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venerdì 28 novembre 2014

Debiti arretrati: definiti due accordi transattivi


Nei mesi scorsi il Comune ha chiuso due vertenze giudiziarie: la prima con Telecom, la seconda con Grafiche Gaspari s.r.l. Entrambe le società avevano fatto ricorso per decreto ingiuntivo, attraverso i quali chiedevano il pagamento di fatture pregresse rimaste insolute.  La Grafiche Gaspari s.r.l. per la somma complessiva di 19mila515 euro oltre interessi legali e spese di giudizio relative a forniture effettuate dal 2010 al 2013. A seguito dell’accordo transattivo (difensori del Comune avvocati Rossi-Di Guida), lo studio legale Bellistri inoltrava nota con la quale la società Gaspari accettava il pagamento offertole dal Comune di Calvizzano per la somma di 10mila euro (un risparmio superiore al 50%)  per sorta capitale, oltre 668 euro per spese legali. In ogni caso, sono continuati i rapporti di lavoro tra il nostro ente e l’azienda bolognese: recentemente  il Comune ha commissionato alla Grafiche Gaspari, il progetto Bussola per l’adeguamento del sito istituzionale. L’altra vertenza, quella con la Telecom, seguita dall’avvocato calvizzanese Fabio Felaco, difensore del Comune, si è chiusa con il pagamento di una somma di 100mila euro, a fronte di una richiesta di 116mila722,94 euro della nota azienda telefonica, per fatture emesse sino all’8 agosto 2014 e non pagate. Un risparmio di 16mila722 euro pari al 15%. La Telecom Italia S.p.A. notificò l’atto di citazione al Comune il 20- 11-2013, poiché quest’ultimo si “era reso gravemente inadempiente alle obbligazioni assunte: non ebbe a versare quanto dovuto a titolo di abbonamenti per linee telefoniche, ADSL e ISDN, traffico telefonico, traffico dati e internet, noleggio di apparecchiature, accessori, spese, imposte e tasse in relazione a servizi resi”.   

                                                                 Avvocato Fabio Felaco

giovedì 27 novembre 2014

Per vivere tutti meglio, curiamo l’ambiente e il verde

Ecco cosa è venuto alla luce durante la pulizia e lo sradicamento di arbusti ed erbacce su i due  lati che delimitano la strada di prossima apertura che costeggia l’Alveo Camaldoli. Le immagini, che evidenziano il materiale trovato sulla sponda calvizzanese, sono più eloquenti di qualsiasi articolo.







               Rotonda di Viale della Resistenza: salviamo le palme, prima che muoiano tutte  



Le palme piantate  circa due anni fa sulla rotonda di viale della Resistenza, all’incrocio con via San Pietro e via Sandro Pertini sono in grande sofferenza. Una è sicuramente morta, le altre sono moribonde. Si aspetta che facciano la stessa fine della storica palma di piazza San Pietro? E’ vero che è stata abbattuta, perché era affetta da punteruolo rosso, ma le amministrazioni che si sono succedute negli anni non sono esenti da colpe, poiché non hanno mai intrapreso una seria politica  di salvaguardia del verde pubblico.
        
                         E gli alberi quando li potiamo? Aspettiamo che qualcuno si faccia male?




Questo compito non spetta più, come negli anni addietro, alla LRS, la ditta che si occupa della raccolta e dello smaltimento della spazzatura, poiché non è previsto nelle clausole contrattuali. Allora, il Comune perché non si affretta ad assegnare il lavoro a un’impresa di giardinaggio

mercoledì 26 novembre 2014

Per ridurre il traffico cittadino si starebbe pensando a un collegamento tra via dell’Indipendenza e via De Filippo

La notizia, se fosse confermata, sarebbe davvero sensazionale, in quanto stravolgerebbe in positivo la problematica del traffico cittadino.  Nella nuova proposta di Piano urbanistico targata Salatiello, sarebbe prevista la possibilità di prolungare via dell’Indipendenza (la strada dove è ubicata la sede dell’Idro-Tech, per intenderci) fino a farla arrivare su via Eduardo De Filippo (ex via Commone). In pratica, si vorrebbe utilizzare per fini pubblici un ampio appezzamento di terreno che lambisce via Garibaldi, proprio di fronte all’imbocco di via dell’Indipendenza. In questo modo, tutte le auto provenienti da via De Filippo e dirette verso Napoli o sulla circumvallazione esterna, anziché intersecarsi con il traffico veicolare di via Sandro Pertini (altezza palma abbattuta per far posto a un albero d’ulivo) si troverebbero direttamente sulla parte più larga di via Garibaldi, evitando il tratto iniziale strettissimo e senza marciapiedi. La cosa sembrerebbe ancor più verosimile, se si osserva attentamente il nuovo Piano triennale delle opere pubbliche 2015-2017, redatto recentemente, dal quale sono stati stralciati i lavori di collegamento stradale tra via Garibaldi e via Lavinaio Grande (la strada realizzata dall’amministrazione Granata con l’intento di collegare via De Filippo con via Alveo Camaldoli).  Lavori, quantificati in 500mila euro, che erano previsti sia nel precedente Piano 2014-2016 che in quelli degli anni addietro, nonostante si era a conoscenza del fatto che l’opera potesse essere inefficace. Infatti, questa strada, prima programmata e poi cancellata dal Piano, sarebbe andata a confluire su un’arteria (via Lavinaio grande, appunto) senza sbocchi, per l’esistenza di una mega conduttura dell’acqua (di proprietà di Acqua Campania) da un lato e del canalone dell’Alveo Camaldoli (il cui attraversamento è possibile solo attraverso la realizzazione di un ponte) dall’altro. La notizia, dunque, potrebbe essere veramente di quelle che destano clamore, sia per la valenza sociale che per quella politica. Nasce, dunque,  spontaneo chiedersi, come mai in tanti anni, vari amministratori e sindaci, compreso Salatiello, che si sono succeduti al governo cittadino,  non hanno mai avuto il coraggio di attuare una soluzione del genere? 

