono stati impegnati 76 operatori in vari progetti per 46 ore mensili, al costo di 306, 36 euro a operatore. Totale: 23mila283,36 euro. Nel secondo (5 giugno- 4 luglio) gli operatori e i costi sono stati gli stessi: 23mila283,86euro. Nel terzo periodo (5 luglio- 4 agosto): gli operatori sono saliti a 78, per cui i costi sono lievitati a 23mila896,08 euro. Nel quarto e ultimo (5 agosto- 4 settembre): gli operatori sono scesi a 74 e i costi si sono assestati a 22mila670,64 euro. Da settembre a ottobre non si è svolto alcun servizio civico, mentre dal primo ottobre hanno lavorato solo due operatori, utilizzati per il trasporto degli alunni, per i quali è stata impegnata una spesa di 3mila676,32 euro. Spesa complessiva: 96mila809,76 euro. A questa cifra vanno aggiunti 4.573 euro versati all’Unipol, per assicurare 295 operatori della responsabilità civile verso terzi. Insomma, se il Servizio civico fosse andato in porto per tutto l’anno, come era stato in un primo momento programmato, sarebbero stati spesi circa 300mila euro. Può un Comune di piccole dimensioni come Calvizzano permettersi di impegnare cifre così elevate? Attenzione: il Servizio civico comunale è un’ottima iniziativa, in special modo per la parte che riguarda l’assistenza (ore integrative rispetto a quelle previste dall’assistenza domiciliare integrata) agli anziani, agli adulti e ai minori in difficoltà, ma per portarlo avanti, come direbbero  al Nord, servono i danè. Spendere tutti questi soldi, quando poi le strade sono tutte impraticabili e, in diversi posti della città, mancano ancora i marciapiedi, appare un marchiano controsenso. In tutte le realtà che funzionano si pensa prima a risolvere la sicurezza della città e poi ci si concentra su altri servizi, comunque utili.  

giovedì 18 dicembre 2014

Tra il sindaco e la preside sembra sia tornato il sereno



 Saldato il debito che la Scuola aveva con il Comune, in virtù dei soldi anticipati dall’ente municipale per i pasti degli insegnanti e dei dipendenti. Intanto, si vocifera che la preside a fine anno andrebbe a dirigere un altro Istituto comprensivo

foto che pubblicammo all'epoca della querelle


Il sindaco Giuseppe Salatiello e la dirigente scolastica dell’Istituto Polo, Armida Scarpa, dopo le note vicende dell’inizio di quest’anno, hanno ripreso a dialogare. Ma si tratta di un riappacificamento sincero o  velato da rancori pregressi mai sopiti?  Ricordiamo che tra i due, agli inizi di febbraio di quest’anno, ci fu un  momento di duro scontro. In quell’occasione, il sindaco chiese al Provveditorato la rimozione della preside. Inoltre, Salatiello si rivolse pure a un legale per l’intimazione alla Scuola ad adempiere al pagamento dei soldi anticipati dal Comune per i pasti degli insegnanti e dei dipendenti scolastici. Soldi che sarebbero stati versati nelle casse del Comune circa un mese fa.  Adesso il Comune è intenzionato a varare con la scuola un protocollo d’intesa, per consentire agli alunni di usufruire, durante l’orario scolastico, delle strutture sportive (campi da tennis e pista di pattinaggio), ubicate proprio di fronte alla media Polo. In questi giorni, però, sarebbero sorti nuovi problemi che hanno rischiato di minare la serenità ritrovata. Un’altra querelle tra Comune e Scuola sarebbe nata in seguito alle lamentele di alcuni genitori che avrebbero mal digerito la richiesta di pagamento del contributo scolastico di  25 euro. Evidentemente qualcuno non avrebbe ben inteso lo spirito dell’iniziativa. Il contributo arricchimento offerta formativa non è obbligatorio e questo particolare ci risulta che sia stato ben spiegato anche ai genitori più arrabbiati. Si tratta, dunque, di contribuzioni volontarie con cui le famiglie con spirito collaborativo e nella massima trasparenza, partecipano al miglioramento e all’ampliamento dell’offerta formativa degli alunni, per raggiungere livelli qualitativi più elevati. Tali contributi sono deliberati dal Consiglio d’Istituto. E proprio tra il sindaco e il presidente del Consiglio d’Istituto pare sia nata una discussione un po’ più accesa. Intanto, corre voce che la preside a fine anno scolastico sarebbe in partenza per andare a dirigere l’Istituto comprensivo Darmon di via Soffritto a Marano. Se questa indiscrezione venisse confermata, il territorio, a nostro avviso, subirebbe una grave perdita, poiché, in otto anni, Armida Scarpa, ha portato la scuola calvizzanese a grossi livelli di eccellenza. Basta pensare che l’attuale presidente del Consiglio d’Istituto, un professore universitario di Villaricca, ha voluto fortemente che suoi figli frequentassero la scuola a Calvizzano per gli alti standard qualitativi che offre.     