Ma per limitare ulteriormente il traffico bisognerebbe rendere pubblica via Campania

La nostra proposta, finalizzata a ridurre il traffico conseguente alla viabilità quasi obbligata nell’angusto vicolo di via Garibaldi, non è stata mai  presa in considerazione (volutamente?) dalle vecchie amministrazioni. L’abbiamo avanzata tempo fa, ma, in ogni caso, la riproponiamo. Si tratta di attivare tutti i meccanismi politici e amministrativi per rendere pubblica via Campania, una strada privata abbastanza larga (circa 8 metri), ubicata in territorio calvizzanese, che sbuca da un lato su via Baracca e dall’altro su via Ferruccio Parri, la via che costeggia sia  il palazzo (famoso per il ripetitore telefonico) denominato cooperativa “Sole 75” che l’area dove dovrà sorgere la nuova villa comunale. Un nuovo asse stradale via Pietro Nenni- via Parri- via Campania- non solo faciliterebbe l’accesso delle auto, in particolare di quelle provenienti dalla zona delle cooperative, su via Baracca e, quindi, in direzione Napoli, ma contribuirebbe anche a decongestionare buona parte del traffico locale. La cosa non è difficile da realizzare, poiché, attualmente, è già possibile raggiungere via Campania, dove, però, non è consentito il passaggio delle auto, in quanto la strada, essendo privata, è sbarrata da un grosso cancello elettrico.
Eppure gli amministratori del passato (più di 30 anni fa) furono molto lungimiranti nel campo della viabilità: previdero, infatti,  nel vecchio Piano regolatore, la realizzazione di una strada che avesse il compito di drenare  in direzione Marano-Napoli il traffico del nascente quartiere residenziale delle Cooperative. Sarebbe dovuta partire da via Aldo Moro (una parte è stata realizzata durante l’amministrazione Pirozzi, la cosiddetta strada Peep, dove è previsto il mercato rionale), lambire le case popolari di via Pietro Nenni (la parte attualmente recintata), attraversare via Campania, via Baracca per sbucare nelle immediate adiacenze del supermercato SISA di viale della Repubblica. Poi la strada fu all’improvviso cancellata. Probabilmente per accontentare qualche potente che, a quei tempi, aveva grande influenza sulla vita politico-amministrativa cittadina, al quale quella strada avrebbe creato qualche fastidio di troppo? Adesso, a Calvizzano, si può anche “morire” di traffico? No, se si ha “Il CORAGGIO DI FARE” ,  come è scritto a caratteri cubitali nel programma della lista “Salatiello sindaco per Calvizzano”.


                          Il punto preciso dove si intenderebbe prolungare via dell'Indipendenza
                     Tratto iniziale di via Garibaldi, dove confluisce buona parte del traffico cittadino
Via Garibaldi, il luogo dove era previsto il collegamento con via Lavinaio Grande 

                            Via Lavinaio Grande, dove l'accesso è impedito dalla conduttura dell'acqua
                                                                       Via Campania

martedì 25 novembre 2014

Vandali e incivili costano troppo alla città

Quest’anno sono stati già spesi circa 43 mila euro sia per la rimozione di materiale speciale rinvenuto sulle strade cittadine che per la messa in sicurezza delle strutture sportive abbandonate e prese di mira da teppisti senza scrupoli. Cosa fare? Affrettarsi a installare le telecamere

                                                      Palazzetto dello Sport murato
                        Campo sportivo: con il cancello aperto, chiunque può entrare indisturbato 

“Mentre il medico studia, l’ammalato muore”: questo vecchio proverbio napoletano sembra calzare a pennello ai nostri amministratori, in particolare a quelli del Comune di Qualiano. Cosa c’entra Qualiano con Calvizzano? Qualiano è il comune capofila (al quale si è associato anche Calvizzano) che ha presentato alla Regione il progetto sicurezza, che rientra tra le iniziative a favore dei Comuni che gravitano nell’orbita della cosiddetta Terra dei Fuochi, per ottenere un cospicuo finanziamento. Progetto che è stato finanziato al cento per cento della somma richiesta (499mila346,53 euro, una delle più alte) e che prevede l’installazione di un certo numero di telecamere su entrambi i territori. In pratica, si tratta di “occhi aggiuntivi” che dovranno fungere da deterrente  per coloro che continuano a sversare rifiuti e a vandalizzare opere pubbliche. A Calvizzano, infatti, oltre alle telecamere in piazza (riguardano il progetto intercomunale Alfa, con centrale operativa nella sede del comando dei vigili urbani di Giugliano) e a quelle nell’istituto Polo, ce ne sono altre due  fatte installare recentemente dal Comune (precisamente in Via Vittorio Emanuele e via Pietro Nenni, il cui lavoro è stato effettuato dalla ditta In Soft di viale della Repubblica in Calvizzano, a un costo di 4.087 euro comprensivo di iva). Ebbene, il finanziamento del progetto sicurezza, nell’ambito della Terra dei fuochi, è stato ufficializzato a maggio scorso, ma il Comune di Qualiano, da quello che ci risulta, ancora non avrebbe stilato il cronoprogramma (schema che prevede precise scadenze delle varie fasi di lavorazione: progetto preliminare, progetto definitivo, gara d’appalto, eccetera ). E i nostri amministratori cosa fanno? Stanno a guardare? Perché non fanno sentire la loro voce, per  sollecitare amministratori e tecnici  del Comune di Qualiano ad accelerare i tempi? A Qualiano, infatti, spetta  seguire l’intero iter burocratico-amministrativo del procedimento, essendo il Comune capofila. Intanto, vandali e incivili continuano a sversare materiale di ogni genere e a deturpare il patrimonio pubblico. Ecco i soldi spesi quest’anno dal nostro Comune per il prelievo, trasporto e smaltimento di diverso materiale (inerti, guaina bituminosa, materiale  contenente amianto, materiale ferroso, rifiuti combusti, eccetera) più o meno nelle solite strade (via Benedetto Croce, altezza ex Masseria Furoli, via Otto Marzo, Via Eduardo De Filippo, altezza via Di Vittorio, ingresso isola ecologica, Via Vittorio Emanuele, Strada adiacente Alveo Camaldoli, via Aldo Moro, altezza parcheggio comunale di via Molino, via San Pietro) ma con tempistica diversa: 8mila133euro; 4mila514 euro; 3mila660euro; 6mila893 euro, per un totale di circa 23mila200 euro. Lavori tutti affidati alla ditta Perna Ecologica s.r.l, con sede a Marigliano. La stessa ditta ha curato pure (ma questo non ha niente a che vedere con i vandali) il prelievo, il trasporto e lo smaltimento di terra rossa (dei campi da tennis), guaina e inerti, per un impegno spesa di 7mila137euro. Altri 12mila euro furono spesi l’anno scorso sempre per il prelievo, trasporto smaltimento di rifiuti speciali e analisi del materiale combusto: il servizio fu curato dalla ditta “Ecologica sud” di Bruno Cesaro.
Ma non è finita qui: per prevenire altri atti vandalici alle strutture sportive, è stato messo in sicurezza il Palazzetto dello Sport, attraverso la chiusura dei vani di accesso, inoltre è stato messo in sicurezza e pulito il campo sportivo Italia. Per la chiusura dei vani del Palazzetto dello Sport sono stati liquidati 881,71 euro più iva alla ditta Appalti e Services, con sede legale in via Asmara a Roma, mentre per i lavori di messa in sicurezza e pulizia sia del Palazzetto che del campo sportivo è stata bandita una procedura negoziata vinta  dalla DI.GI. one s.r.l. di Isernia per l’importo di 15mila.061,74euro al netto del ribasso offerto del 4% (pari a 627,57 euro) oltre 2mila euro per lo smaltimento dei materiali di risulta e iva.  



Sarracino: non ho ricevuto alcun sostegno economico dal Comune

La psicologa risponde alle illazioni delle malelingue che abbondano dalle nostre parti. Persone che invece di apprezzare la volontà di chi si impegna a innalzare il livello culturale in città, gettano solo fango. Se si continuerà su questa strada, resteremo un paese senza speranza


Lettera al blog


Ringrazio il giornalista Domenico Rosiello per la sensibilità che mostra, sempre, nei confronti degli eventi che la mia associazione organizza ed approfitto di questo spazio per rispondere a tutte quelle persone che hanno lanciato frecciatine sui fondi che ho ricevuto dal comune di Calvizzano per realizzare l'evento. Ci tengo infatti a sottolineare che quando la Società Italiana di Psicologia, Sessuologia e Criminologia organizza un evento, utilizza i fondi messi a disposizione dalle persone che collaborano con me e da me stessa. Il Comune non paga nè me nè le persone che collaborano con me. Vi posso assicurare che ciò che ci guida in questi eventi è solo la voglia di fare, di provare a sensibilizzare la popolazione su tematiche importanti. 
Fatta questa breve parentesi, vorrei un attimo spiegare il perchè del mio evento in piazza. Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e sulle bambine e calvizzano, non è immune alla violenza sulle donne, nonostante i tentativi di tenerla nascosta nelle case a tutti i costi. Ciò che le donne dovrebbero comprendere è che la violenza non va accettata ma denunciata, perchè chi usa violenza verso la sua donna, non la sta amando.
La violenza sulle donne è una violenza di genere ed ha radici culturali perché è figlia di una visione maschilista che porta l’uomo a sentirsi superiore alla donna ed a prevalere, a tutti i costi, su di lei, considerandola di sua proprietà. Almeno una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nel corso della sua vita ha subito l’aggressività di un uomo.

Esistono varie forme di violenza: psicologica, fisica, sessuale, economica, virtuale, mobbing, stalking. 
La maggior parte delle violenze sulle donne si verificano tra le pareti di casa e gli autori sono persone conosciute: mariti, compagni, ex partner, parenti; abbandoniamo, allora, le false credenze che identificano l’abusatore con lo straniero, il povero, il malato. Chi compie violenza sulle donne, lo fa in piena coscienza e consapevolezza di ciò che sta facendo.

La violenza porta sempre gravi conseguenze sulla salute psico-fisica delle donne vittime: ansia, stress, depressione, disturbi alimentari, disturbi del sonno, fobie varie. Le vittime possono arrivare anche a suicidarsi. 

Il tacere delle donne non le aiuta a superare ciò che hanno subìto e non è una buona soluzione.
La violenza subita va sempre denunciata. Polizia e Carabinieri sono obbligati ad accettare la denuncia della donna; non possono rifiutarsi. 
Recarsi in un pronto soccorso per farsi refertare ogni volta che si subisce violenza è fondamentale per evitare di trascurare i danni subiti.

Ricordiamo tutti che: la donna che subisce violenza è solo una vittima e non è affatto colpevole di quanto ha subìto, quindi va sostenuta sempre, protetta e incoraggiata.

Esistono sul nostro territorio associazioni che possono dare assistenza legale e psicologica gratuita alle donne che subiscono violenza:
Giugliano in Campania: Associazione di donne Spazio Aspasia - N. Verde 800231277 
Marano: Associazione Donna con te 
Calvizzano: Società Italiana di Psicologia Sessuologia e Criminologia
Dott.ssa Angela Sarracino – angela.sarracino@sipsec.it

Grazie ancora a chi mi ha sostenuta, a chi ha collaborato, a chi si è fermato a chiacchierare con noi. Grazie alle donne di Calvizzano e speriamo che l'anno prossimo saremo ancora di più.

domenica 23 novembre 2014

“Nel nome del Padre”, il film che si ispira alla vita e al lavoro dell’imprenditore di origini calvizzanesi Giuseppe Trinchillo

Recentemente è stata girata una scena anche nella bella chiesa di San Giacomo Apostolo di Calvizzano