Sequino vorrebbe istituire una Commissione trasparenza sul piano urbanistico



Prosegue a tutto campo l’attività politica del consigliere comunale di minoranza Biagio Sequino. Il giovane leader di Rinascita calvizzanese, alcuni giorni fa, ha chiesto e ottenuto che la scaletta degli argomenti posti all’ordine del giorno del consiglio comunale del 18 dicembre (stasera), venisse integrata  con la richiesta di istituzione di una Commissione consiliare per la trasparenza del Piano urbanistico.
“La mia  istanza – scrive Sequino in una missiva inviata ai capigruppo consiliari, al presidente del Consiglio comunale e al segretario comunale – è scaturita a seguito delle dichiarazioni del sindaco  alla stampa, attraverso le quali ha fatto intendere di voler affidare la redazione del nuovo Piano urbanistico comunale a tecnici dell’Università di Torino, per evitare ingerenze esterne. La mia proposta  si è poi rafforzata, dopo le note vicende degli scandali di Roma Capitale, nelle quali sarebbero state accertate commistioni tra politici e imprenditori”.
Sequino, inoltre, chiede se a tutt’oggi è stato affidato l’incarico di progettazione del nuovo Puc e gli eventuali nominativi dei tecnici  che dovrebbero redigerlo.

Ricordiamo che fu proprio Salatiello, quando svolgeva il ruolo di presidente del Consiglio comunale ai tempi dell’amministrazione Granata, a lanciare l’idea di una Commissione trasparenza Puc. L’argomento fu pure messo all’ordine del giorno di un consiglio comunale di dicembre 2009, ma fu stranamente  tolto dai punti in discussione dallo stesso Salatiello, senza averne mai spiegato i motivi. Anche gli oppositori dell’epoca (Giacomo Pirozzi, Ivano Migliaccio, per fare dei nomi) e alcuni componenti della maggioranza (Antonio Sequino, Franco Cavallo, Michele D’Ambra) si impuntarono sulla richiesta di una Commissione trasparenza che, però, non fu mai istituita.  Adesso,  il Primo cittadino e la sua maggioranza cosa faranno? Avalleranno la proposta di Sequino? Staremo a vedere.     

mercoledì 17 dicembre 2014

Salatiello ritorna nel Partito democratico?

Non è da escludere. L’indiscrezione, comunque, prende sempre più consistenza. Intanto ieri il Primo cittadino calvizzanese era accanto all’europarlamentare Andrea Cozzolino, in occasione dell’inaugurazione del comitato elettorale per le primarie del centrosinistra del prossimo 11  gennaio