Nel nome del Padre, il film del giovane regista napoletano Gabri Gargiulo, prodotto dall’imprenditore giuglianese Vincenzo Ferraro, uscirà nel 2015 e potrà essere visto in TV o nelle sale cinematografiche (dipende da chi comprerà i diritti).  Parla di Diego, un ragazzo di 11 anni che viene adescato dalla camorra. Nella sua crescita, Diego man mano si rende conto che non era questo il tipo di vita che voleva. Non sa nemmeno lui perché è finito in questo circuito infernale. Diego entra in carcere e subito dopo conosce Giuseppe Trinchillo, un imprenditore dell’area Nord-ovest di Napoli, che si occupa del recupero dei minori a rischio. Trinchillo dà una mano a Diego a uscire dalla brutta situazione in cui si è trovato. Ma chi è Giuseppe Trinchillo, conosciuto da molti con il soprannome di “Peppe Trincar” (il nome dell’azienda di autodemolizioni di cui è proprietario)?  E’ un imprenditore di 53 anni, sposato, una figlia: è considerato un mecenate dell’area a nord di Napoli. Originario di Calvizzano, è andato ad abitare a Villaricca, ma è rimasto molto attaccato alla sua città. E’ conosciutissimo anche a Qualiano, dove, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha organizzato e sponsorizzato diverse manifestazioni culturali, artistiche e ambientalistiche. E’ anche promotore di diversi raduni, concorsi e sfilate di auto d’epoca, essendo un grosso appassionato di questo settore. Nella sua impresa lavorano 26 persone di cui circa la metà strappate dalla strada. «Noi tutti - dice - conosciamo le enormi difficoltà con cui ogni giorno siamo costretti a confrontarci: il degrado è sempre più evidente. La devianza minorile è un fenomeno fin troppo diffuso, e mi rendo conto che pochi si impegnano in prima persona per migliorare la situazione».
Da tempo, Trinchillo sta portando avanti il progetto Napoli nord, da lui ideato, che si prefigge attraverso lo sport, come reale alternativa alla strada, di strappare tanti giovani alla droga e alla delinquenza.
«Per fare questo – aggiunge - è necessaria la collaborazione di tutti gli attori della società in cui viviamo. Alle scuole chiedo di essere centro nevralgico delle attività sportive, palestre di vita dove si possa insegnare la cultura del rispetto, dell’impegno, della vittoria e della sconfitta. Alle amministrazioni chiedo di migliorare la fruibilità delle strutture sportive già presenti sul territorio, e di impegnarsi affinchè queste possano aumentare sempre più nel numero. Alle associazioni sportive, infine, chiedo di aprirsi senza remore anche alla classe meno abbiente, spesso formata da giovani ricchi di voglia di fare, di talento, ma frenati dalle difficoltà economiche della propria famiglia: è proprio tra loro, che vorrei insieme a voi ricercare i campioni di domani».
E il ruolo di Trinchillo?
« Il mio ruolo – continua – è quello di sostenitore, coordinatore, punto di riferimento, attraverso una sponsorizzazione articolata a tutto tondo: da quella diretta, classica - con l’aiuto economico relativo al materiale da gioco, ai trofei, all’abbigliamento - a quella mediatica, attraverso una forte visibilità mediante il mio ufficio stampa».
Trinchillo attualmente sponsorizza sia una squadra femminile di Volley, sia alcune squadre di calcio e calcetto locali e parrocchiali, inoltre dà una mano a tutti quelli che intendono fare sport senza fine di lucro. Ogni anno organizza il Trincarfestival, una voce per Napoli nord. « Puntiamo anche sulla passione per la musica – conclude – per promuovere il territorio e combattere il rischio devianza. Questa non è solo terra di camorra e immondizia, ma è anche la terra della musica: ci sono tanti talenti a cui va data la possibilità di esternare le loro potenzialità; e poi il riscatto avviene anche attraverso la musica, quando si presentano le opportunità». Trinchillo si è impegnato anche a dare una mano al campione olimpico di judo, Pino Maddaloni, per non fargli chiudere la sua palestra degli scugnizzi a Scampia, rimasta senza fondi e abbandonato dalle istituzioni.

Ecco un filmato da non perdere nel quale si comprende chiaramente qual è il ruolo di Trinchillo nel sociale e la sua grande passione civile 

Basta violenza sulle donne

A Calvizzano un gazebo informativo per sensibilizzare i cittadini contro la violenza sulle donne




Nell’area giuglianese, Calvizzano ha fatto da apripista alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza alle donne che si celebra in tutt’Italia il 25 novembre prossimo. La Società Italiana di Psicologia, Sessuologia e Criminologia, presieduta dalla dinamica psicologa e psicoterapeuta calvizzanese, Angela Sarracino, ha organizzato un gazebo in piazza, dove  sono stati distribuiti gadget e materiale informativo sulle varie forme di violenza. A Calvizzano, recentemente, sono venuti alla luce due casi di violenza sulle donne, ma ne sarebbero tanti quelli che non sono emersi. Ricordiamo che in Italia muore una donna ogni due giorni per casi di violenza: 1 donna su 2 perché ha deciso di lasciare il partner; 1 donna su 10 perché era una collega o una dipendente. Il 50% delle morti sono per percosse o per strangolamento. Numeri impressionanti che dovrebbero far riflettere un po’ tutti.  Come mai nel nostro Comune, su una tematica così importante, al di là della buona volontà della Sarracino, si fa poco o niente? A Marano esistono diversi centri di ascolto e antiviolenza, ubicati nei locali messi a disposizione dal Comune.

Fratelli d’Italia si presenta alla città con un manifesto al vetriolo contro l’amministrazione Salatiello

Tra una settimana aprirà in città anche la sede del partito fondato dalla Meloni da Crosetto e da La Russa

sabato 22 novembre 2014

E’ avellinese il nuovo responsabile dell’Ufficio Tributi

Ha preso servizio in questi giorni il nuovo responsabile dell’Ufficio Tributi, vincitore della selezione pubblica avviata dal Comune nei mesi scorsi. Si chiama Vittorio Marino, vive ad Avellino, sposato, due figli, come si legge sul suo profilo facebook: è laureato in Economia e Commercio, è stato Dirigente del Comune di Altavilla Irpina e ha avuto esperienze in altri enti, prevalentemente in materia di tributi locali. Una nota di colore che non ha nulla a che vedere con le tasse: è un super tifoso della Juve, tant’è che vicino alla chiavetta d’accesso al computer che gli è stato dato in dotazione ha applicato un piccolo gagliardetto bianconero. Marino, inquadrato come istruttore direttivo contabile, categoria D, presterà la sua opera per 18 ore settimanali, per un anno. L’incarico potrebbe essergli rinnovato,  dal momento che la graduatoria rimarrà efficace per tre anni. Chiaramente tutto dipenderà anche dai risultati raggiunti, visto che a Calvizzano c’è un’alta percentuale di evasori ed elusori. Marino è’ risultato vincitore della selezione pubblica, per titoli e colloquio, alla quale hanno partecipato altri 4 concorrenti che, però, non sono stati ammessi agli orali, perché, come ci è stato riferito, non avevano i titoli previsti dal bando. La Commissione esaminatrice era composta dal responsabile dell’Ufficio Finanziario, rag. Salvatore Sabatino (presidente), dalla responsabile dell’Ufficio Servizi sociali, dottoressa Angela Cacciapuoti e dal revisore dei Conti del Comune di Calvizzano, Filomena Lazazzera. Commissione che non è costata un euro al Comune, poiché i due dipendenti hanno svolto il lavoro senza percepire alcun compenso aggiuntivo allo stipendio, ma anche la dottoressa Lazazzera, nonostante abiti ad Avellino, ha svolto il suo compito a titolo gratuito. Alla graduatoria di merito finale è stato ammesso solo Vittorio Marino che ha ottenuto un punteggio di cento/centesimi (75 centesimi per i titoli e 25 centesimi al colloquio orale).
                              Intanto, del vecchio concorso a vigile non se ne parla più
La penuria di vigili urbani dovrebbe essere l’occasione per stimolare l’amministrazione a impegnarsi a riprendere il concorso a vigile urbano, bandito ai tempi di Granata e già arrivato a buon punto. Oppure, a cercare di assumere altri poliziotti municipali, mediante il meccanismo della mobilità. In primis, perché 6 vigili  (compreso il comandante) sono pochi; inoltre, perché alcuni di loro starebbero per raggiungere la soglia per accedere alla pensione. Insomma, se al Comune non si affretteranno a fare subito qualcosa, tra qualche anno il paese rischia di veder dimezzato l’organico di Polizia municipale.            


venerdì 21 novembre 2014

Sequino scrive al Prefetto : “gli uffici violano la normativa sulla trasparenza”





Per un’ennesima volta, Biagio Sequino ha messo nero su bianco i suoi timori di non veder tutelati adeguatamente i diritti dei cittadini e ha scritto al Prefetto. Per il battagliero consigliere di minoranza, gli Uffici violerebbero la normativa sulla trasparenza e anticorruzione. I motivi sono molteplici e li chiarisce nella missiva: “non esiste all’interno del sito istituzionale un archivio contenente per 5 anni tutti i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria, né tantomeno si procede a una pubblicazione degli atti (determinazioni, delibere eccetera) nei 30 giorni dall’adozione; la violazione avverrebbe in particolar modo per i provvedimenti dell’ufficio tecnico, lavori pubblici, gare e contratti (…); ad oggi l’Ufficio tecnico comunale pubblica a novembre 2014 i provvedimenti adottati a novembre 2013”.
Poi chiede al Prefetto una spiegazione di tali comportamenti : “diteci Voi se ciò è normale?”.
Ma l’elenco delle inadempienze che verrebbero perpetrate continua: “non vengono pubblicati i mandati di pagamento all’interno della sezione Amministrazione Trasparente, né le info relative a dotazione organica, personale, premi di produzione, indicatore di tempestività dei pagamenti e contratti di locazione immobiliare (attivi e passivi), eccetera. Tutti i provvedimenti adottati – ripete per rafforzare il concetto  e conclude - non vengono quasi mai pubblicati nei trenta giorni dalla loro adozione, come previsto dalla normativa, né tantomeno vanno a finire in un apposito archivio (che non esiste) e che dovrebbe essere visibile per anni 5, ai sensi della legge sulla Trasparenza-Anticorruzione”.
Le stesse cose, Sequino le ha ribadite nell’ultimo Consiglio comunale senza avere alcuna risposta.
    





giovedì 20 novembre 2014

La zona periferica di San Pietro è piena di resti di origine Romana

           Durante i lavori alla rete fognaria è emerso anche un tracciato viario di epoca romana   


                         Via Calamandrei, il luogo del ritrovamento del tracciato di epoca romana

Un pezzo di storia è emerso dal sottosuolo, durante i lavori di scavo per la realizzazione di un nuovo collettore fognario in via Calamandrei (zona San Pietro). Si tratta di una vecchia strada romana (probabilmente un’arteria dell’antica via Consolare Campana) venuta alla luce proprio davanti a un ex deposito di carburante. La scoperta fu fatta nel 2011: all’epoca il direttore dei lavori, oltre a sospendere le attività, investì subito la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Provincia di Napoli e Caserta che, dopo un periodo di studio, diede il nulla osta alla ripresa dei lavori a condizione che venissero seguiti sotto il controllo costante di personale tecnico qualificato, da scegliere tra i collaboratori esterni accreditati presso la Soprintendenza stessa. Allora il Comune  provvide ad affidare il controllo archeologico all’esperta società Naus di Pozzuoli, per un importo di 12mila euro oltre iva (spesa prevista dal quadro economico dell’ opera fognaria, finanziata con fondi europei), per un numero presunto di 100 giorni in cantiere. La Naus, oltre a seguire i lavori di scavo, stilò una relazione tecnica descrittiva delle evidenze archeologiche rinvenute, sin da luglio 2011. Così la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, al fine di valutare la compatibilità delle opere in corso di esecuzione con il patrimonio archeologico, chiese alla Naus la pulizia e l’ulteriore scavo delle evidenze archeologiche emerse, in particolare delle strutture lungo via Calamandrei. Sempre la Soprintendenza, in considerazione del fatto che la nostra città è ricca di storia, ha ribadito la necessità di proseguire con l’assistenza tecnica  per il resto dei lavori fognari (attualmente  si sta  scavando in alcune strade del Centro storico). Pertanto sono stati previsti ulteriori 100 giorni di presenza in cantiere della società Naus.  A questo punto, sarebbe, dunque, interessante che la relazione scientifica della Naus e la documentazione fotografica di tutti i reperti rinvenuti venissero pubblicati sul sito istituzionale del Comune.      