                                     Da sinistra verso destra: Cozzolino, Salatiello, Paride De Rosa

Se Salatiello dovesse aderire al Partito democratico, ritornerebbe nella casa che lo  ha ospitato tra il 2007 e il 2009.  Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi, anche se la notizia è supportata da una fonte  attendibile che preferisce l’anonimato per ovvi motivi. Il sindaco di Calvizzano, da persona scaltra, politicamente abile e con grande esperienza amministrativa alle spalle, si è reso conto che, anche in seguito ai continui tagli dei fondi trasferiti dallo Stato ai Comuni,  le varie tasi, imu e addizionali irpef, entrate sulle quali poter realmente contare per programmare le spese, riescono a malapena a garantire l’ordinaria amministrazione. Per cambiare radicalmente l’assetto urbanistico dei  Comuni, in particolar modo quello di Calvizzano, rimasto ancora allo stato brado e senza infrastrutture, scomparse le Province occorre indispensabilmente interloquire con la Regione,  l’unico Ente forte su cui poter contare per attingere finanziamenti extra comunali, tra cui i famigerati fondi europei. Salatiello ha pure intuito che il prossimo governatore della Campania potrebbe essere un uomo di centrosinistra e vorrebbe prendersi una parte dei meriti del successo, per avere, in seguito, le porte del Centro direzionale spalancate. Parteggia, dunque, per Cozzolino, ma non negherebbe un appoggio pure al sindaco di Salerno De Luca, perché sa che anche lui potrebbe essere il futuro presidente della Regione. Insomma, giocherebbe politicamente su due tavoli? Mica è…
Intanto, ieri Salatiello era presente con diversi consiglieri comunali di maggioranza e qualche funzionario comunale all’inaugurazione della sede del comitato elettorale pro-Cozzolino, ubicata in Corso Mirabelli 47 nei locali di proprietà del consigliere di maggioranza Luciano Borrelli, pure lui sostenitore dell’europarlamentare del Pd. Cozzolino, infatti, è in lizza per diventare candidato governatore del Centrosinistra, contro il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, Angelica Saggese pure del Pd, Aniello Di Nardo per l’Italia dei Valori e Marco Di Lello del Partito socialista. Il referente locale di Cozzolino è Pasquale Napolano, ex segretario del Pd calvizzanese ed  ex assessore ai tempi di Granata, oggi molto vicino a Salatiello. Comunque, in tanti si sono chiesti  come mai all’inaugurazione del comitato pro Cozzolino non fossero presentì i rappresentanti del Pd locale e il consigliere regionale, nonché capogruppo del Pd alla Regione, Lello Topo, che da queste parti è di casa e che, come si vocifera, alle primarie appoggerebbe proprio Cozzolino.
“Premesso che non siamo contrari alla costituzione di alcun comitato – afferma Antonio Veneruso – segretario della sezione locale del Pd – non eravamo presenti all’inaugurazione del comitato pro Cozzolino, unicamente perché non siamo stati invitati”.
“Non è vero che Topo – aggiunge Angela De Vito, consigliere di minoranza a Calvizzano e fedelissima del capogruppo regionale del Pd –  per il voto delle primarie si sia schierato a favore di Cozzolino. Il gruppo politico di cui fa parte sta ancora decidendo chi appoggiare”.

Una nota aggiuntiva. All’inaugurazione della sede non ha voluto far mancare la sua presenza il medico chirurgo Paride De Rosa, nativo di Calvizzano, la città in cui  è vissuto fino al matrimonio. De Rosa, amico e sostenitore di Cozzolino, dirige il Centro trapianti del rene dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno.   


     

martedì 16 dicembre 2014

Biagio Sequino, il Salvini di Calvizzano?

Sequino- Salvini, amore politico a prima vista?  Dai tweet e altrettanti post lanciati su facebook dal giovane e attivo politico locale, sembrerebbe proprio di sì, anche se il diretto interessato non conferma ma neanche smentisce. Sequino, consigliere comunale di minoranza, alle ultime Europee ha fatto votare Enzo Rivellini che a Calvizzano ha conseguito un buon successo elettorale ma non è stato riconfermato parlamentare europeo. Adesso, il leader di Rinascita calvizzanese seguirà Rivellini nella sua nuova avventura politica con i Popolari per l’Italia di Mario Mauro? Oppure si lancerà a capofitto nel progetto della Lega Sud Ausonia  che farebbe, comunque, riferimento a quella più famosa di Salvini? 



Tari, tantissime persone in fila per protestare



Si allunga la fila davanti all’ufficio tributi. Sono tantissimi i cittadini  che ogni giorno si recano al secondo piano del Comune, per protestare contro errori e cifre elevate delle bollette saldo Tari. Ma ci sono anche diversi contribuenti che chiedono la dilazione del debito, tra l’altro prevista dal regolamento tributi, approvato in Consiglio comunale il 29 maggio 2014. E’ una corsa contro il tempo per gli utenti che intendono pagare il giusto, poiché la scadenza della terza e ultima rata della tassa sulla spazzatura è prevista per il 16 dicembre. Per i ritardatari, infatti, è prevista una sanzione pari al 30% dell’importo non versato. Ma come è possibile far arrivare nelle case dei cittadini il saldo tari appena qualche giorno prima della data di scadenza?  Tra i protestatari figurano anche i proprietari di box auto e cantinole non allacciati alla rete idrica e fognaria, perché si sono visti addebitare un importo non dovuto, in quanto non soggetti a tassazione, come previsto dall’articolo 4 del regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti. Queste persone hanno presentato all’Ufficio tributi la relativa istanza di cui riproduciamo il fac simile, per agevolare coloro che si trovano nella stessa situazione.

Al   Responsabile dell' Ufficio Tributi
Del Comune di Calvizzano ( NA )
E  p. c.
Al   Signor  Sindaco
Del Comune di Calvizzano
Oggetto : Contestazione  terza rata TARI

In relazione all'avviso di pagamento del saldo TARI 2014,
Il/La sottoscritta /o---------------------------------, nata/o a --------------------------il   ------------e residente in Calvizzano via ---- , contesta la quota relativa alla categ. locali pertinenze abitazione , in quanto nel caso specifico sono locali non suscettibili di produrre rifiuti non essendo gli stessi allacciati alla rete idrica e fognaria comunale e come tali non soggetti alla tassa come risulta dall'art. 4 del titolo 1 del regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti ( TARI ).
Fiduciosa / o in una vostra pronta revisione , attendo un nuovo avviso di pagamento che riporti l'importo corretto , ottenuto rispettando quanto dettato dal regolamento per la disciplina della TARI.
                                                                                                                                 Con osservanza
                                                                                                                                --------------------------------------



Rateizzazione del debito
E’ prevista anche la dilazione del debito per tutti i soggetti in condizione di obiettiva difficoltà. Ecco l’elenco delle cause soggettive: stato di salute proprio o dei propri familiari, ovvero qualunque altra condizione documentabile che impedisca di svolgere la normale attività lavorativa; qualunque altra condizione economica sfavorevole, anch’essa documentabile, che non consenta l’assolvimento del debito tributario. Lo stato di disagio è riferito alle seguenti situazioni: anziano/a con più di 60 anni titolare di pensione o assegno minimo; disoccupato/a iscritto al collocamento; lavoratore non occupato in mobilità o cassa integrazione; inoccupato/a che ha perso il lavoro e ha percepito l’indennità di cassa integrazione o mobilità nell’anno precedente; soggetto in cura presso comunità terapeutiche; soggetto in stato di detenzione presso istituto di pena; soggetto in stato di indigenza che usufruisce di assistenza sociale o alloggiativa, prestata dal Comune.
La rateizzazione può essere concessa a condizione di inesistenza di morosità relative a precedenti dilazioni.
Modalità di dilazione 
Da 50 euro a 200euro fino a un massimo di 4 rate mensili; da 200 euro a 400 euro fino a un massimo di 8 rate mensili; da 400 euro a 600 euro fino a un massimo di 12 rate mensili; da 600 a 800 fino a un massimo di 16 rate mensili; da 800 a 1200 fino a un massimo di 24 rate mensili; da 1200 a 3000 fino a un massimo di 30 rate mensili; oltre i 3000 euro fino a un massimo di 36 rate mensili. Sulle somme dilazionate si applicano gli interessi legali previsti per legge, in vigore alla data del provvedimento di concessione, emesso dal funzionario responsabile, nel caso specifico dell’Ufficio tributi.
E per le riduzioni e le esenzioni?
Sono previste dall’articolo 11 del regolamento Tari, ma, a nostro avviso, per come sono state concepite, ne possono beneficiare un numero minimo di contribuenti. Ma la cosa più clamorosa dal punto di vista comunicativo è che il regolamento Tari non è riportato sul sito istituzionale.

Abbiamo, infatti,  provato a cliccare sulla scritta IUC e poi su regolamento Tari ed è comparsa (almeno sul nostro computer) solo la delibera di Consiglio comunale di approvazione del regolamento e niente più. E i vari articoli? Ricordiamo che la delibera di approvazione del regolamento è la numero 35 del 22 luglio 2014 e non quella del 9 settembre 2014, come riportato sulla missiva di accompagnamento alla bolletta terza rata saldo Tari, redatta dall’ufficio tributi.  

lunedì 15 dicembre 2014

Servizio di bollettazione e spedizione saldo TARI, comunque risparmiati 7mila euro