mercoledì 19 novembre 2014

“Amministratori” a Bruxelles anche con i soldi del Comune

                   
                  Visibilità internazionale per la nostra città, ma scoppiano le polemiche

I nostri amministratori non finiscono mai di stupirci. A volte s’impegnano a fare cose buone, poi sembrano scivolare su una buccia di banana, vanificando il lavoro fatto.  Cosa è accaduto? Una delegazione del Comune, costituita dal vicesindaco Antonio Di Rosa e da tre amministratori, come è scritto nella determinazione del responsabile delle Attività Produttive, Francesco Paolone, si è recata, dal 10 al 12 novembre, su autorizzazione del sindaco, in visita presso la sede di Bruxelles del Parlamento Europeo, invitati dall’europarlamentare Andrea Cozzolino. Ma anche il Comune ha fatto la sua parte, impegnando 950 euro per il pagamento delle spese di vitto e per sopperire a eventuali imprevisti, essendo la delegazione spesata solo dell’albergo e del volo aereo. Spese di vitto da rendicontare al rientro, con fatture o altri documenti validi agli effetti contabili e fiscali, con l’obbligo di versare i fondi eventualmente non utilizzati. Da quello che ci ha riferito il responsabile delle Attività produttive, visto che la determinazione di liquidazione non è apparsa ancora sul sito istituzionale, sarebbe stata spesa tutta la somma a disposizione.
“Per tale visita – si legge nella determinazione – (…) gli oneri che ne derivano sono rispondenti a ragione di pubblico interesse, ravvisabili in un prevedibile incremento di prestigio del Comune o dei suoi organi rappresentativi”.
Ma oltre al vicesindaco chi sono gli altri tre amministratori che sono volati in Belgio, visto che al Consiglio comunale del 12 novembre sui ripetitori telefonici erano presenti in aula tutti gli altri assessori e  consiglieri comunali di maggioranza, tranne Roberto Vellecco che, da quello che ci risulta, non sarebbe andato a Bruxelles?  

E poi, in un periodo di restrizioni economiche, dove la gente fa fatica a sbarcare il lunario, era proprio necessario che il Comune sborsasse 950  euro?  Anche gli amministratori di altri Comuni (vedi Villaricca, Cercola, eccetera) si sono recati in visita al Parlamento Europeo, ma per il vitto e gli spostamenti in città hanno provveduto di tasca loro. 

martedì 18 novembre 2014

Salute e Territorio

Martedì 18 novembre, ore 18.45: iniziati i lavori della Commissione Speciale per l’Ambiente, con particolare riferimento all’installazione dei ripetitori telefonici. Ne fanno parte esponenti della maggioranza e dell’opposizione, cittadini e rappresentanti del Comitato Stop Antenne



Video-Cronistoria del Consiglio comunale sui ripetitori telefonici

lunedì 17 novembre 2014

Che fine ha fatto il Centro Socio Educativo per disabili lievi?

Son trascorsi due anni dal conferimento al nostro Comune del Centro Educativo per disabili lievi, ma di questo importante servizio per la collettività si è persa ogni traccia. All’epoca, infatti, ci fu grande meraviglia in città per tale conquista, perché, per la prima volta,  gli amministratori  riuscirono a farsi rispettare al tavolo delle trattative e a ottenere la sede del secondo (il primo è ubicato a Villaricca, in via De Gasperi) Centro Socio-educativo per disabili lievi, previsto nell’Ambito Territoriale 1 dell’Asl 2 Napoli nord, che comprende  i Comuni di Mugnano (all’epoca capofila), Calvizzano, Melito (oggi capofila), Qualiano e Villaricca. La decisione fu presa, grazie alla spinta dell’ex amministrazione Granata (in particolare di quella dell’ex assessore Pasquale Napolano che curò personalmente la vicenda), nell’ambito dell’approvazione del Piano triennale sociale di zona e fu pure ratificata dal Consiglio comunale di Mugnano.  Il servizio doveva essere svolto nei locali di via Aldo Moro (a fianco all’ex presidio sanitario, oggi sede dei vigili urbani): era rivolto ai disabili medio – lievi con abilità/potenzialità adeguate per farli raggiungere un livello medio di autonomia e di capacità/competenza, in modo da poter svolgere un compito all’interno di un gruppo di lavoro laboratoriale. L’attività sarebbe dovuta durare nove anni. La spesa prevista per i lavori di adeguamento della struttura  era a carico dell’Ambito; il nostro ufficio tecnico , in data 19-06-2012, aveva pure predisposto il computo metrico estimativo che fu anche approvato il 4 ottobre 2012 dal Coordinamento istituzionale. Insomma, mancava solo l’ultimo tassello: la gara d’appalto. Furono previsti 5-6 posti di lavoro. E’ ancora possibile recuperare quest’importante servizio per la collettività? Giriamo la domanda al nuovo assessore ai Servizi sociali, Maddalena Trinchillo, e al signor Napolano che continua a frequentare le stanze del Comune ed è, da quello che ci risulta, anche molto ascoltato dal sindaco.  


domenica 16 novembre 2014

Centro Polifunzionale di via Nenni, risolto il contratto con l’impresa esecutrice dei lavori

Il ritardo nell’ultimazione dell’opera, voluta fortemente dall’ ex amministrazione Granata, è inconcepibile. Di chi le colpe? Del Comune? Dell’impresa che ha vinto la gara d’appalto? Del Rup? Del direttore dei lavori? L’amministrazione, adesso, ha il dovere di fare chiarezza  sulla questione e tenere informati i cittadini