Abbiamo preso “fischi per fiaschi”, per dirla con un famoso aforisma, ma capita, in particolar modo quando si frappone una barriera comunicativa tra l’informazione e alcuni responsabili di settore. In un articolo apparso sul nostro blog qualche settimana fa, abbiamo scritto che per la postalizzazione del saldo Tari (nuovo nome della tassa sui rifiuti solidi urbani) il Comune avrebbe speso molto meno dei 15mila611,12  impegnati per il servizio di imbustamento e spedizione degli avvisi di pagamento dell’acconto della tassa NU, arrivati nelle case dei contribuenti a luglio scorso. La notizia non è stata lanciata a caso, ma  è scaturita dalla lettura di una delibera di giunta sull’approvazione dei progetti obiettivo, nella quale si lasciava intendere che  per  tale servizio  sarebbero stati impegnati alcuni dipendenti comunali, da remunerare con i soldi  previsti dal fondo incentivante. Anzi, abbiamo colto l’occasione per elogiare l’amministrazione per l’obiettivo risparmio che si sarebbe raggiunto, aggiungendo che se questa soluzione fosse stata adottata negli anni addietro, il Comune avrebbe economizzato fior di quattrini.  Ma ci siamo sbagliati, poiché tale compito è stato affidato nuovamente al Centro Poste Italia di Giuseppe D’Errico, questa volta, però, al prezzo di 7mila100 euro, oltre iva. In ogni caso, va sottolineato che  c’è stato un risparmio molto consistente per le casse del Comune, e questo lo si deve anche al fatto che siamo stati i primi ad aprire il dibattito sulla postalizzazione della Tari, questione poi ripresa politicamente dal consigliere di minoranza, Biagio Sequino. Adesso alcune nostre riflessioni. Innanzitutto, come mai questa differenza economica così cospicua (circa 7mila euro) tra il servizio di luglio e quello di dicembre, eseguiti entrambi dallo stesso Centro di poste private? Al comune potrebbero obiettare alla nostra riflessione, asserendo che per l’acconto Tari di luglio, il servizio fornito dal Centro Poste Italia, oltre alla stampa e alla spedizione delle bollette, prevedeva anche la contabilizzazione e la rendicontazione del pagamento delle somme riscosse.  A parte il fatto che le due operazioni  possono benissimo essere svolte dal personale comunale (come tra l’altro si sta facendo per il saldo Tari), perché sarebbero costate così tanto? In pratica, si è scesi dai 3,39 euro a plico di luglio a 1,73 euro a busta di dicembre, se si tiene conto che il saldo Tari è stato inviato a 5mila utenti contro i 4.600 di luglio. Nel giro di pochi mesi, dunque, sono stati messi a ruolo 400 nuovi contribuenti (su questo argomento, data la sua rilevanza, ci ritorneremo con un articolo a parte) che erano sfuggiti (chissà da quanti anni?) al controllo fiscale locale?
La legge prevede l’affidamento diretto dei servizi per importi inferiori ai 40mila euro (la modifica è avvenuta con la legge 106/2011, poiché  prima il limite era di 20mila euro. Il Comune di Calvizzano ha provveduto pure ad aggiornare il regolamento comunale per la fornitura di beni e servizi). Nonostante tutto, il responsabile del settore tributi, Salvatore Sabatino, per una maggiore trasparenza  (a nostro avviso ha fatto bene, anzi sorge spontaneo chiedersi come mai  non l’abbia fatto pure a luglio per l’acconto Tari?), ha ritenuto opportuno assegnare il servizio di bollettazione e spedizione del saldo Tari, previa indagine di mercato. A tale scopo, sono state interpellate le agenzie di Poste private Mail Express di Mugnano, Tompie srl di Marano e Centro Poste Italia di Calvizzano, al quale è stato affidato il servizio per aver offerto il prezzo più concorrenziale. Stando alla determinazione 35 del 5 dicembre scorso, il preventivo della Mail Express è arrivato al protocollo il 2-12-2014, quello della Tompie il 3-12-2014, dulcis in fundo, il 5-12-2014 quello di Centro Poste Italia. Come mai non si è deciso a monte di far arrivare tutti i preventivi nello stesso giorno? Se si voleva essere trasparenti fino in fondo, non sarebbe stato questo il modus operandi migliore? Inoltre, sarebbe stato interessante conoscere anche le offerte degli altri due operatori.    




domenica 14 dicembre 2014

Lulù, una ragazza speciale

Affetta dalla sindrome di Rett, una malattia rara, Lulù nella sua sfortuna ha avuto la fortuna di avere accanto una mamma eccezionale che con amore, pazienza e tanto lavoro sta ottenendo risultati che alcuni anni fa erano inimmaginabili

Di Lulù (così la chiamano in famiglia) ce ne aveva parlato, circa tre anni fa, la buonanima di Cristofaro Agliata, all’epoca assessore ai Servizi sociali. Lui che era sempre disponibile a tendere una mano ai deboli e a chi soffre, da uomo di fede e di amore, ci aveva segnalato il caso di questa ragazza speciale, nostra concittadina. Il suo scopo, infatti, era quello di poter fare qualcosa per aiutare Lulù e la sua famiglia. Già perché questa ragazza è affetta dalla sindrome di Rett, una grave patologia neurologica (colpisce circa una persona su 10.000, prevalentemente di sesso femminile) che si manifesta durante il secondo anno di vita e comunque entro i primi quattro anni. Provoca gravi disabilità a molti livelli, rendendo chi ne è affetto dipendente dagli altri per tutta la vita.  Tra le possibili cause un’anomalia del gene MECP2, localizzato sul cromosoma X. Non esiste terapia risolutiva per questa malattia rara. Tuttavia il suo decorso può essere modificato da una varietà di terapie mirate a ritardare la progressione della disabilità motoria e a migliorare le capacità di comunicazione. Oggi Lulù ha 21 anni e di progressi, grazie a una famiglia straordinaria e a una mamma eccezionale, ne ha fatti tantissimi. Miglioramenti che si evincono dalla lettera che sua mamma scrisse alcuni anni fa su una rivista di settore, rivolgendosi ai genitori di bambini speciali.
                                         
                                              Lettera per i genitori di bambini speciali

“Se qualcuno cinque anni fa, mi avesse detto che un giorno Lulù avrebbe imparato a leggere e a scrivere, io non gli avrei creduto, ma avrei sbagliato. Lulù è affetta dalla sindrome di Rett nella forma classica. Non parla e non usa le mani, eppure ha imparato a leggere e, a modo suo, a scrivere.
E’ stato un percorso molto emozionante iniziato quando Lulù aveva quattro anni. In uno dei suoi primi ricoveri presso il reparto di neuropsichiatria infantile di Siena, la psicologa del reparto, dottoressa Alessandra Orsi, mi fece notare che Lulù posta di fronte a due immagini, era in grado di sceglierne una con lo sguardo. Dopo aver giocato con foto, simboli e tutto quello che mi veniva in mente, siccome Lulù rispondeva anche a domande complicate, mostrando una buona conoscenza del linguaggio, ho pensato di insegnarle le lettere dell’alfabeto. Non sapevo a cosa potesse servire, lo ritenevo però un buon esercizio per il suo cervello. In seguito le ho proposto le parole. Tutto era molto limitato, certo Lulù sceglieva le sillabe per comporre le parole, ma la scelta poteva avvenire solo fra due o tre alternative. Stimolata dalla sua insegnante di sostegno ho iniziato a pensare a un comunicatore per Lulù. Un giorno mi sono ricordata di un ausilio tecnico-informatico che mi aveva mostrato la dottoressa Orsi. Si trattava di un puntale per il corpo, che permetteva di usare il computer alle persone che non possono usare le mani. Ho applicato, quindi, un puntale a luce laser su una semplice fascia per capelli e l’ho posizionata in testa a Lulù. Lei ha capito subito che poteva usare quel puntino luminoso per scegliere e mostrare fra tante alternative. A volte è più facile ma altre volte ha molte difficoltà a dirigere con precisione la lucetta, spesso, quando le leggo i suoi libri segue la scrittura con il puntale e risponde indicandomi le domande relative alla lettura.
Il lavoro da fare è tanto, stiamo organizzando un quaderno con cartelle da aprire come fosse un computer e Lulù ogni tanto riesce a indicarmi con precisione i suoi bisogni.
Grazie al puntale anche a scuola i suoi compagni e le maestre, hanno appurato che legge bene, comprende e ricorda, inoltre svolge piccole operazioni matematiche. Io ho scoperto che conosce l’inglese, anche grazie ai dvd di Macic Inglish, conosce le caratteristiche di alcune forme geometriche e chi sa quante altre cosa ha imparato da sola, zitta, zitta, mentre sembra che sia in un altro mondo. Sicuramente vanno rispettati i suoi tempi, le sue, a volte, apparenti assenze, ma sono sicura che man mano che capirà che può ottenere quello che vuole sarà più motivata. Esercitandosi potrà migliorare, e oggi sono io la pazza che dice che Lulù fra dieci anni userà il computer, e voi liberi di non crederci.
L’esperienza con Lulù mi ha insegnato a non mettere limiti alla Provvidenza
Per questo voglio dire ai genitori di bambini speciali di non arrendersi mai, di prendere un aiuto concreto dalla scuola. La scuola non può essere un parcheggio e neanche un diversivo, ma come per tutti la scuola deve essere l’occasione per scoprire e migliorare le insospettate capacità che ognuno ha. Noi genitori dobbiamo pretendere che le insegnanti di sostegno abbiano la volontà, ma anche la preparazione e l’informazione sui risultati che si possono ottenere. Certo ci vuole pazienza e tanto lavoro ma ne vale davvero la pena perché è come andare verso l’infinito e oltre”.   
                                    