                                 Il lato del futuro Centro Polifunzionale che affaccia su via Parri


Si allungano enormemente i tempi di completamento del Polifunzionale di via Pietro Nenni, l’opera, che in molti preferiscono chiamarla villa comunale, voluta fortemente dall’ex amministrazione Granata. La giunta Salatiello, su proposta del Rup (responsabile unico del procedimento), ing. Lorenzo Tammaro, nonché capo dell’ufficio tecnico, ha disposto di procedere alla risoluzione del contratto con la Società Anima Ambiente, per grave inadempimento e ritardo dei lavori. Adesso, cosa farà l’impresa? Si rivolgerà al tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento dell’atto dirigenziale e della consequenziale delibera di giunta? Farà valere le sue ragioni in sede civile? Nel frattempo come si muoverà l’amministrazione? Espleterà una nuova gara d’appalto? Assegnerà i lavori alla ditta seconda classificata in sede di gara? E quale progetto sarà preso in considerazione: quello originario o il nuovo, redatto da un giovane architetto calvizzanese? L’amministrazione, comunque, ha il dovere di informare la città su quanto accaduto. Intanto, la cosa certa è che si allungano enormemente i tempi di consegna dell’opera che doveva essere completata entro luglio 2014.  Ricordiamo che l’iter della villa comunale iniziò più di quattro anni fa, quando la Provincia stanziò nelle pieghe del suo bilancio 500mila euro, grazie all’interessamento dell’ex sindaco Granata. Tra progetti preliminari, definitivo ed esecutivo cantierabile, espropri e varianti urbanistiche si arrivò alla pubblicazione della gara d’appalto sul Burc (bollettino ufficiale della Regione Campania) al 30 aprile 2012. Il vincitore della gara (SA.MA costruzioni di Melito, al prezzo di 372mila926 euro, su un importo a base d’asta di 555.479,19 euro) fu designato a giugno del 2012, dopodiché si è dovuto aspettare i controlli antimafia, previsti dalle norme sugli appalti. In ogni caso, il contratto venne firmato il 15 luglio 2013 e i lavori dovevano completarsi entro 12 mesi. Il 24 marzo 2014 i lavori vennero formalmente sospesi, al fine di verificare la possibilità di procedere a una variante progettuale. Durante la sospensione dei lavori la Sa.ma costruzioni srl di Melito,  comunicò al Comune di aver ceduto un ramo d’azienda alla Società Anima Ambiente con sede in Melito, subentrata nell’esecuzione dei lavori. Lavori che sono ripartiti il 31 luglio scorso e che dovevano terminare, secondo il nuovo cronoprogramma, per il 19 ottobre 2014, tenuto conto del periodo di sospensione. Ma in data 27 agosto 2014 la direzione dei lavori, “constatata la situazione di inerzia sul cantiere”, ha inoltrato all’impresa appaltatrice richiesta di cronoprogramma delle lavorazioni da eseguire. L’impresa, come è scritto nella delibera di giunta, non ha prodotto alcun cronoprogramma, anzi ha formulato richiesta di proroga di 240 giorni del termine di ultimazione dei lavori. Il Rup, invece, in seguito al parere del direttore dei lavori, ha concesso una proroga di 23  giorni, fissando il nuovo termine di ultimazione dei lavori all’11 novembre 2014. Nel contempo, il Rup ha indicato al direttore dei lavori di contestare all’impresa le gravi inadempienze alle obbligazioni. Alla fine si è arrivati alla risoluzione del contratto.  Finora alla ditta è stato pagato un primo stato di avanzamento dei lavori, per un netto di 58mila440,53 euro, pari al 15% delle opere affidate.  Il cantiere si trova oggi a una percentuale di esecuzione pari al 15, 67%.  Va aggiunto che è stato incaricato il direttore dei lavori di quantificare le opere eseguite successivamente al primo stato di avanzamento dei lavori e di vigilare affinché alcun altra opera o fornitura  possa essere eseguita nel cantiere.  
Al di là di tutte le disquisizioni tecnico-amministrative, che a qualcuno potrebbero annoiare, ma che, a nostro avviso, andavano aggiunte per completezza di cronaca, va ricordato che il Centro polifunzionale (che dovrebbe essere intitolato, stando alla volontà dell’ex amministrazione Granata,  alla campionessa di pattinaggio a rotelle Raffaella Paolone, deceduta più di 5 anni fa in un tragico incidente) si candida a essere uno degli interventi più importanti degli ultimi anni: sorgerà, infatti, su un’area di 6.500 metri quadrati, situata tra i parchi “Sole 75” e “Mimose” e dovrebbe essere dotato di un campo di basket polivalente, di un’area a verde attrezzato con panchine e uno spazio ludico, corredato con giochi per bambini. Oltre al finanziamento provinciale, il Comune ha stanziato 490mila euro di parte sua (ha contratto un mutuo), di cui circa 250mila euro sono occorsi per gli espropri dei terreni. Sempre per completezza d’informazione, l’ incarico di direzione dei lavori, di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, del frazionamento catastale delle aree da espropriare e dell’assistenza tecnica alla procedura espropriativa (picchettamento aree, assistenza, presa di possesso, eccetera) è stato conferito (determina 15 del settore tecnico del 18-04-2012) all’ing. Vincenzo Palma con studio a Giugliano, per un compenso di 20mila euro oltre iva e CPA (cassa previdenza e assistenza). Palma ha anche redatto il progetto definitivo, ricevendo per tale incarico  un compenso netto di 8.246 euro; inoltre ha avuto l’incarico di redigere il progetto esecutivo, di curare la variante urbanistica ed è stato anche nominato coordinatore della sicurezza in fase di progettazione, percependo, per questi ultimi tre incarichi, 13mila euro netti.


sabato 15 novembre 2014

All’inaugurazione del nuovo Ufficio del Giudice di Pace c’era anche il sindaco di Calvizzano

Il presidio di legalità si è trasferito da via Verdi (zona Cesina) a Piazza Escivà de Balaguer (a fianco la sede centrale del Comune di Marano). Calvizzano, essendo il più piccolo dei Comuni sottoscrittori dell’accordo, paga la quota annua più bassa (circa 22mila800 euro) diversamente da quanto fu stabilito nella vecchia intesa. Al taglio del nastro hanno partecipato sindaci e amministratori dei 6 Comuni che fanno capo all’Ufficio giudiziario, magistrati, avvocati e autorità cittadine   