                                         In Italia ci sono due milioni di malati rari

Colpiscono meno di una persona ogni duemila, ecco perché si chiamano malattie rare. Probabilmente per questo motivo sono poco studiate e poco curate, anche se nel mondo, come scrive l’Espresso, riguardano, complessivamente 750milioni di malati (in Europa 30 milioni). Nonostante tutto persisterebbe il disinteresse dell’industria farmaceutica ed elaborare terapie appropriate? A ciò va aggiunto la difficoltà di trovare informazioni.
“Per questo – spiega, al giornalista de l’Espresso che l’ha intervistata, Renza Barbon, presidente di Uniamo-Fimr, la federazione che riunisce oltre cento associazioni di malattie rare – per noi unirci in associazioni è fondamentale. Serve per confrontarci con chi ha i nostri stessi problemi o per conoscere terapie e specialisti, ma soprattutto è utile per raggiungere una massa critica capace di fare pressione e collaborare con ricercatori, case farmaceutiche e istituzioni”.

Ma qualcosa sta cambiando anche sul fronte delle malattie rare. Benefici stanno arrivando dalla chirurgia che può intervenire su molte malformazioni, o da interventi come il trapianto del midollo. Anche le moderne terapie riabilitative hanno modificato la storia di molte persone con disabilità intellettiva e motoria. Oltre la ricerca, dunque, l’associazionismo rimane fondamentale soprattutto per far sì che vengano creati più Centri di eccellenza negli ospedali di varie Regioni, in modo da evitare gli ormai tristemente famosi viaggi della speranza.    

sabato 13 dicembre 2014

Ma la TARI sui box e sulle cantine non è stata abolita?

                                           Ufficio Tributi, in fila per le bollette sui rifiuti

Il saldo Tari (come si chiama da quest’anno la tassa sui rifiuti solidi urbani), arrivato in questi giorni nelle case dei contribuenti, per tantissimi proprietari di box auto e cantine è più oneroso di quello preventivato. Mediamente ci sono dai 50 ai 60 euro in più (dipende dalla grandezza della pertinenza): tale somma viene fuori dal prodotto tra il prezzo a metro quadro ( 3 euro) della tassa e i metri quadrati di superficie, più l’addizionale provinciale. Eppure all’articolo 4, comma 2, del regolamento Tari, è scritto chiaramente che non sono soggetti alla tassa “i box auto, solai e cantine, a servizio dell’abitazione principale, non allacciati alla rete idrica e fognaria comunale”.
Ebbene, molte abitazioni della zona Cooperative, si trovano in queste condizioni, ma, nonostante tutto, proprietari e inquilini, si sono trovati la sorpresa di dover pagare questa sorta di tassa aggiuntiva.

Il regolamento Tari fu approvato nel consiglio comunale del 22 luglio scorso, nel quale fu inserito un emendamento del sindaco (votato da 14 consiglieri, con l’astensione di Biagio Sequino e Angela De Vito della minoranza) che, appunto, escludeva dalla tassa alcune pertinenze, tra cui box auto e cantine non allacciati alla rete idrica fognaria comunale. Il regolamento ebbe tutti i pareri favorevoli, tra cui anche quello del revisore dei Conti.       

Come è triste Rudy

Da quando non c’è più il su padrone, il cagnolino è caduto nella tristezza più totale: spesse volte, durante la giornata, come ci ha riferito uno dei figli di Gennaro D’auria (l’uomo travolto da un’auto in via Peep e morto sul colpo) va avanti e indietro, come se gli mancasse qualcosa, poi si ferma e ulula come un ossesso
    Rudy portato a spasso dal figlio di Gennaro D'Auria
Gennaro D’Auria e il suo cagnolino erano inseparabili. Rudy non sa che si è salvato per miracolo, solo perché stava sul marciapiede al momento dell’impatto fatale, ma da qualche giorno si vede che soffre, perché ha perso l’interazione sociale con il suo compagno. Gennaro e Rudy erano indivisibili. Trascorrevano insieme gran parte della giornata. Il suo padrone lo portava a passeggio  perlomeno tre volte al giorno: quella di mercoledì 9 dicembre, però, è stata l’ultima uscita insieme. Verso le ore 16, in via Peep (altezza via Bachelet) Gennaro, forse perché vede il marciapiede che si restringe, decide di scendere e continuare a camminare sul ciglio della strada, ma a un certo punto giunge l’Opel Agila che lo travolge e lo ammazza. D’Auria a gennaio prossimo avrebbe compiuto 66 anni, era un muratore in pensione: dopo aver vissuto per diversi anni a Marano, aveva deciso di ritornare a Calvizzano, la  sua città natale. Lascia la moglie e 4 figli: uno lo aveva perso un paio di anni fa e per distrarsi dal dolore aveva acquistato Rudy.      
“Era una persona umile e gran lavoratore – afferma chi conosceva Gennaro -, ma soprattutto una persona educata e civile”. Infatti, era uno dei pochi che portava sempre appresso la paletta e il sacchetto igienico, per raccogliere gli escrementi del suo cane.  