Quando Calvizzano si ritirò dall’accordo di programma stipulato tra i comuni del comprensorio giuglianese, per mantenere in vita l’ufficio del Giudice di Pace di Marano, fummo i primi a lanciare la notizia, poi ripresa dagli altri organi di informazione. Un’intesa  che fu ratificata ad aprile 2013 e sottoscritta  da sindaci e rappresentanti istituzionali dei 7 comuni (Marano, Villaricca, Melito, Qualiano, Giugliano, Mugnano, Calvizzano) che fanno capo all’importante Ufficio giudiziario. Per Calvizzano, la firma fu apposta da Anna Annunziata, all’epoca sub commissario del nostro Comune. La decisione di recedere dal protocollo d’intesa, invece, fu presa dall’amministrazione Salatiello  e fu convalidata con delibera di giunta n. 16 del 10 settembre 2013. Il motivo?  Le scarse risorse economiche dell’Ente, in virtù della continua riduzione dei trasferimenti erariali, ma principalmente  perché la ripartizione economica appariva iniqua e sproporzionata rispetto alle quote stabilite per altri Comuni. La quota annuale che spettava a Calvizzano, infatti, era di 35.727 euro, calcolata secondo un criterio che prevedeva, per ogni Comune aderente, l’esborso di una quota fissa pari alla settima parte del 60% dei costi, mentre l’altro 40% doveva essere coperto con una quota variabile in base al numero di abitanti, facendo riferimento alla popolazione residente (12.737 abitanti per Calvizzano) in base all’ultimo censimento. Grazie alla spinta del Comune di Calvizzano, rappresentato in più occasioni dall’avvocato Fabio Felaco, delegato dal sindaco, sono cambiate le cose e l’accordo è stato firmato con modalità diverse rispetto a quello precedente.  Calvizzano, infatti, non sborserà più 35.727 euro annui, ma 22mila799 euro (1,79 euro ad abitante, anziché gli originari 0,90 euro, per sopperire al ritiro di Giugliano). Insomma, un risparmio di circa 13mila euro all’anno. Aveva ragione dunque Salatiello ad aver fatto saltare l’accordo. Ricordiamo che il Comune capofila è Marano il cui sindaco è anche il rappresentante legale. I Comuni, oltre alle risorse economiche, hanno dovuto assicurare anche le risorse umane. Da Calvizzano è stato trasferito Luigi Rito,  lavoratore socialmente utile stabilizzato (da settembre scorso a 26 ore settimanali e non più 12), che era in forza all’Ufficio Tributi del Comune di Calvizzano. 




venerdì 14 novembre 2014

La svolta ambientalista del sindaco Salatiello

                               

A distanza di un anno, il Primo cittadino calvizzanese ha effettuato un cambiamento di direzione a 360 gradi sulle tematiche che riguardano l’inquinamento ambientale. Da cosa è stato spinto? E’ credibile la sua metamorfosi?

L’anno scorso non abbiamo mai smesso di criticare il sindaco e gli amministratori calvizzanesi per la riluttanza dimostrata di fronte alle emergenze ambientali che attanagliavano e che ancora oggi continuano ad assillare il nostro comprensorio. L’amministrazione Salatiello, infatti, non ha mai sponsorizzato la battaglia contro l’inceneritore che si vuole costruire a Giugliano. All’incontro che si tenne il 27 settembre 2013 in Regione tra i Primi cittadini dell’area Nord di Napoli e l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano, diede forfait solo il nostro sindaco. La stessa inerzia fu applicata  su temi che riguardano la salute: vedi discariche sparse sul territorio, proliferazione dei ripetitori per telefonia, eccetera. Da un po’ di tempo a questa parte è arrivata la svolta: Salatiello ha prima sfidato i colossi della telefonia e ora si appresta a essere uno dei protagonisti (vedi filmato) nella battaglia contro la SAPNA (Sistema Ambiente Provincia di Napoli), la società provinciale che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti e che vorrebbe costruire a Cava Riconta di via Bologna a Villaricca (a meno di un chilometro da Calvizzano) un nuovo impianto per il trattamento del percolato di tutta la provincia di Napoli. Intanto, si aspetta che anche Calvizzano faccia la sua parte e ricorra al Tar, come gli ha ricordato in Consiglio comunale il consigliere di minoranza Biagio Sequino, contro la realizzazione dell’inceneritore a Giugliano. Finora lo hanno fatto Qualiano, Melito, Villaricca, Giugliano e Marano. 


Vigili urbani, il sindaco vuole sistemarli negli ex spogliatoi dei campi da tennis


                                                          spogliatoi ristrutturati

Fa discutere la risposta sui famigerati campi da tennis, fornita dal sindaco Salatiello al redattore del  periodico giuglianese “Abbiabbè”, Ciro Di Pietro che, neanche a farlo apposta, abita in un palazzo adiacente alla struttura sportiva. Durante la lunga intervista, è stato chiesto al sindaco di chiarire come è nato il progetto. Ecco la risposta: “Erano soldi regionali destinati all’edilizia sportiva. Ma mi lasci dire una cosa a questo proposito. Vicino ai campi da tennis c’è uno stabile. Stiamo ristrutturando anch’esso. Inizialmente era stato pensato come spogliatoio, ma io ho in mente di farlo diventare la sede dei vigili urbani. Come lei saprà la sede dei vigili urbani è situata in una struttura privata. Il Comune paga l’affitto per quella struttura. Facendo così si risparmierebbero dei soldi. Ed inoltre, mettendo lì la sede, i vigili potranno anche fare un po’ da “tutori” dei campetti”. Dobbiamo solo chiedere alla Regione il permesso di farlo. Vede, quei soldi erano vincolati a strutture sportive. La caserma non lo è, quindi bisogna prima chiedere. Speriamo in una risposta positiva della Regione”. 

Ma a poche ore da questa dichiarazione è già scoppiata la polemica.

“Ho letto pure io l’intervista che, tra l’altro circola anche su facebook – afferma la renziana Angela De Vito, consigliere comunale di minoranza- : trovo assurda la risposta del sindaco. A parte il fatto che i vigili, negli ultimi tempi, pare stiano diventando una sorta di pacco postale e non lo meritano poiché, nonostante siano in pochi, fanno più del loro dovere, destinarli in una struttura nata come spogliatoio significa mortificare la loro professionalità e la loro dignità di lavoratori. Speriamo, dunque, che ciò non accada”. 

Non è la prima volta che la De Vito si schiera dalla parte dei poliziotti municipali: lo fece anche in occasione  del trasferimento del Comando di Polizia municipale dalla sede del piano terra del palazzo municipale nei locali ex presidio sanitario di via Aldo Moro, ubicati nelle immediate adiacenze della stazione  dei Carabinieri.
“Si tratta di una decisione politico-amministrativa – dichiarò al nostro blog  – che non condivido affatto, per motivi sia logistici che economici. Sul piano logistico, perché sguarnisce una grande fascia della Città di qualsiasi presidio di pubblica sicurezza: gli abitanti del Centro storico, infatti, verrebbero penalizzati dalla mancanza di un punto di riferimento in caso di necessità.