 

venerdì 12 dicembre 2014

Nel Programma triennale dei lavori pubblici previste 5 nuove opere

Programmata  una spesa di oltre 10milioni di euro nel triennio2015-2017: 5milioni e mezzo derivanti da fondi europei e statali e 4milioni647mila euro da contrarre attraverso l’accensione di mutui  

                 La costruenda Torre piezometrica nei pressi di via Adda, il punto più alto di Calvizzano
                                 Lo stato dei lavori del Centro polifunzionale di via Pietro Nenni

Approvato il nuovo Programma triennale dei lavori pubblici, elaborato dall’amministrazione Salatiello. Cinque le opere previste nel triennio 2015-2017 da realizzare ex novo; 4 quelle da completare. Ma quelle nuove si faranno? Supponiamo di sì: ma occorreranno tempi biblici, come è accaduto per il rifacimento della rete fognaria (i lavori sono ancora in corso) e di quella idrica (si sta completando il pozzo piezometrico). Ecco comunque l’elenco completo. Quelle nuove: realizzazione collegamento viario con la circumvallazione esterna (prevista nel 2017, da finanziare attraverso l’accensione di un mutuo di un milione di euro); risanamento idrogeologico del Vallone Fossa del Carmine (programmata per il 2017 e finanziata con fondi comunali, attraverso l’accensione di un mutuo); riqualificazione via San Pietro-viabilità isola ecologica (prevista per il 2016, da finanziare con mutuo); videosorveglianza, controllo e tutela ambientale (programmata nel 2015 e finanziata sia con fondi regionali che comunali); lavori di messa in sicurezza e di adeguamento igienico sanitario dell’edificio scolastico Marco Polo (previsti nel 2016 e finanziati con 317mila euro di fondi statali e 349mila352 euro di fondi comunali); Opere da completare: rete fognaria (lavori finanziati dall’Europa, da ultimare nel 2015); rete idrica (manca solo la torre piezometrica, il cosiddetto fungo. Lavori finanziati con fondi europei, da ultimare nel 2015); polifunzionale via Pietro Nenni, cosiddetta villa comunale (fine lavori prevista nel 2015; finanziata con fondi provinciali e comunali, per un totale di 987mila976 euro); lavori di completamento e riqualificazione palazzetto dello sport di via Caduti di Superga (finanziato per un milione di euro, attraverso residui di fondi europei 2007-2013: fine dei lavori prevista nel 2015). In pratica, rispetto al precedente Piano (2014-2016) e all’ultimo elaborato dall’amministrazione Granata (2012-2015),  non figurano più le seguenti opere: installazione di impianti fotovoltaici sulla casa comunale e sulle scuole pubbliche (costi previsti 300mila euro); lavori di sistemazione via Petrarca (zona  Palmentata) e traverse collegate (costi stimati: 250mila euro); lavori di realizzazione di un ponte per l’attraversamento dell’Alveo Camaldoli, in via Papa Giovanni XXIII (la strada dove è ubicata la scuola dell’infanzia Maria Machina, gestita dalle suore. Costi previsti: 215mila euro); lavori di realizzazione collegamento stradale tra via Garibaldi e via Lavinaio Grande (costi previsti: 500mila euro). Se le opere andranno tutte in porto, nel triennio saranno spesi 10milioni152mila610euro, tra finanziamenti europei e statali (5milioni552mila134 euro) e risorse derivanti da contrazione di mutui (4milioni600mila476euro).
Va ricordato che i finanziamenti europei (rete idrica e fognaria), statali (messa in sicurezza scuola Polo) e provinciali (500mila euro impegnati per la costruenda villa comunale di via Pietro Nenni) sono stati intercettati tutti dall’ex amministrazione Granata, tranne il milione di euro di finanziamento europeo per il Palazzetto dello Sport, captato dall’amministrazione Salatiello.
La pratica di finanziamento delle fogne e della rete idrica con fondi europei, risale addirittura alla fine degli anni novanta. Grazie all’ex amministrazione Granata, entrambi i finanziamenti andarono a buon fine, poiché si stava correndo il serio rischio di perderli.